11838 PD – ATTIVITÀ’ PARLAMENTARE.

20151106 00:13:00 guglielmoz

1 – FEDI (PD): Rilanciare la presenza dei Patronati per rinnovare il patto con gli utenti e migliorare i servizi ai cittadini. 5 novembre 2015
2 – DEPUTATI PD ESTERO: POSTE AL PRESIDENTE RENZI LE QUESTIONI DEGLI ITALIANI ALL’ESTERO NELLA LEGGE DI STABILITÀ 2016 Roma, 5 novembre
3 – L’ON LA MARCA INTERVIENE ALLA CAMERA, PER CONTO DEL GRUPPO DEL PD SU DUE IMPORTANTI RATIFICHE DI ACCORDI BILATERALI. Roma, 4 novembre 2015
4 – FEDI (PD): SI’, RIBADISCO: CHI VOTA CONTRO LO JUS SOLI NEGA LA NOSTRA STORIA DI EMIGRATI

1 – FEDI (PD): Rilanciare la presenza dei Patronati per rinnovare il patto con gli utenti e migliorare i servizi ai cittadini. 5 novembre 2015
I Patronati svolgono un servizio essenziale per le nostre comunità. Si tratta di una vera e propria delega dalla rete diplomatico-consolare per i servizi in campo previdenziale. Oggi questo settore è in fase di crescita qualitativa ed ha bisogno di poter contare sul sostegno dello Stato, oltre che sui cittadini/utenti che chiedono e pretendono un servizio di qualità – ha sottolineato l’On. Marco Fedi nel suo intervento di saluto all’inaugurazione della sede di Melbourne del Patronato Enasco 50 & Più.
L’apertura della nuova sede di Melbourne del Patronato Enasco 50 & Più, a pochi giorni dall’inizio dell’iter della legge di stabilità che prevede un drastico taglio alla dotazione di bilancio dei Patronati, rappresenta occasione per riflettere sul futuro dei Patronati, sul rinnovato bisogno di servizi da parte dei cittadini/utenti e sulle nuove forme di tutela e di protezione dei diritti previdenziali che assumono oggi caratteristiche globali e che richiedono conoscenze e collegamenti con il settore finanziario ed assicurativo. Noi abbiamo una responsabilità: assicurare servizi alle nostre comunità, puntare su un ammodernamento dell’intera rete di presenza dei Patronati e favorire un collegamento sempre più forte con la rete della pubblica amministrazione italiana – ha ricordato Fedi.
Per queste ragioni – ha continuato Fedi – dobbiamo trovare in Parlamento, a partire dalla prossima legge di stabilità, una soluzione che garantisca un adeguato finanziamento ai Patronati, che eviti tagli ingiustificati e indiscriminati e ne rafforzi ruolo e competenze.
Negli interventi del Vicepresidente Sergio Rebecca e del Direttore Generale Gabriele Sampaolo è stata ribadita l’importanza dei Patronati e la necessità di superare questa fase di costante riduzione degli impegni finanziari, oltre a ringraziare i dirigenti e funzionari del Patronato Enasco, Nicola Comito, Gianvito Martucci, Tiziano Cislaghi e Maria Giacominato. All’inaugurazione della nuova sede sono inoltre intervenuti con un indirizzo di saluto il Console Generale Marco Cerbo ed il Presidente del Comites Francesco Pascalis.

