11916 RIFORMA COSTITUZIONALE: Micheloni ribadisce il suo No al provvedimento

20160122 10:38:00 redazione-IT

[b]SENATO DELLA REPUBBLICA: Ieri il sì alla riforma costituzionale per il superamento del bicameralismo paritario. Claudio Micheloni (Pd, ripartizione Europa) ribadisce in Aula le ragioni della sua contrarietà al provvedimento.[/b]

ROMA – Con 180 voti favorevoli, 112 contrari e un’astensione l’assemblea del Senato ha approvato ieri, in seconda deliberazione, la riforma costituzionale per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del titolo V della Costituzione. La riforma passerà ora all’esame della Camera per il voto finale.
Tra gli interventi del dibattito in Aula precedente al voto segnaliamo quello di Claudio Micheloni, senatore eletto per il Pd nella ripartizione Europa, che ha ribadito la sua posizione contraria al ddl.

Micheloni ha prima invitato i colleghi a moderare i toni del dibattito, segnalando come gli eccessi alimentino l’antipolitica e il “rigetto delle istituzioni” che egli registra sempre più crescente nel nostro Paese. Ha poi ribadito la sua convinzione che il sistema proposto dal ddl “non funzioni per il Paese, sia pericoloso e non garantirà la coesione della nazione”. Un pericolo ancora più grave in un contesto in cui latita, a suo dire, “il senso dello Stato e di appartenenza ad una comunità”. “Questa riforma, secondo me – ha spiegato l’esponente democratico, – non dà risposta alla distanza che si è creata tra il cittadino e le istituzioni, anzi, credo che aggravi tale aspetto. Questo è il motivo della mia contrarietà”.
Pur riconoscendo la necessità di una riforma costituzionale, che modernizzi e renda “più governabile il Paese superando il bicameralismo”, Micheloni tiene a sottolineare come la responsabilità del malfunzionamento del sistema attuale sia imputabile anche agli stessi parlamentari, invitando all’autocritica.
Nel merito della riforma, egli si rammarica in particolare che non sia stata accolta la sua proposta di “togliere i deputati eletti nella circoscrizione Estero dalla Camera che dà la fiducia al Governo, perché riterrei un passo in avanti per la comunità che qui rappresento – spiega – essere presente solo nella Camera che esprime bisogni, direttive e proposte di azione, svincolata dal rapporto di fiducia con l’esecutivo”. Esprime inoltre preoccupazione su possibili ipotesi di modifica della legge sul voto all’estero volte a superare la residenza all’estero dei parlamentari eletti in quella circoscrizione.
Annuncia infine la sua intenzione di svolgere una campagna referendaria contro la riforma costituzionale, aderendo ai comitati referendari per il no, comitati – annuncia – che si stanno preparando anche all’estero.
In ultimo, la precisazione di come la sua contrarietà alla riforma non sia imputabile ad una sua opposizione al Governo o alla mancanza di fiducia nei confronti dell’esecutivo. Il problema risiede piuttosto per Micheloni nella mancanza di incisività delle riforme sin qui avviate, che egli avrebbe voluto più modernizzatrici e coraggiose.

(Inform/eminews)

 

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