10310 CGIE: L’intervento del senatore Claudio Micheloni (Pd)

20121208 12:59:00 redazione-IT

[b]L’esponente del Pd segnala alcuni emendamenti presentati alla legge di stabilità e gli ultimi sviluppi legislativi sul voto all’estero[/b]

ROMA – È intervenuto nel corso dell’ultima mattinata di lavori della plenaria del Cgie anche il senatore eletto per il Pd nella ripartizione Europa, Claudio Micheloni, con un contributo che ha toccato alcune delle questioni discusse in assemblea con la presentazione degli Odg e fornito un breve aggiornamento dei lavori parlamentari che interessano molte di esse.

Mentre crescenti incertezze si addensano sul completamento dell’attuale legislatura, l’esponente democratico si è rammaricato del mancato completamento della riforma di Comites e Cgie da lui avallata in Parlamento, “riforma – dice – che avrebbe consentito agli Odg approvati nel corso della mattinata di ottenere maggiore riscontro”. “La prossima legislatura trasformerà profondamente le nostre istituzioni e mi auguro che Comites e Cgie continueranno ad esistere – ha detto Micheloni, segnalando come l’unica certezza al momento sia l’approvazione della legge di stabilità, su cui il Senato ha fissato a stasera il termine per la presentazione degli emendamenti. “Mi impegno ad approfondire la destinazione dei fondi decurtati ai patronati per capire se è possibile un loro reintegro, come da voi auspicato in uno degli odg approvato stamani – afferma Micheloni, segnalando anche, tra gli emendamenti da lui presentati, quello relativo al ripristino del versamento da parte dell’Inps dell’indennità speciale di disoccupazione ai lavoratori frontalieri – richiesta contenuta in un altro Odg approvato dalla plenaria (vedi Inform di oggi: http://www.mclink.it/com/inform/art/12n23002.htm) – che però il senatore ritiene non “abbia grosse possibilità di successo” ed un secondo per il reintegro di fondi destinati alla diffusione di lingua e cultura italiana all’estero. Un reintegro che per Micheloni non rappresenta la soluzione di un problema, ma che tuttavia è necessario “per non far morire un settore e, di seguito, rinnovarlo”. Chieste anche risorse per gli sportelli consolari, per Comites e Cgie, per l’assistenza diretta ed indiretta.

Per quanto concerne la legge che regola l’esercizio di voto degli italiani all’estero, l’esponente democratico si dice dispiaciuto del fatto che non sia stato affrontato in Senato il problema dell’accordo con gli Stati che ora sembra mettere a rischio il voto dei connazionali residenti in Canada – anche questo argomento è stato tema di un Odg approvato dall’assemblea – tanto più che la norma sul voto all’estero è stata – ricorda – uno dei pochi articoli votati all’unanimità nell’ambito della discussione sulla riforma della legge elettorale al Senato. Micheloni risponde alle critiche formulate da Carlo Consiglio (Canada) sul disinteresse dei parlamentari in merito alla questione, sollecitando un più opportuno coinvolgimento del senatore eletto in quella ripartizione. Dichiara poi la sua intenzione di approfondire il tema per verificare se realmente in altri Paesi tale accordo non venga previsto.

“Tuttavia il voto all’estero resta una questione aperta – segnala l’esponente democratico, sottolineando l’intesa esistente tra i gruppi di Camera e Senato, “nel caso tutto dovesse crollare, di uno stralcio dell’articolo sopra richiamato della bozza di legge Malan, affinché possa camminare con le proprie gambe così com’è”.

(V.P. – Inform/eminews)

 

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