8406 Julian Assange arrestato a Londra

20101207 14:09:00 redazione-IT

[b]Hacker attaccano siti anti-Wikileaks
Il giornalista australiano dovrà comparire davanti alla Corte di giustizia a Westminster. Appello degli intellettuali, firma anche Chomsky: "Difendetelo". Il portavoce del sito: "Non ci fermeremo". Pirati informatici contro PayPal e Postfinance in Gran Bretagna
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LONDRA – La fuga di Julian Assange è finita. Il fondatore di WikiLeaks si è presentato questa mattina alla polizia britannica, a Londra, ed è stato arrestato. Contro di lui pesa un mandato di cattura internazionale per il presunto stupro, in Svezia, di due donne. Accuse che il giornalista australiano ha sempre negato. Ora, dopo essere interrogato dalla polizia britannica, dovrà apparire davanti ai magistrati della corte di Westminster che decideranno sull’estradizione. Il suo avvocato – che nelle ultime, frenetiche ore ha trattato la resa del suo assistito con Scotland Yard – ha ribadito che Assange si opporrà con tutte le sue forze a ogni tentativo di estradizione, perché il rischio è che possa essere "consegnato agli americani". I suoi sostenitori, intanto, non si fermano: l’arresto di Assange è un attacco contro la libertà di stampa e non modificherà i piani per la diffusioni di nuovi documenti, ha immediatamente commentato il portavoce di WikiLeaks Kristinn Hrafnsson. E un network di hacker ha organizzato un attacco informatico contro PayPal e Postfinance, che hanno bloccato i finanziamenti al sito.

Pirati informatici contro Paypal e Postfinance. "La banca svizzera (PostFinance) che ha chiuso il conto a Assange è stata tirata giù oggi con un Ddos attack (negazione del servizio, lo stesso lanciato in più occasioni contro i domini di Wikileaks in questi giorni)", recita un annuncio del gruppo su Twitter. Qualche ora
prima, un altro assalto informatico era stato lanciato contro PayPal, sempre dal gruppo, denominato Operation Payback, operazione "resa dei conti". Le due società non hanno confermato la notizia.

Su Twitter, il gruppo aveva annunciato con anticipo "l’ora X" invitando i membri a "fare fuoco" al momento convenuto. Operation Payback è un gruppo hacker di "difensori della pirateria informatica" nato per rispondere ai tentativi di oscurare Torrent e altri programmi di condivisione dei file in rete messi in atto da "hacker pagati dalle aziende" per tutelare il copyright.

Mastercard sospende i finanziamenti. Dopo Paypal, anche Mastercard ha interrotto i finanziamenti al sito di Assange."MasterCard si sta attivando perché WikiLeaks non possa più accettare i prodotti a marchio MasterCard", ha detto un portavoce, spiegando che la decisione è destinata a limitare ulteriormente le fonti di reddito di WikiLeaks. Le finanze dell’organizzazione sono state sistematicamente attaccate nelle ultime ore: le autorità svizzere hanno chiuso un conto corrente utilizzato da Julian Assange mentre PayPal ha limitato in maniera permanente l’account utilizzato dal gruppo. La risposta di Wikileaks è stata quella di sollecitare le richieste di finanziamento con l’appello: "manteneteci forti".

Frattini commenta l’arresto: Era ora. "Era ora, l’accerchiamento internazionale per fortuna ha avuto successo": è questo il commento del ministro degli Esteri, Franco Frattini. "Assange ha fatto del male alle relazioni diplomatiche internazionali e mi auguro che sia interrogato e processato come le leggi stabiliscono", ha aggiunto.

Il legale all’Herald Sun: È in ballo la reputazione della Svezia. Oggi, in un intervento pubblicato sul quotidiano australiano The Herald Sun, un altro dei legali di Assange, James D. Caitlin, ricostruisce le basi del caso di stupro mosso in Svezia contro il suo assistito, sostenendo che l’appiglio su cui si basano le accuse sarebbe la mancanza di uso del condom durante un rapporto sessuale consensuale. Caitlin ricorda che inizialmente la Procura ritirò il mandato d’arresto per l’accusa di stupro e molestie sessuali, lo scorso agosto, perché non riscontrò alcuna prova. Ora, tre mesi dopo, le accuse ricompaiono, rilanciate da tutta la stampa internazionale. Il legale accusa: per il sistema giudiziario svedese "un rapporto sessuale consensuale iniziato con l’intenzione di mettere il preservativo, svoltosi con l’uso del preservativo, ma terminato senza, si configura come stupro". E aggiunge: le dichiarazioni delle due donne coinvolte, Sophia Wilen e Anna Ardin, secondo cui "non ci fu alcuna violenza né paura", in ogni altro paese occidentale avrebbero fermato le accuse di stupro, ma ciò non accade in Svezia, che ora rischia di rovinare la propria reputazione di modello di modernità. Caitlin riferisce anche che le due donne si vantarono con sms e messaggi su siti di social network delle propria conquista. E che si misero d’accordo, tramite sms, su come avvicinare un giornale svedese, Expressen, per danneggiare al massimo Assange.

Già ieri, l’avvocato inglese del fondatore di WikiLeaks, Mark Stephens, aveva fatto sapere di essere in contatto con Scotland Yard per organizzare l’interrogatorio del giornalista australiano, aggiungendo che l’incontro sarebbe dovuto avvenire "a breve".

Secondo il quotidiano britannico, il fondatore di WikiLeaks avrebbe chiesto ai suoi sostenitori di farsi garanti per lui e di raccogliere una cauzione stimata tra le 100.000 e le 200.000 sterline. Assange crede di aver bisogno di almeno sei persone come garanti. Negli ultimi giorni, il giornalista avrebbe confidato ad alcuni amici di essere convinto del ruolo svolto dagli Stati Uniti in tutta la sua vicenda giudiziaria.

Appello pro-Assange, firma anche Chomsky. Mentre le rivelazioni del sito emerse dai dispacci riservati della diplomazia Usa continuano ad alimentare feroci polemiche, un gruppo di intellettuali, fra cui Noam Chomsky, ha firmato una lettera in favore di Assange, diretta al premier australiano, Julia Gillard. Chomsky, docente di linguistica al MIT (Massachusetts Institute of Technology), molto critico con la politica estera statunitense, si è unito a un gruppo di decine di esponenti del mondo intellettuale australiano (scrittori, giornalisti e avvocati). I firmatari si dicono "gravemente preoccupati" per la sicurezza del 39enne australiano e chiedono al governo di affermare pubblicamente l’impegno a tutelare la libertà di comunicazione e i diritti fondamentali di Assange. La lettera aperta chiede anche al premier di fornire sostegno ad Assange e di "compiere tutto quanto in suo potere per garantire che vengano rispettati i diritti fondamentali" del fondatore di WikiLeaks nei procedimenti giudiziari che lo riguardano.

http://www.repubblica.it/esteri/2010/12/07/news/assange_corte_cauzione-9911358/?ref=HREA-1

 

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