10334 MONTI SI È DIMESSO, ORA LE CONSULTAZIONI.

20121222 09:09:00 guglielmoz

MONTI DICHIARA ,AFFASCINANTE, QUESTO ULTIMO ANNO.
DECISAMENTE "BRUTTO" PER LA MAGGIORANZA DEGLI ITALINI.
Certo che non manca la fantasia ai professori….
Il capo dello Stato Giorgio Napolitano ha preso atto e invitato il governo a rimanere in carica per il disbrigo degli affari correnti.

Il Cavaliere: "Dal premier neanche una telefonata". Domenica alle 11 conferenza stampa, ma Monti sempre più tentato dalla rinuncia.
Berlusconi: "Se si candida, niente Quirinale"
Il premier Mario Monti si è dimesso. Dopo 401 giorni, il Professore ha rassegnato le dimissioni questa sera poco dopo le 19, subito dopo un rapidissimo Consiglio dei ministri, nelle mani del presidente della Repubblica. Giorgio Napolitano ha preso atto e invitato il governo a rimanere in carica per il disbrigo degli affari correnti. Il Capo dello Stato consulterà i Presidenti dei gruppi parlamentari domani, dalle 10 alle 13.
Subito dopo Monti ha telefonato ai presidenti di Camera e Senato. La comunicazione delle dimissioni del presidente del Consiglio ai presidenti delle Camere viene normalmente data di persona ma non mancano precedenti di tali comunicazioni affidate al telefono. Domenica alle 11, il Professore terrà la sua conferenza stampa. Ora restano i dubbi sulla sua discesa in campo. Il pressing dell’area di centro – dall’Udc, a Montezemolo, ad Andrea Olivero – non è bastato finora a sbloccare la decisione. Perché sull’altro piatto della bilancia pesano molti fattori. Come spiega un Indiscreto su Repubblica.it
Di sicuro – come scrive anche l’agenzia Agi – il premier dimissionario presenterà domenica un programma per l’Italia, illustrerà le riforme necessarie per il Paese e poi ufficializzerà la decisione. Ma prendendosi altri giorni di riflessione. Potrebbe chiedere una sorta di ‘fiducia sul manifesto’. Ovvero cercare di capire
chi e quanti sottoscriverebbero la sua agenda e poi sciogliere la riserva. E non prima di Natale. Fonti ministeriali continuano a sostenere che il Professore è tormentato dai dubbi, sta ancora vagliando il da farsi. Un compromesso potrebbe essere quello di una discesa in campo ‘soft’. Ovvero benedire i due simboli, magari dando l’ok affinchè venga speso il suo nome, ma restando fuori dalla contesa politica. Ma c’è chi insiste nel sostenere che il professore stia prendendo tempo per avere un mandato pieno e agibilità politica e dopo entrare in campo direttamente.
Aveva anticipato lui stesso di volersi dimettere, in un discorso di fine anno alla Farnesina, il suo ultimo impegno pubblico da premier: "E’ il mio ultimo atto prima delle formali dimissioni nelle mani del Capo dello Stato. Grazie di avermi permesso di concludere qui questi difficili ma affascinanti 13 mesi".
Le parole del premier. In questi 13 mesi è stato condotto un percorso che ha reso "il nostro Paese più affidabile, più competitivo e attraente per gli interlocutori e gli investitori stranieri", ha affermato il presidente del Consiglio alla nona conferenza degli ambasciatori. "Lo abbiamo fatto – ha proseguito il premier – attraverso una seria politica di risanamento, unita a misure per favorire la crescita e riforme strutturali importanti come quelle del mercato del lavoro e delle pensioni. Con provvedimenti per aumentare la concorrenza e favorire la liberalizzazione dei servizi e delle professioni. E infine con il varo di una legge contro la corruzione, contro la quale dobbiamo combattere con tutte le nostre forze proprio come nel caso dell’evasione fiscale". "Un’azione – ha detto ancora Monti – che mi auguro possa continuare anche nella nuova legislatura, nella consapevolezza che gli interessi nazionali prescindono ovviamente dal governo in carica in quanto sono interessi permanenti".
Alla Camera gli ultimi voti. Oggi alla Camera è andato in scena l’ultimo atto della XVI legislatura. La standing ovation per Walter Veltroni. Massimo D’Alema che stringendogli la mano ha detto: "Ultimo discorso? Io non ho il carattere per certe cerimonie…". E poi le lacrime di Livia Turco, Simone Baldelli che imita Fabrizio Cicchitto nell’ultima dichiarazione di voto della legislatura. Il ministro Piero Giarda che saluta l’aula di Montecitorio con un ringraziamento: "E’ l’ultima occasione che abbiamo, volevo ringraziarvi della pazienza che avete avuto per le intemperanze del governo e ci vediamo in una prossima vita". Monti ha chiesto dunque alle forze politiche di non disperdere il lavoro fatto fin qui. Alla Camera c’è stato il via libera alla legge di stabilità e quindi al decreto sulle elezioni, su cui ieri si era consumato l’ultimo scontro della legislatura per arrivare oggi a un’intesa. Il decreto è passato al Senato e i lavori sono ancora in corso a palazzo Madama.
Tra i provvedimenti che il governo ha varato oggi anche il decreto legislativo sulle incandidabilità e il decreto legislativo che attua lo statuto speciale per la Regione Trentino-Alto Adige in materia di cassa integrazione guadagni, disoccupazione e mobilità.

L’offensiva di Berlusconi. L’organizzazione delle coalizione per le politiche di febbraio è ancora in divenire ma Silvio Berlusconi ha già lanciato il Pdl in piena campagna elettorale. Interventi televisivi e radiofonici a tappeto. Anche oggi il Cavaliere è tornato ad attaccare Monti. Se il premier diventasse "il capetto di tanti partitini" si giocherebbe la possibilità di essere eletto al Colle "perché al Quirinale deve essere eletto qualcuno che possa garantire a tutte le parti in causa un’assoluta equanimità".

 

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