7398 E' morto a San Paolo Socrate Mattoli, presidente onorario della FILEF

20090711 12:59:00 redazione-IT

[b]E’ morto a San Paolo Socrate Mattoli, presidente onorario della FILEF, grande figura della comunità italo-brasiliana.[/b]

All’età di ottantacinque anni ci ha lasciati Socrate Mattoli, un uomo di quelli più unici che rari.
Nato nel 1924 a Foligno, comandante partigiano delle Brigate Garibaldi sull’appennino umbro-marchigiano, tra i pochi sopravvissuti della sua brigata, alla fine della guerra si laurea in Ingegneria e si trasferisce in Argentina, dova lavora per alcuni anni alla costruzione di centrali idroelettriche.

Ma già agli inizia degli anni ’50 è in Brasile. Il suo nome è legato alla monumentale opera di elettrificazione del grande paese in via di sviluppo. In particolare alla realizzazione della diga di Iguazù, tra le prime del mondo, al confine tra Brasile, Paraguay e Argentina, che fornisce buona parte dell’elettricità dei tre paesi latino-americani.

Ma Socrate non è propriamente un imprenditore, piuttosto un tecnico di grandi qualità e totalmente atipico nel panorama dei manager di quegli anni e anche di quelli a venire: la sua è una cultura fondamentalmente francescana, la finalizzazione della sua attività è l’opera in sè ed i suoi positivi effetti, mai il profitto.


Insieme al suo lavoro è un instancabile operatore sociale. Si occupa di tutto ciò che riguarda la comunità emigrata a San Paolo e non solo. E’ uno dei fondatori del Circolo Italiano. Del Circolo degli umbri in Brasile. Presidente del Patronato INCA. Assiema alla moglie Nicoletta è il realizzatore di quel gioiello educativo che è la scuola italo-brasiliana intitolata ad Eugenio Montale.
Una scuola realizzata fin dalle fondamenta, in senso letterale, perchè è Socrate a progettarla e a trovare i fondi per la sua costruzione fisica a Morumbì, con l’unico sostegno dall’Italia proveniente dalla Regione Umbria. Chi la ha visitata ha avuto la sensazione di trovarsi in un luogo in cui la forma e la dislocazione degli edifici danno già l’idea del progetto pedagogico: modernissimo ed avanzato, nel tenere insieme positivamente, i bambini dell’asilo, fino ai ragazzi del liceo, una biblioteca ed una mensa dalle cui vetrate si può osservare lo scorrere libero e insieme metodico della giornata educativa tra i colori dei murales realizzati dai bambini della scuola elementare che riepilogano l’essenza e la storia del continente latino-americano fino all’arrivo degli emigrati italiani nelle piantagioni di caffè: la valorizzazione della cultura indigena insieme a quella dei lavoratori europei.

L’energia impressionante di Socrate che lo ha accompagnato fino agli ultimi anni, gli ha successivamente consentito di espandere per tutto lo Stato di San Paolo e per l’intera circoscrizione consolare, passando per il Mato Grosso fino alle propaggini meridionali dell’Amazzonia, nello Stato dell’Acre, l’attività di promozione della lingua italiana tra quelle comunità, attraverso la direzione della Fecibesp, una confederazione di oltre 60 associazioni culturali dedicate alla lingua e alla cultura.

Assieme alla FILEF inaugura tra la fine tra gli anni ’90 fino al 2004 l’esperienza di corsi di formazione professionale fortemente innovativi che mirano a valorizzare le competenze interculturali dei giovani italo-brasiliani in diversi settori: in circa 10 anni vengono formate sotto la sua supervisione e quella di Francesco Berrettini, centinaia di persone nel settore del commercio estero e delle nuove tecnologie informatiche.
Un progetto ancor unico nel suo genere è quello che consente ad un centinaio di docenti italo-brasiliani nelle scuole dello Stato di San Paolo, di usufruire di un aggiornamento annuale nella didattica della lingua italiana.

Nella loro piccola fattoria nel Paranà, Socrate e Nicoletta realizzano un modello di gestione produttiva della terra che sarebbe utile conoscere da vicino e diffondere: la coltivazione del caffè è biologica; la terra è gestita nell’ottica della autosufficienza alimentare ed energetica delle famiglie che la lavorano.
Vengono recuperate la cultura di produzione contadina che i decenni di monocultura estensiva avevano distrutto nella popolazione dell’interno. Per arrivarvi, mi ricordava Nicoletta, si attraversano gli accampamenti dei Sem Terra dislocati lungo le strade statali, alla ricerca di analoghe soluzioni ragionevoli di esistenza che il Brasile di Lula non ha ancora risolto.

