“Sciami sismici e geotermia, ci deve essere la massima attenzione”. Da due mesi sciame sismico di crescente intensità al confine tra Umbria, Lazio e Toscana

Le scosse sono iniziate il 22 e 23 febbraio scorso, prima di piccola intensità fino a raggiungere, oggi, i 2,6 gradi della scala Richter e negli ultmi giorni una frequenza di decine di scosse. L’area interessata, a nord est del Lago di Bolsena, è lungo il crinale delle colline che sovrastano il lago, a cavallo tra i comuni di Montefiascone, Bagnoregio, Bolsena, San Lorenzo Nuovo, Acquapendente (prov. di Viterbo-Lazio) e Castelgiorgio (prov. di Terni-Umbria). Dal 10 maggio scorso 11 scosse sono state superiori a 2 gradi. Solo nella giornata odierna, fino alle ore 20:00 si sono contate 30 scosse, la più forte di magnitudo 2,6.

Il 30 maggio del 2016 si registrò nella stessa area un forte terremoto di oltre 4,1 gradi Richter con danni a diversi edifici. Ed è nella stessa area che si intende varare a breve un grande progetto di geotermia.

QUI l’evoluzione del sisma

FIRMA LA PETIZIONE

 

——-

 


Montefiascone – Il sindaco Massimo Paolini sulla serie di terremoti che stanno interessando la zona nord del lago di Bolsena dove dovrebbero esserci le perforazioni per l’impianto pilota di Castel Giorgio (16.05.2020)

Montefiascone – (m.m.) – “Sciami sismici e geotermia, ci deve essere la massima attenzione”. Il sindaco di Montefiascone Massimo Paolini sulla serie di terremoti che stanno interessando la zona nord del lago di Bolsena, proprio dove dovrebbero esserci le perforazioni per l’impianto geotermico pilota di Castel Giorgio.

Per questo il primo cittadino di Montefiascone chiede la massima attenzione dei sindaci e delle autorità del territorio.

“In questi giorni – spiega Massimo Paolini – diversi sciami sismici stanno interessando la zona nord del lago di Bolsena, tra i comuni di San Lorenzo Nuovo e Bolsena. Massima deve essere l’attenzione di noi primi cittadini e delle autorità. In questo particolare momento è quello che ci chiedono i cittadini, già seriamente provati dall’emergenza coronavirus, e ora preoccupati per i continui terremoti nelle nostre zone”.

Lo sguardo di Paolini è rivolto anche all’impianto geotermico che dovrebbe nasciare sull’altopiano dell’Alfina nel comune di Castel Giorgio.

“I terremoti di questi ultimi giorni – continua Massimo Paolini – ci rendono seriamente preoccupati proprio perché gli epicentri si sono verificati nella zona dove dovrebbero nascere le trivellazioni per l’impianto geotermico di Castel Giorgio. Questo aggrava ancor di più la situazione. Per questo l’attenzione deve essere massima da parte di tutti”.

Paolini chiede la collaborazioni di tutti per far tornare indietro il governo che ha autorizzato l’impianto lo scorso luglio.

“Tutti i sindaci, le amministrazioni e le associazioni ambientaliste – conclude il primo cittadino di Montefiascone – devono fare squadra per far sì che il governo riveda l’incidenza sismica che lo ha indotto ad autorizzare lo scorso luglio la centrale pilota di Castel Giorgio. Infatti il rischio è che l’eventuale inizio delle trivellazioni possa aggravare l’attuale situazione sismica della zona”.

 

FONTE: http://www.tusciaweb.eu/2020/05/sciami-sismici-geotermia-ci-deve-la-massima-attenzione/

 

 


 

”Questo sciame sismico va tenuto sotto stretta osservazione”

Il sindaco di Acquapendente: ”C’è preoccupazione per i progetti di geotermia”

16/05/2020

ACQUAPENDENTE – ”Lo sciame sismico che sta incidendo sul nostro territorio in queste ultime settimane va tenuto sotto stretta osservazione”. Lo dice il sindaco di Acquapendente, Angelo Ghinassi, dopo che anche ieri si sono registrate alcune scosse di terremoto nella zona compresa tra San Lorenzo Nuovo e Castel Giorgio. Altre nei giorni scorsi.

