COVID-19: L’INTERVISTA DI MAURIZIO LANDINI SUL CORRIERE DELLA SERA

“LIQUIDITA’ ALLE IMPRESE PURCHE’ NON CI SIANO LICENZIAMENTI”.  Pensare che passata la nottata sarà tutto come prima, sarebbe un grave errore.

Il leader del sindacato: dall’Eurogruppo segnali positivi, ma ora servono gli eurobond per un nuovo modello di sviluppo basato su investimenti pubblici. L’intervista a cura di Enrico Marro sul Corriere della Sera di domenica, p. 10

 

Provvedimenti di blocco prorogati fino ala maggio e dopo non è certo che si riaprirà. E preoccupato?

«Purtroppo i dati del comitato scientifico che consiglia il governo dicono che non siamo fuori dall’emergenza — risponde il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini —. È un costo pesante ma la salute e la sicurezza dei lavoratori e di tutti i cittadini devono essere centrali per la ripresa».

Come sarà la ripresa?

«Dobbiamo ragionare in modo diverso. Vorrei dirlo anche al sistema delle imprese: noi non torneremo alla situazione precedente. Pensare  che semplicemente passerà la nottata e poi tutto tornerà come prima sarebbe l’errore più grave. Dobbiamo usare questo tempo per definire nuove modalità organizzative e di sicurezza: cambiare non solo il modo di lavorare, ma anche quello di andare al lavoro, tutto in funzione della tutela della salute e di un nuovo modello sociale e di sviluppo».

E come si fa?

«Un utile esempio è l’accordo fatto con Fca, dove la discussione non è stata su quando, ma su come riaprire. Questo è il punto: siamo davanti a un cambiamento radicale. L’emergenza sanitaria Come riaprire Utile l’accordo fatto con Fca, dove la discussione non è stata su quando, ma su come riaprire avviene nel pieno di un’emergenza climatica e mentre accelera la rivoluzione digitale. Tutto ciò impone nuovi modelli di vita e lavoro al centro dei quali non ci siano profitto e mercato, ma sicurezza, qualità della vita e del lavoro, giustizia sociale».

Cambiare il modo di andare al lavoro significa ingressi scaglionati?

«Questo può essere un modo, ma ce ne sono anche altri come sviluppare il lavoro a distanza. Intanto, partiamo dal protocollo tra sindacati e imprese del 14 marzo e caliamolo con intese specifiche nelle aziende, tenendo conto delle filiere, cioè anche di appalti e piccole imprese. Dovremo ripensare l’industria ma anche il turismo, la cultura e le attività dove è decisivo che tante persone stiano insieme».

Conte ha creato per questo una task force di esperti guidata da Vittorio Colao

«C’è sicuramente bisogno di utilizzare tutte le intelligenze disponibili, ma cambiamenti di questa portata hanno bisogno di consenso e partecipazione delle parti sociali. Il virus ha fatto emergere tutti i limiti e le fragilità di questo modello di sviluppo».

Anche lei auspica una nuova Iri, come i 5 Stelle?

«Come Cgil abbiamo proposto già da qualche anno una agenzia nazionale per lo sviluppo. Servirebbe a indirizzare la grande massa di investimenti che saranno necessari, dalla sanità pubblica al sistema della mobilità e delle infrastrutture, fino alla cultura alla conoscenza e al turismo. Serve un’idea di Paese».

Intanto le confindustrie del Nord sono preoccupate e 80-90 mila aziende hanno chiesto ai prefetti di riaprire in deroga al blocco

«Ripeto, la discussione va fatta non su quando si riparte, che è una compito della politica, ma su come. E al premier Conte abbiamo chiesto che le domande di riapertura sulla base di autocertificazioni vengano verificate, per evitare forzature inutili e dannose da parte delle aziende. Credo sia il momento della responsabilità non quello delle furbizie».

Quanti perderanno il lavoro a causa della pandemia?

«Nessuno deve perderlo. Anche per questo abbiamo insistito col governo su un decreto senza precedenti per dare liquidità alle imprese e troviamo ragionevole la loro richiesta che i prestiti siano a più lunga scadenza. Ma chiediamo che la liquidità venga legata all’impegno a non licenziare, a non delocalizzare, e introducendo sistemi di controllo sulla legalità ».

