2175 IMMIGRATE: Anche a Ferrara istituito l'albo delle badanti

20060927 22:00:00 webmaster

Sono ormai oltre 1.900, in prevalenza donne e per lo più provenienti dall’Europa dell’Est, le assistenti famigliari che operano nella provincia ferrarese

FERRARA – Dopo Roma, Milano e altri comuni grandi e piccoli sparsi in tutta Italia (da Alessandria a Pisa fino a Scandicci, in provincia di Firenze, o Ponte delle Alpi, in provincia di Belluno), anche Ferrara si dota dell’albo delle badanti. Nati per garantire entrambe le parti, anche gli assistiti, i “repertori delle assistenti famigliari” sono già attivi da alcuni anni in vari Comuni e Province d’Italia per rispondere alla sempre maggiore domanda delle persone che “scelgono di ricorrere a questo genere di prestazioni per permettere ai propri anziani di essere accuditi pur conservando la propria autonomia”, si legge nella nota del Comune emiliano.

Secondo un’ultima rilevazione sono ormai oltre 1.900, in prevalenza donne e per lo più provenienti dall’Europa dell’Est, le assistenti famigliari che operano, a oggi, nella provincia ferrarese. “E’ per loro – continua la nota – che Provincia e Comune hanno pensato di istituire un ‘repertorio’, una sorta di albo al quale i cittadini immigrati e le cittadine immigrate potranno iscriversi purché in regola con il permesso di soggiorno e in possesso di una serie di competenze professionali”. Gestito dai centri per l’impiego del territorio, il “repertorio” sarà composto da due sezioni: una dedicata alle persone fisiche, riservata a chi svolge la propria attività nel domicilio degli assistiti o nelle strutture in cui essi si trovano ricoverati anche temporaneamente, l’altra alle imprese. Il possesso delle competenze necessarie alla registrazione, invece, potrà essere dimostrato dalla partecipazione a corsi di formazione o dal possesso di un’esperienza di almeno quattro mesi maturata in Italia con un regolare contratto di lavoro. Saranno inoltre considerati validi, tutti titoli di studio conseguiti all’estero nel settore sanitario o assistenziale. La seconda sezione invece, sarà aperta all’iscrizione di imprese, cooperative o agenzie di somministrazione di servizi, che dovranno comunque attestare la preparazione professionale del personale da loro impiegato in attività di assistenza famigliare. Dovranno inoltre risultare in regola con i versamenti contributivi e con le norme di prevenzione degli infortuni e di sicurezza sul lavoro.

“I repertori delle assistenti famigliari sono una garanzia per tutte e due le parti”, dice Maria Grazia Adorni, responsabile del progetto per la Provincia di Ferrara, che pronostica l’avvio dell’albo professionale “entro un paio di settimane, visto che la delibera è stata approvata ieri in giunta provinciale e sta attendendo solo la firma del Comune”. Questa iniziativa, come le altre in Italia, servirà dunque da un lato per garantire agli anziani servizi di cura qualificati e regolari alleviando il costo economico, dall’altro a tutelare gli immigrati (sono loro che, per lo più, esercitano questa professione) dal rischio di rimanere vittime di truffe o fenomeni di soggezione e di sudditanza nei confronti dei datori di lavoro, ma anche a risolvere il problema della ricollocazione lavorativa nel momento in cui l’anziano o la famiglia non hanno più bisogno della prestazione professionale delle badanti. (mf)

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