La VI° edizione del Festival della Migrazione a Modena

MODENA – Cittadini tutti, sono le due parole chiave, il leit-motiv della sesta edizione del Festival della Migrazione che si svolge in questi giorni. La pandemia ha cambiato la nostra vita, più il virus ha circolato velocemente più ci siamo fermati noi, costringendo economia e società, vita personale e collettiva ad un improvviso reset. Molti commentatori hanno descritto il Covid 19 come un “virus democratico”, perché colpisce tutti indistintamente; non è così: la crisi sanitaria e poi sociale ed economica ha colpito più duramente alcune fasce di popolazione, le più vulnerabili. Il rapporto Istat sulle povertà lo conferma: sono dati già noti a coloro che studiano il fenomeno.

La pandemia ha bloccato ogni intervento di accoglienza sia nazionale che europeo: non solo i soccorsi in mare, ma anche ogni intervento o tentativo di organizzazione successivo.

Da qui la scelta del titolo: “Cittadini tutti!” per questa edizione del Festival della Migrazione.

Oggi la sfida delle migrazioni non riguarda più soltanto l’accoglienza di chi arriva da noi, ma la capacità di costruire un Paese dove le diversità, la presenza di persone di Paesi, culture e religioni diverse, sappiano comporsi in una realtà più ricca, diversa, ma unita. Per troppo tempo abbiamo pensato che fosse sufficiente salvare chi annegava in mare (e purtroppo continua anche oggi ad annegare nell’indifferenza di tanti!) e portarlo in qualche porto italiano. Invece questo è solo il primo passo. La vera sfida è, come ci ha ricordato papa Francesco, proteggere, promuovere, integrare. Senza queste azioni non c’è vera accoglienza, non si costruisce la città.

 

*Arcivescovo, Presidente Fondazione Migrantes

 

FONTE: Mons. Gian Carlo Perego*-Migrantes Online /Inform

 

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