Il Pd propone un contributo di solidarietà sopra gli 80mila euro. E d’accordo?

«Sono d’accordo con la proposta di Cgil, Cisl e Uil di una riforma complessiva del fisco all’insegna della lotta all’evasione e della progressività. Poi, in questa fase, c’è bisogno anche di solidarietà e maggiore giustizia sociale».

Come valuta le conclusioni dell’Eurogruppo?

«Quelli emersi, seppur parziali, sono elementi positivi. Ma non sufficienti. Ci vogliono altri strumenti, li si chiami Eurobond o come si vuole».

 

IL PDF DELL’INTERVISTA SUL PORTALE DELLA CGIL NAZIONALE:
http://www.ow6.rassegnestampa.it/Cgil/PDF/2020/2020-04-12/2020041245051317.pdf

 

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DELL’ACCORDO CON FCA E DEL DECRETO LIQUIDITA’ IL SEGRETARIO GENERALE DELLA CGIL LANDINI HA PARLATO ANCHE IN TV DURANTE LA TRASMISSIONE CHE TEMPO CHE FA

 

“Disegnare un nuovo modello di sviluppo con al centro la salute e la sicurezza. Priorità di tutti in questa fase, non solo dei lavoratori ma anche dei cittadini, è la salute. Bisogna riflettere sulle fragilità che sono emerse e sugli errori che sono stati fatti con l’attuale modello di sviluppo.

Per mesi e per molto tempo dovremo vivere e lavorare in modo diverso da come abbiamo fatto fino a oggi, se vogliamo mettere al centro la salute e la sicurezza e disegnare un nuovo modello di sviluppo” .

Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, ospite da Fabio Fazio a Che tempo che fa.

 

Importante accordo con FCA per decidere non quando, ma come riaprire.
“Considero importante l’accordo fatto con FCA, firmato da tutte le organizzazioni sindacali. Non si è discusso di quando riaprire, il Governo e il comitato scientifico decideranno quando aprire, noi abbiamo discusso su come ci si deve organizzare per poter aprire: come cambia il lavoro, gli orari, gli ingressi, come si sta sulle linee di montaggio”.

Stiamo pagando adesso il taglio alla sanità degli ultimi anni.
“Bisogna avere un lavoro con diritti, non svalorizzare il lavoro. Il virus verrà sconfitto dal lavoro e soprattutto da un lavoro collettivo. Bisogna ripensare il modo in cui si lavora e il modello di sviluppo. Per esempio, diciamolo con onestà, tutti questi anni in cui si è tagliata la sanità pubblica, che si sono spesi meno soldi e ridotti i servizi sul territorio, noi questo oggi lo stiamo pagando”.

Decreto liquidità è un fatto importante, ma velocizzare. “Quello che è stato fatto con il decreto liquidità è sicuramente un fatto importante, credo vadano valutati elementi di miglioramento, anche per rispondere più velocemente”.

Strumenti di controllo per evitare che soldi vadano alle mafie.
“Servono strumenti di controllo per evitare che una quantità così importante di soldi che servono per far ripartire il Paese possano
finire in mano alle mafie”

No licenziamenti ma nemmeno delocalizzazioni. “Quei soldi devono stare in un progetto di rilancio del Paese. Non devono esserci licenziamenti
ma neanche delocalizzazioni”

Sei anni per restituire i soldi forse sono pochi. “Una delle critiche che le imprese fanno è che sei anni per restituire tutto sono troppo pochi”.

Serve una discussione forte con l’Europa per emergenza climatica e digitale. Superare la logica del profitto e dei mercati e rimettere al centro la persona e la giustizia sociale. “C’è da fare una discussione forte con l’Europa, non abbiamo solo l’emergenza sanitaria, abbiamo l’emergenza climatica e l’emergenza digitale, nel senso di una trasformazione digitale del lavoro, abbiamo bisogno di un progetto che rimetta al centro il lavoro e le persone. Come ha detto il Papa dobbiamo superare la logica del profitto e dei mercati, al centro deve tornare la persona, il lavoro, la giustizia sociale”

 

FONTE: Cgil

 

 

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