“Trump – Il grande destabilizzatore”: on line Nuovo Paese, mensile di Filef Australia

 

Trump – Il grande destabilizzatore

di Frank Barbaro

L’idea che Donald Trump sia una persona inadatta e inappropriata, non da ultimo per la carica di presidente degli Stati Uniti, non è priva di fondamento.
Le sue trasgressioni e mancanze personali, morali, civiche, imprenditoriali e legali sono di dominio pubblico.
Qualsiasi altro individuo con un simile passato, precedenti penali inclusi, sarebbe stato ostracizzato; invece, lui è il primo condannato per reati gravi a vincere un’elezione presidenziale.
Nel maggio 2024 è stato riconosciuto colpevole di 34 capi d’accusa per falsificazione di documenti aziendali a New York.
Tuttavia, nel novembre 2024 è stato eletto per un secondo mandato presidenziale non consecutivo.
Una democrazia che elegge un presidente come Trump è seriamente imperfetta, ma la responsabilità non è solo sua.
Trump fa parte della ristretta e solitamente discreta élite dei super-ricchi globali, di cui è un abile ed efficace rappresentante.
Molti dei suoi sostenitori probabilmente non ne sono consapevoli o non se ne curano, attratti invece dalla sua immagine politica anticonformista.
La realtà è che l’establishment americano contribuisce all’elezione del presidente di cui ha bisogno.
Ad esempio, dopo la missione (non) compiuta della guerra in Iraq del marzo 2003 sotto George W. Bush, gli Stati Uniti avevano bisogno di recuperare rispettabilità globale, e per questo elessero per la prima volta un eloquente presidente afroamericano: Barack Obama.
Nel suo ultimo anno, l’amministrazione Obama ha sganciato almeno 26.171 bombe, oltre 3.000 in più rispetto all’anno precedente, e ha autorizzato oltre dieci volte in più il numero di attacchi con droni rispetto a George W. Bush.
Oggi il mondo, dal punto di vista tecnologico e finanziario, sta attraversando una trasformazione epocale, non sempre legale, e Trump incarna questo spirito del tempo.
Non è un incidente, così come non lo sono molte altre simili leadership “costruite”, in particolare in Occidente, che ignorano le pressioni e le sofferenze delle loro popolazioni.
Rimuovere Trump da solo non sarà sufficiente a contrastare I sistemi destabilizzanti che promuovono ingiustizie, sofferenza e distruzione.

 

 

 

Trump – disrupter in chief

by Frank Barbaro

The view that Donald Trump is an unfit and proper person, not the least for the office of USA president, is not without justification.
His personal, moral, civic, business and legal transgressions and shortcomings are on the public record.
Any other individual with such a record, including criminal, would have been ostracised, instead he is the first convicted felon to ever win a presidential election.
In May 2024 he was found guilty on 34 felony counts of falsifying business records in New York.
However, in November 2024 he was elected to a non-consecutive second term presidency.
A democracy that elects a Trump president is seriously flawed, but the blame is not all his.
Trump is part of the rarefied normally discreet global ultra rich of and for whom he is an able and effective advocate.
Most of his followers are possibly unaware or don’t care but like his political non-conformist veneer.
The reality is that the American establishment assists the election of the president it requires.
For example, after George W. Bush’s mission (un)accomplished Iraq War of March 2003, the US had to regain global respectability hence elected for the first time an eloquent African American president – Barack Obama.
In his final year Obama’s administration dropped at least 26,171 bombs, over 3,000 more than the previous year and authorized over 10 times more drone strikes than George W. Bush.
Today the world, technologically and financially, is undergoing epochal disruption, not always legal, and Trump embodies that zeitgeist.
He is not an accident, just like many other ‘manufactured’ leaderships in kind, particularly in the West, who ignore the stresses and sufferings of their people.
Removing Trump alone will not counter disruptive systems that promote injustices, suffering and destruction.
It’s a new old order.

 

 

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