17 06 02 PD Parlamentari estero.

1 – DEPUTATI PD ESTERO: POSITIVI E CONCRETI RISULTATI A SOSTEGNO DELLE CAMERE DI COMMERCIO ITALIANE ALL’ESTERO. LO STANZIAMENTO PIÙ ELEVATO DAL 2010 – In questi giorni il Ministero dello sviluppo economico ha formalmente impegnato lo stanziamento ordinario per le Camere di commercio italiane all’estero (CCIE) attribuendo 7,5 milioni di Euro ai piani promozionali eseguiti nell’anno 2016 dalla rete camerale all’estero, nonostante la recente manovra di spending review del Governo che ha comportato significativi tagli su altri stanziamenti di bilancio

2 –  FEDI E PORTA (PD) – BRASILE, CANADA, FRANCIA: TRE ANOMALE CONVENZIONI FISCALI CHE PENALIZZANO I PENSIONATI  – L’Italia ha stipulato oltre cento convenzioni bilaterali contro le doppie imposizioni fiscali proprio per evitare l’ingiusto e molesto fenomeno della doppia tassazione (sappiamo tutti quanto siano gravose e farraginose le procedure per ottenere deduzioni, rimborsi o crediti di imposta).

 

1 – DEPUTATI PD ESTERO: POSITIVI E CONCRETI RISULTATI A SOSTEGNO DELLE CAMERE DI COMMERCIO ITALIANE ALL’ESTERO. LO STANZIAMENTO PIÙ ELEVATO DAL 2010 – In questi giorni il Ministero dello sviluppo economico ha formalmente impegnato lo stanziamento ordinario per le Camere di commercio italiane all’estero (CCIE) attribuendo 7,5 milioni di Euro ai piani promozionali eseguiti nell’anno 2016 dalla rete camerale all’estero, nonostante la recente manovra di spending review del Governo che ha comportato significativi tagli su altri stanziamenti di bilancio. ROMA, 1° GIUGNO 2017 – Questo risultato, che inverte decisamente il trend pluriennale di decrescita delle risorse, è il frutto del lavoro pluriennale di sensibilizzazione e di sollecitazione dei parlamentari del PD eletti all’estero che, assieme alla collega Mongiello, hanno costantemente insistito per coinvolgere nelle politiche di internazionalizzazione le forze di discendenza italiana operanti nelle realtà di residenza. Lo stesso Comitato per gli italiani nel mondo e per la promozione del sistema Paese della Camera, presieduto dall’on. Porta e che comprende tutti gli eletti all’estero, ha dedicato uno specifico convegno internazionale a tali questioni. Questo impegno, che ha incontrato l’attenzione e la disponibilità del Ministero dello Sviluppo Economico, conclude positivamente un percorso di lavoro pluriennale avviato con Assocamerestero e con il Governo, culminato con l’azione svolta in occasione della legge di bilancio 2017.

Le risorse di cofinanziamento ordinario per le CCIE, che nel 2016 erano di 4,8 milioni di euro, aumentano così di quasi il 60 per cento rispetto allo scorso anno: il valore più alto dal 2010.

A queste somme si devono aggiungere almeno ulteriori 2,2 milioni di euro per l’esecuzione di progetti straordinari sul made in Italy con riferimento a selezionati mercati del Nord America e dell’Europa, frutto anche questo delle sollecitazioni nostre e di alcuni altri parlamentari.

L’impegno complessivo di risorse pubbliche per quest’anno a favore dell’azione camerale è, quindi, di quasi 10 milioni di euro. Un impulso e un aiuto notevoli alla proiezione dell’Italia nel mondo.

I deputati PD Estero: Garavini, Porta, Fedi, Farina, La Marca, Tacconi

2 –  FEDI E PORTA (PD) – BRASILE, CANADA, FRANCIA: TRE ANOMALE CONVENZIONI FISCALI CHE PENALIZZANO I PENSIONATI  – L’Italia ha stipulato oltre cento convenzioni bilaterali contro le doppie imposizioni fiscali proprio per evitare l’ingiusto e molesto fenomeno della doppia tassazione (sappiamo tutti quanto siano gravose e farraginose le procedure per ottenere deduzioni, rimborsi o crediti di imposta). ROMA 1° GIUGNO 2017

Eppure, per motivi che sfuggono alla nostra intelligibilità, alcune convenzioni – tra le più importanti – non solo prevedono ma in fondo giustificano la doppia tassazione (o tassazione concorrente). Stiamo parlando in particolare delle convenzioni con Brasile, Canada e Francia (sebbene non siano le sole).