2 – DEPUTATI PD ESTERO: POSTE AL PRESIDENTE RENZI LE QUESTIONI DEGLI ITALIANI ALL’ESTERO NELLA LEGGE DI STABILITÀ 2016 Roma, 5 novembre.
Nel corso dell’incontro che il Presidente Matteo Renzi ha avuto con i gruppi del PD di Camera e Senato per chiarire gli obiettivi strategici della legge di Stabilità per il 2016, ascoltare le valutazioni dei parlamentari e raccoglierne indicazioni e suggerimenti di modifica, i temi degli italiani all’estero sono stati costruttivamente posti all’attenzione dei presenti e del Presidente del Consiglio.
Nel quadro di una larga condivisione di una manovra finalizzata al sostegno e consolidamento della ripresa e all’alleggerimento del peso fiscale sui cittadini italiani, i parlamentari del PD eletti all’estero, con un intervento dell’On. Laura Garavini, intervenuta nell’assemblea a nome di tutti, hanno richiamato la contraddittorietà di misure di riduzione delle risorse per i corsi di lingua e cultura, per l’attività dei Patronati e per il funzionamento degli organi di rappresentanza rispetto allo stesso obiettivo strategico di rafforzare la presenza dell’Italia nel mondo.
In particolare, è stata sottolineata l’incoerenza tra la giusta misura di sostegno all’internazionalizzazione del nostro sistema produttivo e del Made in Italy e l’eventuale riduzione per i corsi di lingua e cultura, che sono uno dei veicoli più efficaci di proiezione del Sistema Paese nel mondo.
Al termine degli interventi il Presidente del Consiglio ha ripreso la questione del finanziamento dei corsi di lingua e cultura italiana dichiarando di condividere l’esigenza di una loro salvaguardia. D’altro canto, lo stesso Presidente Renzi, negli incontri che ha avuto negli ultimi mesi con le nostre comunità, ad esempio in Australia e in alcuni Paesi dell’America latina, non ha mai taciuto la sua convinzione che la lingua e la cultura rappresentino il ponte più diretto e sicuro tra l’Italia e le nostre comunità, in particolare le nuove generazioni. In più, i flussi di nuova emigrazione accrescono le responsabilità e l’impegno di offrire in questo campo un servizio diffuso e qualificato.
Il cammino delle leggi di Stabilità, come è noto, è sempre arduo e accidentato, soprattutto nella non breve fase di risanamento finanziario e di contenimento della spesa pubblica che stiamo attraversando. Esigenze molteplici e spesso pressanti si devono confrontare con risorse limitate. Tuttavia, le parole del Presidente del Consiglio sono un passaggio di indiscutibile importanza e un richiamo per tutti, sia a livello politico che amministrativo, in vista di una legge di Stabilità che sappia utilizzare la leva della coesione di tutti gli italiani, in Italia e all’estero, per consolidare la ripresa e riportare autorevolmente l’Italia nel mondo.
Per quanto ci riguarda, in un’ottica di sostegno dell’azione riformatrice e di risanamento portata avanti dall’attuale Governo, continueremo a far sentire, alla Camera e al Senato, la voce e le richieste degli italiani all’estero nel corso dell’intero iter della legge di Stabilità 2016, senza ristrettezze corporative e toni propagandistici, ma con la convinzione che le soluzioni positive per le quali ci battiamo servano prima di tutto al Paese.
I deputati del Pd eletti all’estero: Farina, Fedi, Garavini, La Marca, Porta, Tacconi

3 – L’ON LA MARCA INTERVIENE ALLA CAMERA, PER CONTO DEL GRUPPO DEL PD SU DUE IMPORTANTI RATIFICHE DI ACCORDI BILATERALI. Roma, 4 novembre 2015

L’On. Francesca La Marca è intervenuta in Aula per fare due dichiarazioni di voto per conto del Gruppo del Partito Democratico sulla ratifica di altrettanti accordi bilaterali in materia, rispettivamente, di collaborazione aerospaziale e di cooperazione nel settore della difesa.
Nel primo caso si è trattato della ratifica e dell’esecuzione dell’Accordo quadro tra il Governo italiano e quello degli Stati Uniti per la cooperazione nell’esplorazione e utilizzazione dello spazio extra-atmosferico per scopi pacifici.
La parlamentare, nell’annunciare il voto favorevole del maggior gruppo parlamentare della Camera, ha affermato: “Il provvedimento merita il voto favorevole della Camera perché rafforza e consolida lo scambio scientifico e tecnologico tra l’Italia e uno dei Paesi guida nel campo della ricerca aerospaziale e dell’esplorazione dello spazio, come gli USA; offre nuove e più solide opportunità di sviluppo alla ricerca italiana e all’industria nazionale in un settore strategico e di grande futuro; sostiene e fa progredire la cooperazione della nostra Agenzia spaziale con quelle operanti in USA con analoghe funzioni, ad iniziare dalla NASA”.
L’On. La Marca ha sottolineato, inoltre, che gli obiettivi del provvedimento sono di primaria importanza, quali l’esplorazione umana dello spazio e l’osservazione dell’universo, nonché la realizzazione degli strumenti scientifici e tecnologici atti a realizzarli.
La parlamentare è poi intervenuta per dichiarare il voto favorevole del Gruppo all’Accordo tra il Governo italiano e quello della Repubblica del Cile sulla cooperazione nel settore della difesa.
Le ragioni del voto favorevole sono state indicate dalla parlamentare nella idoneità del provvedimento di rafforzare le capacità difensive dei due Paesi attraverso la cooperazione bilaterale delle rispettive Forze armate; di migliorare il dialogo e perfezionare il confronto sui temi della sicurezza, divenuti vitali in ambito globale e in particolari scacchieri, ai quali i due Paesi sono interessati; di consolidare la base di sviluppo delle attività tecnologiche ed industriali legate al campo della difesa e della sicurezza.
“Per convincersi dell’utilità di questo accordo bilaterale – ha concluso l’On. La Marca -basta scorrere anche solo velocemente i campi di possibile cooperazione: la politica di sicurezza e difesa, quella della ricerca, sviluppo e supporto logistico di beni e servizi per la difesa, le operazioni umanitarie, l’organizzazione delle Forze Armate, la formazione, l’addestramento e la sanità militare”. I provvedimenti sono stati entrambi approvati dalla Camera.

