603 BUCCHINO: VOTEREMO ANCHE IN CANADA; E’ ASSALTO ALLA DILIGENZA

20051213 19:59:00 rod

Ci sono voluti anni e anni di paziente lavoro. A volte è quasi prevalso lo scoramento e la convinzione di non farcela. Erano gli anni del lavoro in silenzio, delle riunioni quasi carbonare dei Comites cosiddetti spontanei, delle non celate avversioni di Consoli non illuminati, dell’opposizione del Congresso degli italo-canadesi che mal digeriva il diritto di rappresentanza autogestita degli italiani all’estero. Ed erano gli anni nei quali i nomi dei protagonisti di queste battaglie erano pochi e sempre gli stessi. Poi sono arrivati i primi successi e i primi riconoscimenti. Anche se obtorto collo Consoli e Ambasciatori hanno dovuto accettare e riconoscere come acquisita e meritata la maturità politica e la voglia e il diritto di partecipare delle Associazioni storiche, dei Patronati, delle espressioni organizzate dell’emigrazione. E’ iniziata poco a poco la stagione dei diritti che ha visto finalmente, anche se parzialmente, accolta la richiesta di attenzione ai mille e uno problemi dell’emigrazione, vecchi e nuovi ma che tutti si riconoscono sotto un unico comune denominatore: dignità. Dignità di informazione, di assistenza, di scuola, lingua e cultura, dignità di partecipazione e di diritti civili.

Storiche sono state le nostre battaglie, della nostra comunità, per ottenere il riconoscimento dei nostri Comites, per ottenere dignità di attenzione dal Consolato, per vedere finalmente migliorati i servizi, e più che storica la battaglia e la vittoria per Rai International. Ma ancora una volta i nomi e i volti dei protagonisti erano sempre gli stessi.
Improvvisamente si è però cominciato a parlare anche di voto degli italiani all’estero. “Ma come si vota”?, ha chiesto qualcuno senza troppo interesse. Gente senza patria e senza partito, anzi gente che di politica non ne voleva nemmeno sentir parlare. “Ma allora si vota davvero”? Sì, si vota e potremo anche essere eletti. Ecco, la parola magica era stata pronunciata. Poter diventare deputati e senatori. Poter andare a Roma, viaggiare gratis o quasi, forse addirittura in Business Class ma anche, e soprattutto, poter guadagnare circa 10 mila euro al mese. Avanti signori, c’è posto per tutti.
Ma ancora il Canada non aveva dato il suo consenso alla partecipazione degli italiani del Canada al voto. Adesso il Canada ha detto sì. Potremo votare davvero. I candidati sono spuntati come funghi dalla sera alla mattina. Tanti di loro non sanno nemmeno cosa significhino le parole Comites o CGIE. Ma tutti, a sentir loro, hanno lavorato da anni a favore della comunità. Chi meglio di loro potrà rappresentare i nostri connazionali in Parlamento? E forti, in tanti casi, di una spavalderia economica seconda solo alla loro voglia di potere e all’arte, della quale sono maestri, di imbonitori e venditori di fumo, stanno già mettendo in piedi comitati e uffici elettorali.
Peccato. C’è da credere che i pochi che ne sanno qualcosa, i pochi onesti della politica, coloro che in silenzio hanno da anni sacrificato tempo, lavoro e famiglia, coloro che davvero hanno seminato, dovranno vedersela soprattutto con questi signori del niente, in una campagna elettorale che farà veramente venire la voglia di lasciar perdere tutto. Peccato, peccato davvero.
(Gino Bucchino, Cgie, Toronto)

 

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