411 CONTRO L’ESTRADIZIONE IN COLOMBIA di PADRE CAMILO

20051109 11:27:00 rod

CONTRO L’ESTRADIZIONE IN COLOMBIA, LIBERTA’ IMMEDIATA PER IL PADRE CAMILO, DIPLOMATICO INSORGENTE DELLE FARC-EP!

Il Padre Camilo (Francisco Cadena Collazos), membro della Commissione Internazionale delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia – Esercito del Popolo, FARC-EP, è stato arrestato lo scorso 24 agosto in Brasile.

La cattura è stata eseguita dalla Polizia Federale del Brasile e dall’Interpol. In questo momento il sacerdote rivoluzionario si trova recluso presso la Superintendenza Regionale della Polizia Federale di San Paolo.

Il Padre Camilo delle FARC-EP è stato catturato sulla base di accuse contraddittorie e false fabbricate nel Ministero della Difesa di Bogotá, che ha annunciato immediatamente che avrebbe iniziato la pratica di richiesta di estradizione in Colombia del diplomatico insorgente per i delitti di “ribellione” e “terrorismo”.

Il Padre Camilo si trova in Brasile come rappresentante delle FARC-EP da 10 anni, sviluppando attività politico-diplomatiche, e si è sempre mosso apertamente e legalmente come un qualunque straniero con residenza permanente. Mai è stato accusato di aver commesso un qualche delitto, disimpegnandosi invece come persona dell’opposizione politica colombiana che Alvaro Uribe Vélez ha cercato di zittire durante i suoi tre anni al potere.

Sulla base di dichiarazioni rese dalle autorità colombiane a fonti giornalistiche internazionali, a capeggiare dal luglio scorso l’operativo in territorio brasiliano che ha condotto all’arresto del Padre Camilo sono stati agenti della polizia politica del DAS (Dipartimento Amministrativo di Sicurezza della Colombia). Ciò evidenzia ancora una volta l’intenzione del governo colombiano di regionalizzare il conflitto sociale ed armato che colpisce il popolo di quel paese, spingendo governi della regione ad involucrarsi nello stesso.

Nel gennaio 2004, nella città ecuadoriana di Quito, era stato arrestato -in un operativo congiunto di organismi di polizia dell’Ecuador, della Colombia e degli Stati Uniti- Ricardo Palmera, conosciuto anche come Simón Trinidad, mentre realizzava una missione diplomatica, affidatagli dal Segretariato dello Stato Maggiore Centrale delle FARC-EP, di contatti con rappresentanti del governo francese e dell’Organizzazione delle Nazioni Unite. Dopo la sua cattura era stato immediatamente estradato in Colombia, e dopo un anno di reclusione in un carcere di massima sicurezza è stato nuovamente estradato, questa volta negli USA, dov’è attualmente recluso in condizioni disumane.

Nel dicembre 2004, a Caracas, Venezuela, fu sequestrato da agenti colombiani e venezuelani -che hanno riportato alla memoria i tristi giorni dell’Operazione Condor- l’altro membro della Commissione Internazionale delle FARC-EP Rodrigo Granda, o Ricardo Gonzáles, trasportato nel portabagagli di un veicolo fino alla frontiera con la Colombia e consegnato alle autorità di quel paese. Ricardo Gonzáles si trovava in Venezuela svolgendo anch’egli attività politiche e diplomatiche, oltre che per partecipare a due eventi di carattere internazionale: il Secondo Congresso Bolivariano dei Popoli ed il Primo Incontro degli Intellettuali in Difesa dell’Umanità.

Attualmente, il Comandante Ricardo Gonzáles si trova imprigionato in un carcere di massima sicurezza in colombia.

A quanto pare, Alvaro Uribe Vélez cerca di surrogare quanto non riesce a fare nel suo territorio nazionale, e cioè arrestare comandi medi della guerriglia, con la cattura di quadri politici e diplomatici dell’insorgenza all’estero.

Il Padre Camilo non è stato estradato in Colombia, e sarebbe estremamente grave se il governo Lula cedesse alle pretese di un Uribe accusato di legalizzare gli squadroni della morte in Colombia attraverso la “Legge di Giustizia e Pace”, che è stata duramente criticata da tutte le organizzazioni internazionali e colombiane di difesa dei diritti umani.

Uno stato sovrano come il Brasile non può accettare richieste di estradizione da uno stato che, come quello colombiano, ha un sistema giudiziario che non garantisce ai suoi accusati un giusto processo. L’alto grado di violazione sistematica dei diritti umani da parte dello stato colombiano è di pubblico dominio.

Inoltre, avvalendosi di false accuse e montature giudiziarie, il governo colombiano porta avanti da oltre un anno una campagna di consegna agli USA di leaders dell’opposizione politico-rivoluzionaria, come nel caso di Simón Trinidad e di Sonia (Anayibe Rojas Valderrama), militante delle FARC-EP attualmente reclusa in una prigione statunitense.

Quanto detto palesa l’intervento dell’imperialismo nordamericano nel conflitto sociale ed armato colombiano, e lede sensibilmente ogni possibilità di un interscambio umanitario dei prigionieri in potere di entrambe le parti.

Conseguentemente, le organizzazioni firmatarie lanciano un appello alla comunità internazionale, alle organizzazioni politiche e sociali, alle organizzazioni di difesa dei diritti umani ed alle organizzazioni solidali affinché si pronuncino PER LA LIBERAZIONE IMMEDIATA E CONTRO L’ESTRADIZIONE IN COLOMBIA DEL PADRE CAMILO, DIPLOMATICO INSORGENTE!

La solidarietà è la tenerezza dei popoli!

Coordinadora Continental Bolivariana, Capitolo Messico; Nucleo Messicano di Appoggio alle FARC-EP; Movimento Bolivariano dei Popoli in Messico; Centro di documentazione e diffusione “Libertador Simón Bolívar”; Movimento di Lotta Popolare (MPL); Fronte Popolare Francisco Villa Indipendente; Son de Maíz “Espacio Cultural Peña del Son”; Unità Operaia e Socialista (UNIOS); Movimento Messicano di Solidarietà con le Lotte del Popolo Colombiano; Organizzazione Nazionale del Potere Popolare (ONPP); Promotrice Nazionale contro il neoliberismo-Jalisco; PPS del Messico; Nuova Democrazia; PRT; Federazione degli Studenti di Nayarit (FEN); Gioventù Comunista del Messico.

 

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