2423 PROSTITUZIONE:'Tra visibile e invisibile', cresce in Italia la prostituzione al chiuso

20061112 12:49:00 webmaster

E’ ”bianca” nelle Marche e in Abruzzo: le ragazze arrivano da Romania, Ucraina, Russia, Colombia. On the Road: ”Meglio parlare di prostituzioni. Diversi i luoghi le modalità, le persone: si prostituiscono anche minori e trans”

TERAMO – Negli ultimi anni il fenomeno della prostituzione al chiuso di appartamenti, locali notturni, centri massaggi e benessere o alberghi, è cresciuto ha subito una diffusione significativa, sovrapponendosi e in qualche misura intersecandosi con la prostituzione di strada. Redatto Sociale ha avviato un’indagine in Italia, toccando dal Nord al Sud le diversità del fenomeno, a partire da Marche e Abruzzo dove opera ormai da anni l’associazione On the Road di Martinsicuro. Alla prostituzione al chiuso l’organizzazione dedica, lunedì 13 novembre, un seminario di studi nazionali a Porto San Giorgio.

Nelle Marche e in Abruzzo la prostituzione indoor è quasi tutta "bianca”. Le ragazze che si prostituiscono al chiuso, in appartamenti o nei locali, arrivano infatti in prevalenza da Romania, Ucraina, Russia, Colombia. A tenere monitorato il fenomeno è l’associazione On the Road che, come spiega Vincenzo Maroni, lavora sulla prostituzione al chiuso già da quasi tre anni, con un’unità mobile ad hoc e su un territorio molto vasto: la provincia di Ascoli Piceno e Macerata per le Marche, quella di Teramo, Pescara e Chieti per l’Abruzzo.

Come lavora la vostra associazione sulla prostituzione al chiuso?Facciamo una mappatura settimanale del fenomeno sul territorio, partendo dai giornali di annunci, andando semplicemente in edicola a comperarli. Questo monitoraggio costante fa parte del nostro metodo di lavoro anche per una continua ricerca di possibili nuovi interventi da mettere in campo. Poi seguono i contatti telefonici con le ragazze e, quando le persone contattate lo vogliono, gli incontri di persona. Il nostro obiettivo è quello di raggiungere chi si prostituisce e creare di stabilire con loro dei rapporti più stabili possibili.
Quali sono le differenze di un’unità mobile che lavora sulla prostituzione indoor rispetto alle unità di strada?
Il lavoro sulla prostituzione al chiuso è molto difficile, diverso da quello sulla strada, dove c’è la condivisione di uno spazio pubblico comune e dove c’è subito il contatto diretto tra operatori e ragazze. Per la prostituzione indoor, invece, vanno abbattuti i muri e i portoni di edifici, locali, condomini. E’ inoltre più difficile per le persone contattate fidarsi di un operatore che non si vede, che ti raggiunge attraverso una telefonata. Si aggiunge poi la difficoltà di arrivare alle vittime di tratta: quando sono controllate in maniera stretta, è molto difficile stabilire anche solo un contatto telefonico.

Una prostituzione quasi invisibile, quindi?
Sì, ma secondo noi le prostituzioni invisibili non sono solo quelle indoor. Secondo la nostra esperienza, e nel territorio in cui lavoriamo, anche la prostituzione in strada, per come si sta trasformando, sta diventando in parte invisibile: c’è infatti una mobilità enorme di chi si prostituisce, sempre in zone diverse e sempre più lontane. Anche loro diventano difficili da raggiungere, invisibili.
Quante ragazze riuscite a contattare negli appartamenti?
Voglio precisare che anche questo è un fenomeno in continua evoluzione, quindi i numeri sono indicativi. In un anno contattiamo (tra telefonate e incontri indoor) circa 250 persone (i dati sono aggiornati a maggio 2006). Sono certamente maggiori i contatti telefonici rispetto a quelli di persona, ma anche dalle telefonate si raccolgono molte informazioni utili.
La prostituzione indoor sta sostituendo quella su strada o sono due fenomeni paralleli?
Sono due mercati diversi. Non si può dire, quindi, che la prostituzione su strada si sposta al chiuso oppure che un fenomeno si stia sostituendo all’altro. Quello che si può dire, invece, è che non è detto che la stessa persona si prostituisca solo su strada o solo in appartamento, spesso lavorano in tutti e due i luoghi. Proprio per questo tengo a precisare che secondo noi bisognerebbe parlare di prostituzioni e non di prostituzione, non solo per i diversi luoghi e modalità con cui avviene, ma anche per le diverse persone che si prostituiscono: ricordiamoci che non sono solo donne, ma anche ragazzi, minori, trans. Intervenite anche nei locali notturni?
Per i locali il lavoro è molto delicato. La nostra attività per ora si limita all’osservazione partecipata, ovvero nell’andare nei locali e capire, guardando, quanto accade. Per ora non siamo mai intervenuti in altro modo.

www.redattoresociale.it

 

 

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