”I nostri cittadini – dice Ghinassi – sono preoccupati per via dei numerosi progetti di geotermia che stanno nascendo nella nostra area geografica e soprattutto per la centrale geotermica che il Governo ha autorizzato lo scorso luglio sul Comune di Castel Giorgio.

Abbiamo la necessità – continua il sindaco di Acquapendente – che le istituzioni rivedano i percorsi autorizzativi, tornino a valutare l’incidenza sismica di questa nostra terra, ascoltino le istanze che questo territorio ha da dire”.

Ghinassi ricorda che ”la Regione Lazio ha espresso parere contrario al progetto di Castel Giorgio, con motivazioni serie e dettagliate senza essere presa in considerazione. Il rischio è che l’eventuale inizio delle perforazioni possa aggravare la situazione sismica che sta diventando, purtroppo, un punto fermo”.

”Anche sul nostro Comune – aggiunge Ghinassi – incide un progetto che sta all’interno un iter autorizzativo molto avanzato. Abbiamo paura, siamo preoccupati. La nostra città ha bisogno di ben altro rispetto ad una ipotetica trivellazione quotidiana”.

 

Fonte: http://www.viterbonews24.it/news/-questo-sciame-sismico-va-tenuto-sotto-stretta-osservazione_105613.htm

 


 

Geotermia: la società chiede il via ai lavori, Comitati pronti alla battaglia

 

E’ cominciata a circolare come un fulmine non tanto a ciel sereno la notizia che la società, che ha progettato un impianto pilota geotermico a Castel Giorgio, ha inviato da ormai alcuni giorni al Comune la richiesta dell’inizio dei lavori.

Stando a quanto circolato negli ambienti dei Comitati per la difesa dell’Alfina la conferma sarebbe arrivata dallo stesso primo cittadino di Castel Giorgio al quale, nei giorni scorsi, è stato chiesto se le voci dell’iniziativa intrapresa dalla società fossero vere. Probabilmente nelle prossime ore il Comune di Castel Giorgio – che a fine marzo ha stretto un accordo legale con i Comuni di Acquapendente, Orvieto e Castel Viscardo per opporsi alla sentenza del Tar che autorizza l’impianto gemello a Torre Alfina – interverrà sulla vicenda.

Intanto a far sentire la voce dei comitati cittadini è Fausto Carotenuto, uno dei promotori storici delle iniziative anti-geotermia, che ha pubblicato sulla pagina Facebook del Comitato di Difesa della Salute e del Territorio di Castel Giorgio, una nota che chiama le istituzioni a opporsi subito alla richiesta di avvio lavori presentata dalla società.

 

Di seguito la nota di Fausto Carotenuto:

ATTENZIONE !!! E’ stata depositata presso il Comune di Castelgiorgio la SCIA per l’inizio lavori dell’impianto geotermico di Castel Giorgio a partire dal 1 Aprile. Un vero scandalo.

Durante le emergenze passano le cose peggiori, con la complicità di un Governo e di una burocrazia lentissimi a fare qualsiasi cosa utile ai cittadini, ma rapidi ed efficienti a rispondere alle lobby amiche.

Lobby che oltretutto pongono seri rischi a danno delle gente e dei territori. In pochi giorni, in piena crisi Coronavirus e da uffici ministeriali semichiusi del Ministero dell’Ambiente e del Ministero dello Sviluppo Economico, é stata elaborata una autorizzazione finale all’impianto piuttosto complessa. Che poteva tranquillamente essere rinviata, viste le esigenze emergenziali del momento.

Questa chiara forzatura per favorire la realizzazione di un impianto che produce la miseria di soli 5 MW di energia elettrica, ma che mette a rischio la salute e i beni della popolazione di un vasto territorio e che rischia di avvelenare il prezioso lago di Bolsena. In base alle serie valutazioni di importanti scienziati.

