Assemblea Plenaria CGIE: Gli interventi del Ministro Di Maio, del Segr. Gen. Schiavone e del Sottosegretario Merlo.

Di Maio (Maeci): Ora occorre una stagione di cambiamenti nelle procedure elettorali anche per l’estero

Schiavone (Cgie) : Per le nostre comunità al tempo del Covid tutti noi siamo chiamati a rispondere con politiche ambiziose

ROMA – Si è tenuta online la 44esima Assemblea Plenaria del Cgie con la partecipazione del Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio: per la prima volta dal suo insediamento alla Farnesina, il Ministro ha incontrato il Cgie. L’argomento della Plenaria non è casuale, come ha anticipato Michele Schiavone quale Segretario Generale del Cgie, e ha per oggetto la situazione emergenziale del Covid, ossia come l’Italia ha vissuto il lockdown e come il Governo intenderà promuovere le politiche per i connazionali all’estero. “Mi fa piacere prendere parte per la prima volta alla Plenaria del Cgie: ringrazio il Sottosegretario Merlo e tutti i consiglieri del Cgie per il lavoro svolto durante il periodo emergenziale. Da sempre la Farnesina segue la collettività delle comunità espatriate”, ha esordito Di Maio ricordando gli ultimi eventi come quello del referendum. “I risultati della tornata referendaria sul taglio dei parlamentari sono in linea con i precedenti e questo dà atto dell’impegno della rete diplomatico-consolare. Ora occorre una stagione di cambiamenti nelle procedure elettorali, si parla tanto di una riforma della legge elettorale va attuata e riguarderà anche la legge elettorale per l’estero, sono sicuro che fornirete il vostro contributo con i Comites e le associazioni”, ha aggiunto Di Maio che ha anche rilevato la necessità di rafforzare il legame con gli italiani all’estero. Il Ministro ha poi parlato della accresciuta domanda di assistenza in tempo di Covid da parte degli italiani all’estero e dell’aiuto fornito all’Italia durante questa crisi da parte dei connazionali nel mondo e degli italo discendenti.  Per quanto poi riguarda i numeri degli interventi in favore degli italiani all’estero desiderosi di rientrare Di Maio ha aggiunto: “Ci sono state oltre 1000 operazioni in oltre 180 Paesi: in totale 111mila connazionali sono rientrati. Da fine gennaio ad oggi le chiamate alla sala operativa dell’Unità di Crisi sono state 200mila: 6 milioni di euro sono stati i fondi aggiuntivi per l’assistenza ai più bisognosi. Abbiamo anche agevolato il rientro di diversi italiani con sussidi per gli acquisti dei biglietti”, ha evidenziato Di Maio parlando inoltre della necessità di integrare e coinvolgere al meglio la nuova generazione di emigrati italiani anche in vista del prossimo rinnovo dei Comites e del Cgie. Il Ministro ha anche segnalato le misure prese per piccoli e micro imprenditori, per l’apprendimento scolastico e le risorse stanziate in favore dei progetti dei Comites volti ad informare e assistere le collettività all’estero.

All’orizzonte c’è dunque la promozione di una più ampia partecipazione delle nostre comunità. Il Ministro ha quindi affrontato la questione dell’accelerazione della sperimentazione del voto elettronico. “Nella legge di bilancio del 2020 abbiamo stanziato 1 milione di euro proprio per questa sperimentazione. Viminale, Farnesina e Ministero dell’Innovazione hanno avviato un tavolo di consultazione per assicurare le modalità operative più sicure”, ha sottolineato Di Maio soffermandosi poi sui servizi consolari che hanno visto un potenziamento nella digitalizzazione e garantito l’operatività della rete anche durante la pandemia. Il Ministro ha voluto ricordate il servizio Fast It, la piattaforma Pago PA e poi Innovitalia, la piattaforma che riunisce i ricercatori italiani all’estero. Di Maio ha inoltre segnalato di aver chiesto il rifinanziamento del fondo per la promozione della lingua e della cultura italiana , al fine di far coltivare ai nostri connazionali  identità e valori, ma più in generale per dare impulso  al Sistema Paese, sulla scena internazionale . Un questione,  questa dei fondi, che riguarda da vicino gli enti gestori. Il Ministro si è infine soffermato sia sull’importanza dei Comites e dei Cgie nella prossima fase di ripresa , come canali informativi nel mondo da e per l’Italia, sia sulla campagna informativa promossa dalla Dgit per il “Turismo delle Radici”, che in una situazione meno emergenziale rappresenterà un importante volano per la crescita del turismo.

