Ucraina: cronache di controffensive e di follie criminali

Secondo fonti russe dal 4 al 6 giugno, nella zona di UGLEDAR, a nord di Mariupol si sono registrati numerosi attacchi delle forze ucraine per sfondare verso sud.

Nel corso di tre giorni il regime ucraino ha intrapreso l’offensiva a lungo promessa su diverse parti di fronte, concentrando su questi obbiettivi una notevole quantità di uomini e mezzi.  Il 4 giugno la 23° e 31° brigate meccanizzate hanno tentato di attaccare in cinque diverse direzioni.
Su nessuna di esse è riuscito a ottenere successo, subendo perdite significative: 300 soldati, 16 carri armati, 26 blindati, 14 automobili.
Il 5 giugno Kiev ha tentato di attaccare in sette diverse direzioni con cinque brigate. E’ stato fermato e ha subito perdite ancor peggiori: oltre 1600 soldati, 28 carri, fra cui 8 Leopard e 3 AMX-10, più 136 armamenti vari, di cui 79 stranieri.

In tutto, in tre giorni di combattimenti su tutte le direttrici, le perdite delle FF.AA.UU. sono ammontate a:
3.715 soldati
52 carri armati
207 blindati
134 automobili
5 aerei
2 elicotteri
48 pezzi di artiglieria
53 droni

Anche i russi hanno subito perdite. In tutto i soldati morti sarebbero stati 71 e 210 i feriti. Distrutti 15 carri armati, 9 blindati, 2 automobili e 9 armamenti vari.

Inoltre nella giornata di ieri, su altri fronti, il Ministero russo registrava:
260 soldati ucraini morti intorno ad ARTEMOVSK- 40 soldati ucraini morti in 4 tentativi di incursione verso KUPLJANSK – 60 soldati ucraini morti intorno a KRASNYJ-LIMAN – 25 soldati ucraini morti intorno a CHERSON

L’esplosione che ha parzialmente distrutto la diga sul Dniepr a Novaja Kachovka è avvenuta nella notte di ieri. Altri missili sarebbero stati lanciati contro la diga dalla zona ucraina nella mattinata di ieri. L’allagamento dei territori a valle avrebbe investito, oltre a Novaja Kachovka una trentina di villaggi, in gran parte sulla parte sinistra del corso del fiume che sono più bassi rispetto a quelli a nord, cioè nella zona controllata dai russi. Il territorio allagato sarebbe per oltre tre quarti in questa zona, lungo circa 70 km di costa e per una profondità che variabile tra i 5 e i 30 km.

 

Corso normale del Dniepr

 

Zone allagate

La situazione creatasi a seguito dell’alluvione avrebbe consentito, secondo alcuni analisti, di spostare consistenti contingenti di truppe ucraine verso est per rimpinguare le perdite subite sul fronte del Donbass, poiché per il momento non ci sarebbero da temere attacchi russi, visto che le loto linee difensive sul margine del fiume sarebbero state abbandonate a causa dell’allagamento. Altri hanno fatto notare che le altre dighe a monte di Novaja Kachovka, sotto completo controllo ucraino, non sono state chiuse dopo l’esplosione e hanno lasciato defluire abbondanti quantità di acqua lungo il fiume.

Nel frattempo, nella giornata di oggi il deflusso della diga si sarebbe arrestato avendo raggiunto il limite della parte di diga rimasta intatta e l’acqua nelle zone allagate è cominciato a defluire. Si calcola che tra 10/12 giorni i territori allagati saranno prosciugati.

E’ in questo arco di tempo che alcuni prevedono un attacco massiccio delle truppe ucraine verso la Crimea poiché i russi sarebbero dovuti arretrare sensibilmente rispetto alle precedenti linee di difesa fortificate praticamente abbandonandole e si troverebbero ora in una situazione delicata. Ma la situazione è delicata per tutti perché è difficile immaginare una resa russa a Sebastopoli…

Nella giornata di oggi si è anche registrata un’altra catastrofe ambientale con l’esplosione in territorio ucraino a sud di Karkiv del condotto che portava ammoniaca dalla Russia fino al porto di Odessa, che a quindi non è più attivo. L’ammoniaca come noto, è fondamentale prodotto di sintesi per l’industria chimica, per i fertilizzanti, per carta, vernici, gomme, ecc.

Ucraina – esplosione pipeline ammoniaca

Questi ultimi eventi si aggiungono alla distruzione del North Stream dell’autunno scorso in una escalation che ormai non risparmia più nulla, non infrastrutture, non uomini e donne, né un intero territorio usato letteralmente sia come carne da cannone che come materiale di distruzione di massa. A questa missione criminale partecipano oltre ai due contendenti, altri 50 paesi, inclusa l’Italia.

 

FONTI: diversi canali Telegram russi e ucraini

 

 

 

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