COVID-19: Dalla biodiversità del Madagascar un rimedio naturale per i malati di Covid?

Verrà dalla natura la cura per questa pandemia (il Covid-19) scatenata in buona parte dalle malefatte della «civiltà» umana ai danni della natura stessa? Sarebbe una svolta importantissima; tanto più se il rimedio fosse donato dalla biodiversità dell’Africa.

In una teleconferenza con i suoi omologhi del continente africano, qualche giorno fa, il giovane presidente del Madagascar Andry Rajoelina ha spiegato che il suo paese è disposto a donare ai «popoli fratelli» il rimedio naturale Covid-Organics, messo a punto dall’Istituto malgascio di ricerche applicate (Imra). Certo, l’isola è toccata solo marginalmente dal punto di vista sanitario (anche se molto dal punto di vista economico): ufficialmente conta poco più di cento casi di ammalati e nessun decesso. In ogni caso, il rimedio naturale, provato su ammalati volontari e che rafforzerebbe le difese immunitarie, avrebbe dato risultati positivi. E’ poi stato distribuito, in funzione protettiva, anche agli scolari al loro ritorno in classe.

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) tira il freno, pur riconoscendo che «rimedi tradizionali possono alleviare sintomi del Covid-19». Ma saranno i fatti a parlare. Rajoelina ha detto agli altri presidenti: «La crisi ci colpisce tutti. L’economia del mondo e delle singole nazioni è bloccata. Tragico è l’impatto sui popoli e per questo mi unisco agli altri capi di Stato per chiedere l’annullamento dei nostri debiti».

Poi il segnale di speranza: «La natura ci può offrire la più affidabile delle soluzioni. Condivido con voi la nostra esperienza negli ultimi due mesi. Dopo il primo caso di contagio ci siamo subito attivati con misure di prevenzione per evitare il propagarsi della malattia. Il Madagascar è noto per la ricchezza della sua biodiversità, con un’abbondanza di piante medicinali. Siamo il terzo paese per esportazione di oli essenziali. I nostri scienziati hanno messo a punto il Covid-Organics, un rimedio tradizionale migliorato, contenente in particolare la pianta artemisia. La sua efficacia nella riduzione ed eliminazione dei sintomi è stata provata su volontari che si sono ristabiliti in sette-dieci giorni. Abbiamo nelle nostre mani una soluzione semplice e naturale per aiutarci a vincere la pandemia. Coordiniamo le nostre azioni.»

Rajoelina ha poi spiegato che, dopo la Guinea equatoriale, anche la Guinea Bissau è volata in Madagascar a prendere il rimedio per i quindici paesi dell’Africa dell’Ovest (Cedeao). Si sta muovendo anche il Senegal, il cui presidente ha detto: «Sarebbe un grande onore per tutta l’Africa, se da qui venisse una soluzione mondiale».

Il presidente malgascio ha anche spiegato che durante la guerra del Vietnam i vietnamiti colpiti dalla malaria (che uccise diversi soldati statunitensi) si salvavano con l’artemisia. Del resto, un altro rimedio (di sintesi) contro la malaria, la clorochina, viene usato nella cura precoce del Covid-19 in vari paesi.

Come spiega il sito AfricaExpress, alcune specie di piante molto presenti nella grande isola – ravintsara (cinnamomum camphora), eucalipto e artemisia annua – sono tradizionalmente usate dalla popolazione come rimedi per la cura di patologie delle vie aeree superiori, per aiutare il sistema immunitario e come prevenzione e terapia della malaria, endemica nel paese. L’artemisia è stata somministrata anche in Cina durante il picco della pandemia.

(Marinella Correggia)


 

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