7559 Il primo giorno da segretario PD: «Ripartiamo dal lavoro»

20091027 12:09:00 redazione-IT

di Vladimiro Frulletti

In piedi sopra una sedia di plastica, dentro un capannone fra i macchinari con le rocche di fili azzurri arrotolati. Nella prima uscita pubblica di Pierluigi Bersani da segretario nazionale del Pd non c’è nessun effetto speciale. Mescolati tra telecamere e macchine fotografiche ci sono decine di operai e artigiani. Persone in carne e ossa che ascoltano, applaudono e gli dicono “in bocca a lupo” (c’è anche il brindisi con lo spumante), ma gli chiedono anche di interessarsi ai loro problemi.EBersani, accompaganto dal governatore Martini, dal deputato Lulli e dal neosegretario regionale del Pd toscano Manciulli, prima all’orditura Villanti, azienda terzista alla periferia di Prato, e poi alla tessitura Gori non si sottrae. Del resto ha scelto Prato non a caso. Qui si sono persi migliaia di posti di lavoro.E la pesantissima crisi s’è miscolata con una crescente insofferenza verso gli immigrati, soprattutto la numerosa comunità cinese. Tanto che il Pd ha perso (dopo 63 anni di ininterrotto governo delle sinistre) il Comune.

«Ma anche a Bologna avevamo perso – fa notare Bersani – e nessuno ora se lo ricorda più».

ARTIGIANI E OPERAI
Con gli artigiani e gli operai Bersani si trattiene a lungo e prende impegni per se’ e il suo nuovo Pd. «Ho voluto inaugurare qui la mia vittoria – spiega l’ex ministro – perché voglio che il mio partito aiuti l’Italia ad abbattere quel muroche s’è innalzato fra la situazione sociale e economica e la discussione politica e mediatica ». E a togliere un bel po’ di quei mattoni, dice convinto, hanno iniziato domenica i milioni di elettori che sono andati a votare alle primarie. «Una cosa enorme di cui siamo orgogliosissimi. Abbiamo fatto vedere cos’è la democrazia». Che è fatta di partiti che fanno congressi e hanno diversi candidati, «non di un partito diunuomosolo».Edè in questa straordinaria( «anche inaspettata » ammette) partecipazione che Bersani vede il vero atto di nascita del Pd, «una prova di fiducia in un partitonuovo e non vecchio».Unsfida «affascinante» a cui sarebbe sbagliato sottrarsi spiega l’ex ministro con riferimento a Rutelli e alla sua presunta intenzione di andarsene (non da solo) con Casini. Dichiarazioni rilasciate a Vespa ,fa sapere l’ex sindaco di Roma, diverse settimane fa. Anche perché con Casini (ma anche con Di Pietro e la Sinistra) Bersani ha tutta l’intenzione di sedersi a un tavolo per discutere di come dare «un’altra offerta agli italiani ». «La posizione del Pd – dice Bersani – deve essere generosa verso un sistema di alleanze». Un Pd che è si forza all’opposizione, ma che agisce per costruire l’alternativa di governo a Berlusconi.Madi Rutelli, assetti interni e alleanze gli chiedono i giornalisti. I lavoratori e gli artigiani vogliono sapere del loro futuro. Dell’occupazione che non c’è, della cassintegrazione (chi per fortunace l’ha), delle banche che nonaiutano le piccole imprese. «È una vergogna dicono che ci sono gli ammortizzatori sociali per tutti e che tutti hanno un salario. Ma non è vero». E sfida il governo a uscire allo scoperto, a smetterla con gli annunci («il taglio dell’Irap s’è perso nelle nebbie fra Pietroburgo e Arcore») e a «mettere un po’ di soldi nelle tasche degli italiani».

http://www.unita.it/news/italia/90351/il_primo_giorno_da_segretario_ripartiamo_dal_lavoro

 
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EmiNews 2009

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