Qeste convenzioni, a dispetto dell’obiettivo che dovrebbe essere quello di evitare la doppia tassazione, prevedono specifiche soglie di esenzione o la tassazione concorrente in entrambi i Paesi contraenti, con il riconoscimento tuttavia del credito di imposta. Che non sempre è applicato, un po’ per l’ignoranza delle norme da parte dei contribuenti e un po’ per il non rispetto delle norme da parte dei Paesi contraenti.

Per esempio l a Convenzione contro le doppie imposizioni fiscali in vigore con il Brasile, per le pensioni delle gestioni previdenziali dei lavoratori privati prevede, all’art.18, una soglia di esenzione di 5.000 dollari statunitensi, corrispondenti a 4.478 euro per l’anno d’imposta 2017, e, per l’eccedenza, la tassazione secondo le regole della legislazione fiscale italiana (tassazione ordinaria). Quale è il problema (che abbiamo denunciato nei dettagli più volte con interventi politici e legislativi)? Il problema consiste nel fatto che migliaia di pensionati italiani residenti in Brasile subiscono quindi su una parte delle loro pensioni un doppio prelievo fiscale che in teoria dovrebbe essere evitato con una deduzione o un credito di imposta pari all’ammontare dell’imposta pagata in Italia che in realtà non è evitato perché il Brasile si rifiuta di concedere tale deduzione.

La Convenzione con il Canada invece stabilisce, per le pensioni della gestione previdenziale dei lavoratori privati, una soglia di esenzione della tassazione in Italia delle pensioni italiane pagate in Canada pari alla somma equivalente in euro di 12mila dollari canadesi (7.990 euro per il 2017) e, per l’eccedenza, si applica l’aliquota più favorevole tra il 15% e quella prevista dalla legislazione fiscale italiana (aliquote scaglioni IRPEF). In questo caso se da una parte il credito di imposta dovrebbe essere concesso, dall’altra rimane il problema dell’attivazione da parte degli interessati delle procedure per ottenerlo e soprattutto della conoscenza delle norme (il credito di imposta non viene concesso automaticamente ma solo su istanza degli interessati).

Infine la Convenzione con la Francia: giova ricordare che il 20 dicembre del 2000 le amministrazioni finanziarie italiane e francesi hanno stipulato un Accordo amichevole di “interpretazione” della Convenzione di base, L’accordo indica che tutte le pensioni di vecchiaia, anzianità, reversibilità e invalidità erogate dall’INPS, rientrano nell’ambito applicativo del paragrafo 2 dell’articolo 18 e sono tassabili sia in Italia sia in Francia (principio della tassazione concorrente). Quindi, l’INPS deve applicare la ritenuta d’imposta alle pensioni di vecchiaia, anzianità, invalidità e reversibilità corrisposte ai beneficiari residenti in Francia. L’imposta italiana applicata sulla pensione non è deducibile ai fini del calcolo del reddito imponibile in Francia, ma, per eliminare la doppia imposizione fiscale, l’articolo 24, paragrafo 2, lettera a) della Convenzione tra Italia e Francia prevede che il beneficiario residente in Francia ha diritto a un credito di imposta, corrispondente all’ammontare delle ritenute applicate dall’Italia sulla pensione, nei limiti dell’ammontare della relativa imposta francese.

In conclusione, le convenzioni contro le doppie imposizioni fiscali con Brasile, Canada e Francia prevedono paradossalmente la doppia tassazione e tassazione concorrente, ancorché al superamento (Brasile e Canada) di specifiche soglie di reddito. Gli inconvenienti, sia economici che procedurali, causati da queste disposizioni potrebbero essere facilmente eliminati adeguando le convenzioni al modello standard OCSE che prevede per le pensioni private la tassazione esclusiva nel Paese di residenza. Ma le modifiche delle convenzioni richiedono sensibilità, comprensione, impegno, logica, conoscenza, istituzioni efficienti e dinamiche, tutte doti dalle quali spesso lo Stato italiano rifugge.                    I deputati PD, Marco Fedi e Fabio Porta

3 – Cari amici, nel videoblog di oggi intervengo sulla ricorrenza del 2 giugno, Festa della Repubblica italiana, sulla riforma elettorale e sulle modifiche al voto all’estero. Buon 2 giugno, buon anniversario della fondazione della nostra Repubblica, a tutti noi, italiani all’estero, pazienti protagonisti del cambiamento.

A noi, che avremmo già modificato la Costituzione, che ogni giorno lavoriamo lontano dall’Italia ma chiediamo un’Italia più giusta: buona Festa della Repubblica.

A chi, iscritto al Partito Democratico, chiede serietà nelle scelte politiche e strategiche e negli incarichi: costruiamo un Partito forte ed unito, con Matteo Renzi, per vincere le prossime elezioni politiche. Facciamo una buona legge elettorale non per andare alle elezioni anticipate, ma per rispondere ad un impegno comune del Parlamento.

Un caro saluto,  Marco Fedi  / vai al videoblog

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