4 – FEDI (PD): SI’, RIBADISCO: CHI VOTA CONTRO LO JUS SOLI NEGA LA NOSTRA STORIA DI EMIGRATI In margine ad una discussione con Mariano Gazzola in tema di cittadinanza Roma, 29 ottobre 2015
Mariano Gazzola risponde ad una intervista e ad un articolo che di recente ho fatto sul tema della cittadinanza con una strana ricomposizione delle cose da me dette e scritte, che mi costringe a tornare sull’argomento. Cercherò di dire le cose che penso con maggiore chiarezza, ritornando sui punti toccati da Gazzola.
Il mio voto in aula. Prima di tutto non è esatto che “non ho partecipato al voto” sugli emendamenti di colleghi di opposizione, come dice l’esponente del MAIE. Semplicemente ero assente per ragioni personali. In che modo avrei agito se fossi stato presente? Avrei cercato di convincere i responsabili del mio gruppo a lasciarci liberi di votare sugli emendamenti relativi alla cittadinanza degli italiani all’estero presentati da noi e dai colleghi di minoranza, dal momento che quegli emendamenti nel merito erano quasi identici. Avrei, poi, discusso con gli altri firmatari degli emendamenti di quale potesse essere il comportamento più coerente nella situazione che si sarebbe determinata dopo le relazioni di maggioranza e di minoranza in Aula, per richiamare l’attenzione del parlamento sui nostri problemi.
Detto questo con chiarezza, mi attenderei altrettanta chiarezza dal mio interlocutore nel riconoscere una cosa del tutto evidente, e cioè che non era questa la situazione più adatta per affrontare i temi degli italiani all’estero, come dal sottoscritto detto, scritto e ribadito innumerevoli volte. Avevamo davanti a noi, infatti, non una proposta della maggioranza e del governo, ma una proposta di iniziativa popolare, sostenuta da diverse centinaia di migliaia di firme, un testo specifico sulla cittadinanza ai minori figli di immigrati in Italia, sulla quale rischiavamo di produrre danni, generando reazioni di chiusura e rigetto. Meglio affrontare le questioni specifiche degli italiani all’estero nell’ambito della riforma in discussione al Senato, dove sono stati già fatti tutti gli approfondimenti necessari. In più, in Aula, la relatrice di maggioranza ha rivolto un invito a ritirare i nostri emendamenti e quelli di minoranza si sono addirittura dichiarati contro. La possibilità di vedere approvata una sola virgola, dunque, era pari allo zero, o forse sotto lo zero. Per quale ragione allora insistere in aula su emendamenti che già in partenza si sapeva che sarebbero stati travolti sotto uno tsunami di voti contrari? Semplicemente per trasformare l’obiettivo della cittadinanza in uno strumento di propaganda politica, alle spalle dei tanti che ci credono e l’attendono. Ebbene, noi non siamo fatti così. Gazzola ne prenda atto. Gazzola, davvero pensa che propaganda e strumentalizzazioni possano aiutare il nostro percorso verso la riapertura dei termini per il riacquisto della cittadinanza italiana ed il superamento della discriminazione nei confronti delle donne? Oppure avremmo bisogno di creare sul tema consenso e impegno per arrivare ad un voto favorevole?
Il nostro voto a favore della legge. A proposito del disegno di legge appena approvato dalla Camera, l’amico Gazzola ne parla in termini approssimativi e generici. Forse per dare l’impressione che la cittadinanza italiana, una volta approvate le modifiche, sarà regalata, concessa a pioggia. Non è così e Gazzola dovrebbe saperlo, basta leggere il testo, che è breve e chiaro. Fino alla definitiva approvazione della nuova legge, i nati in Italia per vedersi riconoscere la cittadinanza italiana, dovranno attendere di arrivare a 18 anni, avranno 1 anno entro il quale fare richiesta e dovrà risultare che non sono stati assenti dall’Italia nei 10 anni precedenti la domanda. Quando le modifiche alla legge 5 febbraio 1992 n. 91 saranno definitivamente approvate, non vi sarà alcun automatismo che lega l’acquisto della cittadinanza alla nascita in Italia. La nascita sul territorio nazionale dà diritto all’acquisto della cittadinanza solo in presenza di due condizioni: la nascita in Italia da genitori stranieri e il fatto che almeno uno di loro sia in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo. Condizione quest’ultima tutt’altro che facile da realizzare. Nel caso di cittadini dell’Unione europea i requisiti sono la nascita in Italia e il possesso, da parte di almeno uno dei genitori, del diritto di soggiorno permanente, che si ottiene dopo cinque anni di residenza legale in Italia. Deve esserci una dichiarazione di volontà di uno dei genitori, o di chi esercita la responsabilità genitoriale, espressa entro il compimento della maggiore età all’ufficiale dello stato civile del comune di residenza del minore, da annotare a margine dell’atto di nascita.
