10302 PLENARIA CGIE: Le relazioni dei vice segretari generali aprono la seconda giornata di lavori

20121205 18:45:00 redazione-IT

[b]Gli interventi di Lorenzo Losi (Europa e Africa del Nord), Francisco Nardelli (America latina), Silvana Mangione (Paesi anglofoni extra-europei) e Roberto Volpini (consiglieri di nomina governativa)[/b]
ROMA – Hanno aperto la seconda giornata di lavori dell’assemblea plenaria del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, oggi, le relazioni dei vice segretari generali, unanimemente concordi nel rilevare la positiva “inversione di tendenza” delle disposizioni del governo sugli stanziamenti destinati ai capitoli di spesa per i connazionali nel mondo, dato sottolineato anche nella relazione del Comitato di presidenza riportata ieri dal segretario generale del Cgie, Elio Carozza.

Lorenzo Losi, vice segretario generale per l’Europa e l’Africa del Nord, ripercorrendo i temi discussi dalla Commissione continentale, ha richiamato il proficuo confronto avvenuto con l’assemblea dei francesi residenti all’estero, confronto da cui era scaturita l’idea di un coordinamento tra Cgie e analoghi organismi di altri Paesi per fornire contributi e approfondimenti di tematiche particolarmente avvertite a livello europeo, quali la cittadinanza ed il passaporto europeo, per fare in modo che esse trovassero spazio nei dibattiti degli organismi politici dell’Unione. “La Commissione si è poi soffermata sui temi della rappresentanza, rilevando la necessità di riflettere sull’attualità della circoscrizione Estero e sul ruolo di Comites e Cgie – ha proseguito Losi, auspicando l’emergere dal dibattito svolto di progetti all’altezza delle sfide poste dalla globalizzazione e, da ultimo, dalla crisi economica, elementi di trasformazione e tensione “che hanno stimolato la nostra riflessione e anche l’autocritica”. “Crediamo tuttavia che una eventuale rottamazione – ha detto – vada fatta in base ai comportamenti e non al dato anagrafico”. Richiamata anche la razionalizzazione della rete consolare all’estero, sulle cui misure il Cgie ha cercato di intervenire per “evitare scossoni a danno delle collettività” – ha affermato Losi, auspicando che il mutato atteggiamento del governo possa contribuire a dare “nuova linfa alla promozione della lingua e cultura italiana all’estero”.
Francisco Nardelli, vice segretario generale per l’America latina, pur apprezzando il recupero di fondi avvenuto in seguito al decreto di rinvio del rinnovo dei Comites e del Cgie, auspica da parte del futuro governo politiche di più ampio respiro per gli italiani all’estero. Sottolinea inoltre, in riferimento a scelte e priorità adottate sui corsi di lingua e cultura italiana all’estero, come si debba procedere senza perdere di vista la qualità dell’offerta, evidenziando quindi l’importanza della formazione dei docenti di italiano in loco. “Chiediamo anche di rivedere la scelta di favorire essenzialmente i corsi per bambini e quelli inseriti nelle scuole dell’obbligo all’estero, perché i corsi per adulti, destinati soprattutto a studenti universitari e operatori commerciali, sono altrettanto importanti – sostiene Nardelli, che, sul fronte della rete diplomatico-consolare, evidenzia una sottodotazione di personale che ha colpito in questi anni le strutture presenti in America latina e i lunghi tempi di attesa per il riconoscimento della cittadinanza italiana. “In Brasile registriamo attese che possono arrivare sino a 15 anni e, in questo caso, ci sentiamo legittimati a parlare della negazione di un diritto – afferma il vice sgeretario, sollecitando l’amministrazione ministeriale ad adottare opportuni interventi in proposito. Egli esprime anche preoccupazione per il rinvio del rinnovo dei Comites e del Cgie, chiede delucidazioni sulle modalità di voto previste in proposito e, per quanto riguarda l’approssimarsi del voto politico, sollecita l’adozione di strumenti utili a garantire trasparenza e sicurezza del voto per corrispondenza.
Per i Paesi anglofoni extra-europei interviene il vice segretario generale Silvana Mangione, che segnala l’auspicio della rispettiva Commissione d’area affinché l’impronta delle ultime decisioni del governo in materia di italiani all’estero venga confermata con il voto al Senato della legge di stabilità, passaggio nel corso del quale si ritiene però indispensabile re-introdurre i capitoli di spesa per le elezioni di Comites e Cgie. Sollecitato anche lo stanziamento dei fondi risparmiati con la riduzione del personale di ruolo della scuola italiana all’estero alla promozione di lingua e cultura italiana e una cessazione del ricorso al declassamento o alla chiusura di consolati, mentre si attendono gli sviluppi dell’attuale discussione parlamentare sulla legge elettorale. “Nel caso il sistema di voto all’estero restasse quello attualmente in vigore, la Commissione sollecita l’adozione di strumenti quali l’istituzione di comitati circoscrizionali che vigilino anche sull’informazione necessaria al voto, la stampa centralizzata delle schede in Italia e l’invio delle stesse con raccomandata con ricevuta di ritorno”. “Chiediamo inoltre un intervento per garantire il voto dei connazionali residenti in Canada – prosegue Silvana Mangione, che ritiene praticabile anche l’ipotesi di uno stralcio in Parlamento della norma che richiede, per lo svolgimento del voto all’estero, l’accordo con i Paesi di residenza dei connazionali. Tra le numerose questioni richiamate, anche l’emergere di nuove povertà e forme di indigenza (citate in particolare difficoltà emerse in Sud Africa), l’importanza degli enti gestori, specie per il loro ruolo “insostituibile” nel dialogo con le autorità locali e il “decadimento del palinsesto di Rai Italia”, situazione che rischia di minare anche l’informazione dei connazionali in vista del voto. Preoccupazione viene espressa anche per la riuscita del monitoraggio sulla situazione socio-sanitaria dei connazionali all’estero, che potrebbe essere ostacolata anche da leggi sulla privacy particolarmente restrittive nei Paesi di pertinenza della Commissione. “Chiediamo anche che venga previsto al Cgie un momento istituzionale di confronto con i parlamentari eletti all’estero e l’invio di un documento indirizzato ai presidenti di Regione che sottolinei l’importanza delle Consulte regionali dell’emigrazione – conclude il vice segretario, formulando la proposta di un ulteriore seminario, oltre a quelli già previsti, sull’internazionalizzazione e sull’importanza in ambito economico e finanziario delle collettività italiane all’estero.
Ha concluso questa prima fase di interventi il nuovo vice segretario generale di nomina governativa, Roberto Volpini, che ha segnalato con soddisfazione la chiarezza del cammino intrapreso in questi ultimi mesi dal Cgie: “i 4 seminari organizzati sono tappe, punti di partenza di un percorso che, come tali, richiedono un supplemento di responsabilità da parte nostra – ha affermato Volpini, concordando con la necessità espressa ieri da Carozza e relativa ad un maggior coinvolgimento in questi appuntamenti del mondo associativo.

(Viviana Pansa – Inform/eminews)

 

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