Il Segretario Generale Michele Schiavone ha in primo luogo espresso un ringraziamento all’Unità di Crisi, ma ha poi incalzato subito con un’ampia e schietta riflessione su quale sia il destino della natura del Cgie e più in generale del ruolo degli italiani all’estero nel rapporto con le istituzioni italiane. “Leggendo sommariamente le tabelle inviateci, di fronte al radicale cambiamento delle nostre comunità al tempo del Covid, credo non sia sufficiente sentirsi solo a posto con la coscienza per aver svolto il proprio dovere – ha affermato  Schiavone– e tutti noi siamo chiamati a rispondere con politiche ambiziose come ha fatto per esempio l’Ue con il Next Generation”, ha spiegato il Segretario Generale citando misure come il Cura Italia e il decreto Rilancio. “Sono manovre che hanno richiesto 100 miliardi di euro di spostamento nel bilancio ma agli italiani all’estero sono andati solo alcuni milioni. I nostri 6 milioni di italiani e gli svariati milioni di italo-discendenti si sono mossi con grande slancio umanitario concorrendo con rimesse e materiale sanitario a venire in aiuto alla Madrepatria quando questa era divenuta l’area di maggior contagio e modello di riferimento per combattere il virus. Ora bisogna riconoscere il grande senso valoriale della nostra comunità, del Cgie e dei Comites così come del mondo associativo e dei soggetti erogatori dei servizi nonché della rete diplomatico-consolare. Lo ha fatto con calore il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e ce lo saremmo aspettato anche dal nostro Presidente (Di Maio, ndr)”, ha proseguito Schiavone ricordando poi la mancata attuazione delle proposte di riforme, come quella dei Cgie e dei Comites approvate dall’Assemblea Plenaria nel 2017, e quella sul voto estero.  In proposito il Ministro Di Maio ha replicato sostenendo che “non si tratta di problemi amministrativi bensì politici e che sarà fatto tutto il possibile per provvedere”. Il Ministro ha anche rilevato come la pandemia e la Brexit rappresentino le grandi sfide dei prossimi mesi per gli italiani all’estero che a loro volta si presentano come un grande propulsore per il commercio italiano.

Schiavone ha poi evidenziato la questione dei lavoratori all’estero e in particolare quelli frontalieri per i quali occorre giungere allo Statuto: su tutte è stata ricordata la situazione in Svizzera e in maniera specifica nel Ticino dove le condizioni dei connazionali sono più dure e dove maggiormente si è fatta sentire la pressione per il recentissimo referendum svizzero riguardante proprio la mobilità straniera in Svizzera. Schiavone ha anche parlato del sistema dell’editoria e informativo per gli italiani all’estero nonché del ruolo dei patronati. Vi è poi l’emergenza sociale e politica in Venezuela e quella nell’UK per la Brexit. Schiavone ha inoltre sottolineato la necessità di fornire risorse adeguate ai Comites che “attualmente hanno anche difficoltà ad assumere personale di segreteria come invece previsto per legge”. Il Segretario Generale ha anche parlato della nuova Circolare per la promozione di lingua e cultura, evidenziando come stiano registrando notevoli difficoltà applicative per gli enti gestori dai quali è stata richiesta una revisione. Schiavone ha infine sottolineato gli impegni per l’anno prossimo: l’anno dantesco e magari anche l’auspicata quarta Conferenza Permanente Stato-Regioni-Province Autonome-Cgie. E’ stata infine menzionata la convenzione stipulata con l’Università di Palermo e quella con il Museo dell’Emigrazione di Genova. Quindi sono stati ricordati il Piano per il Sud ed il Piano per l’Export nonché il G20 e l’istituenda Commissione bilaterale per gli italiani all’estero. (Simone Sperduto/Inform)

 

 

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