Di chi parliamo quindi? Di chi sbarca in Italia? No, parliamo di chi ha un permesso di soggiorno, lavora e contribuisce ogni giorno allo sviluppo economico, sociale e culturale di questo paese. Solo di queste persone parliamo. Gazzola vorrebbe far credere che si tratti di tutti, creando inutili e deleteri allarmismi.
Vorrebbe anche far credere che l’emigrato in Italia è diverso da chi è emigrato dall’Italia verso l’estero. È vero che esistono differenze storiche. È vero che il fenomeno dell’emigrazione italiana ha assunto caratteri di massa e che la manodopera italiana era richiesta nel mondo, non senza riserve, tuttavia, come la storia della nostra emigrazione negli USA nei primi decenni del Novecento e quella degli italiani in Germania e Svizzera nel secondo dopoguerra dimostrano. Ma Gazzola dovrebbe sapere che molti immigrati oggi residenti in Italia svolgono professioni e mansioni in settori in cui gli italiani non vogliono più impegnarsi.
E chi conosce la storia dell’emigrazione italiana nel mondo conosce molto bene i percorsi analoghi vissuti dalle nostre comunità. I figli degli italiani hanno studiato, hanno fatto impresa, si sono impegnati in politica e sono cresciuti con identità ricche, composite, multiculturali, proprio grazie all’integrazione iniziata con la cittadinanza. Perché negare ai figli di immigrati regolari le stesse opportunità? In questo senso, confermo con piena convinzione che chi vota contro lo jus soli nega la nostra storia di emigrazione. Ma al di là delle vicende di casa nostra, non so se Gazzola ha avuto modo di leggere che oggi nel mondo vi sono 250 milioni di migranti, che cresceranno in modo esponenziale nei decenni futuri. Come pensa il MAIE di confrontarsi con questi processi? Con lo strumento esclusivo dello jus sanguinis, che senza temperamenti ed equilibri produrrebbe una gigantesca macchina di esclusione di decine di milioni di persone dai diritti civili, sociali, politici?
Grazie per il rispetto. Noi abbiamo puntato sul provvedimento il cui iter è iniziato al Senato, con tutti i necessari approfondimenti. Un provvedimento specifico sui temi per gli italiani nel mondo. Anche noi ci impegneremo al Senato per ottenere il risultato per il quale lavoriamo da molti anni. Su queste cose, se non ci si lascia andare a piccole provocazioni propagandistiche, possiamo lavorare insieme anche ai colleghi del MAIE. Ho sempre dato atto al MAIE, quando insieme facevamo opposizione al Governo Berlusconi, di un atteggiamento e comportamento corretto ed utile a far avanzare la causa degli italiani all’estero. La domanda vera allora è questa: in che misura assumere un atteggiamento così distante dall’immigrazione in Italia e dai suoi bisogni e richieste, aiuta gli italiani nel mondo? In che misura sostenere che i figli degli immigrati potrebbero rappresentare un “rischio sicurezza” superiore ai figli degli emigrati italiani nel mondo, aiuta a sostenere le ragioni dello jus sanguinis? Utilizziamo piuttosto la moderazione sempre, tutti, e renderemo un servizio ai nostri connazionali nel mondo.
Maggioranza e opposizione. Oggi il MAIE si è alleato con il centro-destra, con Berlusconi e dintorni. Io ricordo, tuttavia, quando il MAIE, con noi, si opponeva alle drastiche scelte del Governo Berlusconi, ricordo nel 2008 i tagli per 17 milioni di euro sulle nostre politiche per finanziare l’abolizione dell’ICI. In quel caso, però, l’ICI, abolita per tutti sulla prima casa, venne invece mantenuta per gli italiani all’estero. A distanza di sette anni, ora che Merlo ha incontrato Berlusconi, ha chiesto e ottenuto assicurazioni che nell’accodo politico non ci siano altre discriminazioni nei confronti degli italiani nel mondo? Il MAIE dice che centro-destra e centro-sinistra sono categorie astratte, residui del passato, e intende superare questa visione, a suo dire, riduttiva della politica. Tuttavia, in concreto si è alleato con Forza Italia e Lega Nord, che non sono due astratte categorie politologiche, ma due partiti in carne ed ossa, guidati da due leader (e che leader!) in carne e ossa. In questa scelta, non c’è qualcosa che non quadra?
On. Marco Fedi

 

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