619 Dire ”Sporco negro” per la Cassazione non sempre è razzismo

20051214 11:06:00 rod

La sentenza
Perseguibile solo a querela di parte e non d’ ufficio. La Corte distingue tra ‘odio’ e ‘antipatia’
ROMA, 7 dicembre – Fa discutere la sentenza della Corte di Cassazione che ha annullato l’aggravante razzista dalla condanna del Tribunale e dalla Corte di Appello di Trieste a Davide P., che aggredì alcune ragazze colombiane dicendo "sporche negre, cosa fanno queste negre qua".

Secondo la Cassazione l’aggravante dell’ingiuria razziale scatta solo se le parole sono "potenzialmente idonee" a "suscitare in altri il riprovevole sentimento dell’odio o a dare luogo, in futuro o nell’immediato, al concreto pericolo di comportamenti discriminatori per ragioni di razza, etnia, nazionalità o religione". Non si può infatti qualificare "sic e simpliciter" – sempre secondo la Corte di Piazza Cavour – "come odio, qualsiasi sentimento o manifestazione di generica antipatia, insofferenza o rifiuto solo perché riconducibili a motivazioni (per quanto censurabili esse possano essere ritenute) attinenti alla razza, all’etnia, o alla religione". In conclusione la condanna per ingiuria aggravata scatta solo "se si è in presenza di vero odio": negli altri casi la frase "sporco negro" non ha niente di razzista, si tratta di un insulto come un altro ed è perseguibile solo a querela di parte e non d’ufficio.

 

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