E tutto questo a dispetto della forte opposizione di due regioni, di 40 comuni e di numerose associazioni di cittadini,
E’ un vero scandalo che richiede – nonostante le difficoltà del momento – la risposta di una forte mobilitazione popolare e delle tante amministrazioni interessate.

 

FONTE: https://www.orvietonews.it/cronaca/2020/04/04/geotermia-chiesto-il-via-a-lavori-comitati-pronti-alla%20battaglia-77256.html

 

 


 

A Bolsena la geotermia è un lago di no

Energie. Molti comuni dell’alto Lazio si stanno opponendo contro la costruzione di centrali geotermiche che potrebbero stressare zone a rischio sismico

 

Con i suoi 115 kmq di superficie il lago di Bolsena, adagiato nell’alto Lazio e affacciato su Umbria e Toscana, è il bacino di origine vulcanica più grande d’Europa. Sorto dal collasso del vulcano Vulsinio, la sua particolarità è quella di aver mantenuto nel tempo la verginità dell’area, con costruzioni non invasive e una naturale cornice di vegetazione. Eppure il suo ecosistema delicato è sotto attacco da diversi fronti, ecco perché le acque trasparenti e il territorio che le circonda sono costantemente monitorati dagli abitanti dei numerosi Paesi circostanti.

In particolare questo momento vede la massiccia opposizione di tutti i comuni del comprensorio e delle associazioni ambientaliste contro l’intenzione di costruire centrali geotermiche. Il progetto pilota più imminente è quello che riguarda il comune di Castel Giorgio, a nord del lago, avanzato dalla ditta privata Itw&Lkw Geotermia Italia Spa e finanziato con i fondi europei per le energie rinnovabili. A preoccupare i comitati è il fatto che a differenza del geotermico per il teleriscaldamento, questa centrale, orientata alla produzione di energia elettrica, che prevede 9 pozzi a 3 km di profondità e il trasferimento di 1000 tonnellate all’ora di fluido a una distanza di 4 km sotto il bacino del Tevere e del lago, inciderebbe pericolosamente sulla stabilità del sottosuolo, provocando pericolosi stress termici e pressori in una zona a rischio sismico.

«Le criticità che ho sollevato sono che quelle di un’area ad elevatissima sismicità, come la zona che va da Siena al Lago di Bolsena» ha spiegato Giuseppe Mastrolorenzo, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, più volte intervenuto sull’argomento e che in passato ha contribuito a fermare un progetto simile nei Campi Flegrei, denunciando «il rischio che l’attività di trivellazione, estrazione e reiniezione dei fluidi potesse causare terremoti indotti, che sono ancora più forti; subsidenza nel suolo e dispersione di sostanze dannose all’interno delle falde idropotabili».
Il vulcanologo ha spiegato come il trasferimento dei fluidi estratti dai pozzi e reiniettati a distanza previsto dalle centrali a sistema binario possa ragionevolmente non funzionare nelle caldere vulcaniche come quella di Bolsena, caratterizzate da discontinuità verticali e laterali e dalle faglie.
La contaminazione della falda acquifera superficiale che ne conseguirebbe si andrebbe a sommare a quella dovuta al reflusso dei diserbanti utilizzati nelle monocolture, soprattutto dei più volte denunciati noccioleti per la produzione della Nutella e dalle acque fognarie, in passato tamponate da un collettore costruito negli anni ’90 ma oggi obsoleto e mal funzionante.

Nonostante sia protetto dalla denominazione di SIC (Sito di Interesse Comunitario) e ZPS (Zona di Protezione Speciale) della Rete Natura 2000, istituita dall’Unione Europea per salvaguardare gli habitat naturali e le specie minacciate, il lago ha subito un progressivo degrado delle acque, fino al secolo scorso ancora potabili, perché a basso contenuto di nutrienti e oggi pericolosamente orientate all’eutrofizzazione.

