1768 Libano/Palestina/Israele, CGIL: far tacere armi e mettere fine a spirale violenze

20060717 12:02:00 webmaster

(U.S. Cgil) Roma 14 luglio – “L’attacco delle forze armate israeliane in Libano, seguito all’uccisione di alcuni soldati israeliani e al sequestro di altri da parte di Hezbollah, con la distruzione di infrastrutture del paese e l’uccisione di numerosi civili libanesi, rappresenta una reazione sproporzionata, pur nel diritto di ogni popolo a difendersi, e rischia di travolgere anche quella parte del Medio Oriente, di estendere il conflitto e di trasformare la situazione già esplosiva della regione in guerra aperta – è quanto afferma in una nota il dipartimento politiche internazionali della Cgil -.

E’ urgente che le Nazioni Unite, l’Unione Europea e l’intera Comunità internazionale, e con esse anche il Governo italiano, si facciano sentire per far tacere le armi e mettere fine a una spirale ingiustificabile di violenze, atti terroristici e rappresaglie, che produce solo distruzioni e vittime innocenti, considerando anche la possibilità di una forza di interposizione internazionale a protezione dei civili.
Chiediamo che prima di tutto si ritorni a dare voce alla ragione: ci sia il reciproco riconoscimento tra i Governi e venga promosso l’avvio di negoziati per riaprire la strada del processo di pace che non può che basarsi sulla coesistenza dei due popoli nel quadro di due stati all’interno di frontiere sicure, sul rispetto della legalità internazionale da parte di tutti e sulla fine degli atti di terrorismo e delle rappresaglie.
Uniamo la nostra voce a quella delle tante associazioni per i diritti umani, che in Palestina, in Israele, in Libano chiedono la fine delle violenze, il rilascio dei militari israeliani rapiti e la fine dell’assedio dell’esercito israeliano a Gaza – conclude la nota”.

 

 

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