In un villaggio degli indiani Moawks, nei pressi di Montreal, campeggiava una frase di un antico capo indiano: "noi non siamo persone che fanno un percorso spirituale, ma siamo spiriti che fanno un’esperienza corporale sulla terra". Non so se valga per tutti noi. Ma forse questo si addice a Socrate Mattoli.
Qualcuno conservi e raccolga questo spirito, il suo insegnamento.
Un grande abbraccio a Nicoletta e ai suoi figli.

Rodolfo Ricci

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Per conoscere più da vicino Socrate Mattoli, alcune interviste e reportage nel film-documentario di Roberto Torelli "I-Talian del Brasile", nel quale è presente una lunga intervista di un altro grande reappresentante degli italo-brasiliani del Rio Grande do Sul, recentemente scomparso, Frei Rovilio Costa.

E’ possibile vedere il film on-line al link:
[url]http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Unique&id=6270[/url]

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Altra documentazione su Socrate Mattoli al Link:

"6o ANNI dalla Liberazione": Il Partigiano Socrate Mattoli
[url]http://www.filef.info/evento25apr.html[/url]

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Morreu em São Paulo Socrate Mattoli, presidente da FILEF e grande figura da comunidade Ítalo-Brasileira.

Na idade de oitenta e seis anos, nos deixou Socrate Mattoli, homem mais único que raro.
Nascido em 1924 em Foligno – Itália, foi na adolescência um combatente partizan das brigadas anti-fascistas "Garibaldi", que lutaram nos apeninos umbros-marchegianos, na segunda guerra mundial.
Um dos poucos sobreviventes da sua brigada, se forma em engenharia em Roma no ano de 1948, e logo muda para a argentina, junto de sua esposa e amiga de infância Nicoletta Mattoli, aonde trabalha na construção de usinas hidroelétricas.

Mas já no começo dos anos 50 vem morar no Brasil.

Seu nome é totalmente ligado a grande obra de eletrificação do grande pais em desenvolvimento. Em Particular a construção da grande represa e usina de Itaipu, no sul do pais, que até hoje é fundamental para o fornecimento de energia ao pais.

Seu nome é uma lenda na industria da engenharia elétrica no Brasil.

Mas Socrate não é exatamente um empreendedor, talvez um técnico de excepcionais qualidades, mas principalmente um manager totalmente atípico no cenário empresarial dos anos 60/70/80. A sua cultura é totalmente franciscana e humanista, e a finalidade da sua atividade é a obra em si e seus efeitos positivos, e nunca o lucro financeiro.

Paralelo a seu trabalho como presidente da SADE, (Sociedade Sul Americana de Engenharia) ele é um incansável operador social. Ele se ocupa de tudo que diz a respeito a comunidade Italiana emigrada em São Paulo. É um dos fundadores do “Circolo Italiano”. Do “Circolo dos Umbros no Brasil”.Presidente do Patronado INCA. Presidente da “Associação Humberto Primo”, que tentou reestruturar o Hospital Humberto Primo para a comunidade Italiana.

Jundo de sua mulher Nicoletta, é o realizador daquela jóia educativa que é a escola Ítalo-Brasileira “Eugenio Montale”.

Uma escola construída desde as fundações, pois Socrate se envolveu ativamente no projeto e na busca de investidores para sua construção. Conseguiu junto a prefeitura o terreno para sua construção.

A energia impressionante de Socrate, o acompanhou ate seus últimos anos, aonde através da FECIBESP espalhou por todo o estado de São Paulo e através de toda a circunscrição consular Brasileira, a promoção e o ensino da língua italiana. Na direção da FECIBESP apoiava mais de 60 associações culturais dedicadas ao ensino da língua e da cultura italiana.

Junto a FILEF, inaugura entre os 90 ate o ano 2000, uma experiencia de cursos formação profissional totalmente inovativos, que buscam valorizar as competências inter culturais dos jovens italianos em diversos setores. Sob sua supervisão centenas de pessoas foram formadas no setor de comercio exterior e tecnologias informáticas.

Entre os índios Moawks na região de Montreal-Canada, existe um ditado de um antigo chefe indígena.

“Nos não somos pessoas que fazem um percurso espiritual, mas sim espíritos que fazem uma experiencia corporal na terra”

Não sei se isto vale para todos nós, mas talvez caiba bem para Socrate Mattoli.

Que alguem conserve e acolha este espirito e este ensinamento.

Um grande abraço para Nicoletta e seus filhos.

Rodolfo Ricci

http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Unique&id=6270

 
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EmiNews 2009

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