5460 PRESIDENZIALI AMERICANE: Una questione di stile

20080828 11:29:00 redazione-IT

di Emanuela Medoro

Tante notizie si affollano in questa settimana di convention democratica, a Denver. Mi concentro su alcuni punti salienti ed incomincio con un episodio narrato su un comunicato online di “Obama for America”.
Ad un giornalista che gli chiedeva quante case ha, McCain, confuso, ha chiesto di rivolgersi al suo staff. Non solo ha problemi nel tenere il conto delle sue case, ma considerando i prezzi del petrolio alle stelle, la crisi dei mutui, e milioni di persone senza assistenza medica, dice che l’economia è forte. Inoltre McCain ha detto che uno che guadagna meno di 5 milioni di dollari l’anno non può considerarsi ricco.

Come può rendersi conto dei problemi della classe media?
Obama si concentra in uno sforzo per recuperare i voti di quel 15% di classe media bianca tradizionalmente appartenente al partito democratico che a suo tempo ha votato per Hillary, e che nei sondaggi risulta voler votare per McCain. Dunque, all’interno del suo Progetto per il Cambiamento (Blueprint for Change), che chiunque può consultare online, presenta un piano per tagliare le tasse delle famiglie delle classi medie di 1000 dollari l’anno ed offre agli studenti universitari che fanno volontariato nelle comunità uno sconto di 4.000 dollari delle tasse annuali. Inoltre Obama vuole che i salari minimi salgano secondo il tasso d’inflazione reale, mentre McCain ha votato 19 volte contro gli aumenti dei salari minimi.
Un altro comunicato online diffuso da John McCain, all’indomani del Saddleback Civil Forum, dell’incontro/scontro televisivo dei due candidati, racconta che John McCain ha dato risposte franche, chiare, sicure su tutti gli argomenti proposti, nelle migliori tradizioni del partito repubblicano. È stato pragmatico, conservatore e dei valori di libertà dei padri fondatori degli USA, e dei valori della sua famiglia, di tradizioni militari risalenti al tempo di George Washington. Lo stesso comunicato afferma che, nel corso dell’incontro, Obama ha dato, invece, delle risposte vaghe ed imprecise, dunque poco affidabili. Merita un commento quest’affermazione.
Quest’uomo di colore, il nonno pastore nella savana del Kenia, il padre nero trasferitosi e laureatosi negli USA, la madre americana bianca, descritto da Mario Cuomo come dotato di una intelligenza non comune, per primo nella storia degli USA sfida la oligarchia dominante wasp, bianca, anglosassone e protestante, ed usa, semplicemente, un modo di esprimersi diverso, onirico e suggestivo, perché diverse sono la sua cultura, la sua formazione e la sua sensibilità.
Profondamente americano, famiglia impeccabile, moglie professionista e due figlie, è un figlio del melting pot, dell’America dell’emigrazione recente, di gente che ci arriva piena di speranza per una vita migliore per sé e per i suoi figli. Come Arturo Bandini, il personaggio di John Fante che ringrazia il padre per averlo fatto nascere in America anziché in Abruzzo a Torricella Peligna, anch’egli, a modo suo, sta ringraziando il padre per averlo fatto nascere in America, anziché in un villaggio del Kenia.
Ripropone così il sogno di un’America migliore che fu di John Kennedy e Martin Luther King. Il sogno di un’America dove finalmente cadano le mura di cristallo, durissime, invisibili e finora infrangibili, che dividono gli appartenenti alle diverse etnie.
Ted Kennedy, il vecchio leone del partito democratico, presente alla convention di Denver nonostante sia gravemente malato, con poche e semplici parole che hanno commosso le migliaia di persone presenti, ha voluto indicare Barack Obama come l’unico vero erede di John Kennedy, in una sorta di testamento che indica il futuro politico del partito democratico americano.
Il prescelto per la vicepresidenza, il senatore Joe Biden, bianco, cattolico, occhi chiari,(elemento di grande rilevanza, in una elezione in cui etnia e colore della pelle valgono più di tante promesse), esperto di politica estera, compensa un punto debole di Obama, ritenuto poco preparato in politica estera. Come cattolico, inoltre, Joe Biden è rassicurante per la massa di milioni di americani di origine ispanica, anch’essi determinanti in queste elezioni. Straordinarie, proprio per la mossa del partito democratico, che ha lanciato due candidati nuovi, una donna bianca e bionda ed un uomo nero. La sfida tra loro due ha provocato fratture all’interno del partito democratico, da superare, subito, ci sono solo due mesi di tempo per farlo.

emedoro@gmail.it

 

 

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EmiNews 2008

 

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