Alimentato da acqua piovana e da piccole sorgenti, il bacino ospita pesci di varie specie e numerosi uccelli acquatici, rappresentando un importante hot spot di biodiversità.

Poco tempo fa gli abitanti della zona hanno «abbracciato il lago», prendendosi per mano per tutto il perimetro del bacino, con un gesto simbolico che voleva esprimere l’amore verso il territorio, e che, come spesso avviene in quelle terre non ancora deteriorate dalla logica del profitto, ribadiva il forte legame della comunità che lo abita e lo difende.

I sindaci e i comitati cittadini hanno infatti ribadito la loro unanime opposizione al geotermico, presentando ben 4 ricorsi al Tar per un progetto che purtroppo ha già ricevuto l’ok della Valutazione di Impatto Ambientale e che aprirebbe la strada a numerose altre centrali in tutto il territorio attiguo (come quelle proposte nella vicina Torre Alfina, al momento bloccata per mancata autorizzazione del Ministero dei Beni Ambientali o a Latera, sullo stesso sito in cui recentemente un impianto simile è stato chiuso per l’eccessivo impatto che aveva sull’ambiente).

Mentre per la centrale di Castel Giorgio si attende che il Ministero dello Sviluppo Economico formalizzi l’autorizzazione e che i comitati possano chiedere la sospensione dei lavori fino alla decisione finale del Tar, l’opposizione popolare si è espressa anche in altri modi: a Marta, a Bolsena, a Montefiascone, le finestre e i balconi si sono riempiti di lenzuola con scritto no geotermia e salviamo il lago. Inoltre è stata lanciata la raccolta firme per eliminare gli incentivi delle energie rinnovabili al settore geo-termoelettrico (https://www.change.org/p/change-org-stop-incentivi-alla-geotermia-elettrica?signed=true ), come espresso nel decreto Fer1, ma che rischia di essere rimesso in discussione per la pressione delle lobbies.

«Noi pensiamo che non sia affatto un’energia rinnovabile – spiega Annick Devaux, dell’associazione Sos Lago – paghiamo una parte della nostra bolletta per sostenere una tecnologia che distrugge il sottosuolo, con il rischio che le acque potabili siano inquinate. La Comunità Europea dovrebbe ripensare questi incentivi, perché in loro assenza questo tipo di centrali non verrebbero fatte, visto il rendimento molto basso».

Anche Georg Wallner, ex professore di Fisica all’Università di Monaco di Baviera e oggi produttore biologico nella zona di Capodimonte la pensa così: «La geotermia elettrica usa gli incentivi per trattare il territorio come terra di conquista, seguendo quello che al momento sembra vantaggioso, ma senza una visione per il futuro. Noi delle associazioni ambientaliste vorremmo evitare gli errori fatti altrove, come non riconoscere la ricchezza e di un territorio ancora integro».
«Durante questa battaglia ci siamo riconosciuti in rete come bioregione idrogeologica» racconta Katia Maurelli, vice presidente dell’associazione La Porticella. «L’acqua è il nostro elemento comune, in un sistema che ci lega sotterraneamente. Come cittadini, ormai siamo talmente preparati che sappiamo come è fatto il nostro territorio anche sotto».

Ed è da questa conoscenza comune che è scaturita la proposta, a cui si sta lavorando, di costituire un biodistretto per promuovere l’agricoltura di qualità biologica e biodinamica e un turismo sostenibile che ricerca quegli spazi naturali sfuggiti alla speculazione.

 

FONTE: https://ilmanifesto.it/a-bolsena-la-geotermia-e-un-lago-di-no/

 


 

Leggi anche:

https://sosgeotermia.noblogs.org/tag/castel-giorgio/

http://www.bolsenalagodeuropa.net/2020/03/07/geotermia-e-stampa/

https://www.lamiacittanews.it/impianto-geotermico-di-castel-giorgio-gli-ambientalisti-provochera-terremoti/

 

Questo è il progetto Geotermia Castelgiorgio e Acquapendente:

http://www.geotermia-castelgiorgio.it/

 

Hits: 456

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.