8427 Bersani: patto con terzo polo, sacrifichiamo le primarie

20101217 17:27:00 redazione-IT

Il Pd intende presentare una "piattaforma democratica" a tutte le forze di opposizione, in primis il Terzo polo, "non contro Berlusconi ma oltre Berlusconi, oltre il populismo. Non penso a un Cln anti Cavaliere. Il Pd vuole aprire una fase fondativa".
Lo dice il segretario, Pier Luigi Bersani, in un’intervista su un quotidiano nazionale. "Se ci saranno le elezioni in primavera non avremo paura di affrontarle e vincerle. Ma non toglieremo le castagne dal fuoco a Berlusconi" prosegue il segretario Pd, per il quale è da vedere "quale stabilità e quale Governo" Berlusconi "è capace di garantire. Se alla fine si andrà al voto dovrà pagare il prezzo del suo fallimento".

Nella proposta del Pd ci saranno "riforme istituzionali, riforma elettorale, misure per la legalità e i costi della politica, informazione, riforma della giustizia per i cittadini", e sarà una piattaforma da discutere "con tutte le forze d’opposizione" in primis Terzo polo che dovrebbe capire che se "puntano a un ruolo di condizionamento del centrodestra presto dovranno convincersi che è un’illusione".

Dunque "facciamo maturare al Terzo polo una riflessione. Sapendo che l’idea e il confronto che proponiamo vivrebbero in ogni caso". Una scelta che porterebbe a sacrificare le primarie: "In nome di una strategia che chiede a ogni forza politica di non peccare di egoismo e di dare qualcosa, siamo pronti a mettere in discussione anche in nostri strumenti".

Il no dei "rottamatori"
I rottamatori dicono ‘no’ alla proposta di Pier Luigi Bersani di discutere le primarie per favorire la formazione di una coalizione con il terzo polo. Secondo il segretario democratico, le primarie possono inibire rapporti piu’ stretti e piu’ aperti con altre formazioni politiche e con la societa’ civile.

Pippo Civati le pensa diversamente e commenta con ironia: "Cosi’ passiamo dalle primarie alle terziarie. Bersani punta a ‘riformare’ le primarie, per essere meno ‘inibito’ verso il Terzo polo. Qui non si pone un problema politico, si pone un problema ontologico", sottolinea.

Parere non dissimile esprime con piu’ rudezza Gad Lerner: "Trovo non sbagliato, ma sbagliatissimo, che Pierluigi Bersani annunci su ‘Repubblica’ uno stop alle primarie, cioe’ alla politica democratica e partecipata". Secondo Lerner la classe dirigente del Pd e’ "afflitta dal politicismo" ed e’ troppo presa da "come si fa ad agganciare il Terzo Polo con il ritorno al proporzionalismo (ammesso poi che Fini ci stia, contraddicendo la sua vocazione), preoccupata piu’ di fare la corte a Casini che di raccontarci chiaro l’Italia che vorrebbe". Cosi’, aggiunge Lerner, si va dritti "verso la perdizione, che e’ peggio di una sconfitta. Per paura di Vendola, suppongo, Bersani non trova di meglio all’indomani di una sconfitta parlamentare che sputare in un occhio al suo popolo".

Mario Barbi. "Bersani ha ragione a considerare leprimarie un ostacolo alla sua idea di partito e di alleanze, ma ha torto a volerle solo ‘riformare’. Se fosse coerente dovrebbe abolirle. E non per generosita’, ma per incompatibilita’ con la sua idea di partito-ditta e con la sua concezione ‘frontista’ dell’alternativa". Lo dice Mario Barbi, deputato del Pd, con tono evidentemente provocatorio. "Le primarie- aggiunge- non sono un semplice ‘mezzo’ (‘strumento’, dice Bersani), ma sono invece un ‘fine’, forma compiuta o anticipatrice di una concezione della democrazia e delle istituzioni per la quale impegnare il partito o la coalizione di partiti che le promuove. Le primarie dovrebbero essere un punto non secondario della "piattaforma per la riforma della repubblica" annunciata da Bersani. Ma dubito che lo saranno. Le primarie infatti presuppongono la personalizzazione della politica e la promuovono, disciplinando la competizione e il confronto programmatico in un processo democratico aperto agli elettori. E’ evidente che un partito con un segretario e un gruppo dirigente che considerano la personalizzazione della politica come una degenerazione e la competizione nel campo democratico come uno psicodramma e un ostacolo agli accordi tra i capi-partito farebbe bene a disfarsi delle primarie".

Cesare Damiano ‘Ha ragione Bersani, quando indica al Pd la necessita’ di avanzare una proposta positiva per avviare una fase nuova del paese. Soprattutto dopo quanto accaduto martedi’, con la fine del centrodestra, non possiamo sottrarci a questo compito. Abbiamo l’obbligo di indicare una strada per garantire crescita e lavoro e per riformare la Repubblica”. Lo afferma in una nota Cesare Damiano, capogruppo Pd in Commissione Lavoro alla Camera.

Ivan Scalfarotto "L’intervista di Bersani lascia veramente perplessi e preoccupati". Così Scalfarotto sul suo blog. Scalfarotto si dice preoccupato "per l’incaponirsi su una linea assolutamente perdente, come hanno dimostrato dolorosamente i fatti. Per come una persona eletta con le primarie abdica allo strumento che lo ha eletto e che è parte integrante del nostro stesso Dna – prosegue il vicepresidente del Pd – perch‚ sembriamo completamente sordi al grido del nostro elettorato: invece di pensare alle alleanze dovremmo chiederci quali sono le nostre battaglie, per cosa vogliamo essere ricordati".
"Siamo l’unico partito di opposizione al mondo che non vuole le elezioni – prosegue Scalfarotto – e non aspira a governare con un proprio programma chiaro, e che invece aspetta che maturi una riflessione’ in casa d’altri. La cosa che mi preoccupa Š che senza una linea politica chiara e sua propria, sulla quale eventualmente accettare richieste di alleanza anzich‚ non proporle col cappello in mano, il Pd diventa un satellite che si illumina solo della luce dei suoi vicini, che ha senso soltanto come portatore d’acqua di linee politiche altrui: dal punto di vista del metodo fa poi poca differenza che si tratti di Vendola o di Casini", conclude Scalfarotto.

17 dicembre 2010

http://www.unita.it/italia/bersani-patto-con-terzo-polo-br-sacrifichiamo-le-primarie-1.261046

 

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