9583 SCOMPARSA DI MIRKO TREMAGLIA: DICHIARAZIONI DI MICHELONI, BUCCHINO, MARINO

20111231 17:37:00 redazione-IT

[i]"Ricordare una persona per me vuol dire rispettarla, e per rispettare Mirko dovremmo tutti riflettere su come l’Italia di oggi si rapporta con gli italiani nel mondo”.[/i]

Con la scomparsa di Mirko Tremaglia, il mondo politico italiano perde un uomo che ha vissuto la politica nel senso nobile della parola, nel senso di servizio ad una comunità e non per interessi particolari. Io personalmente ho perso una persona che mi onoravo di considerare amica.
Tutti coloro che fanno politica a quei livelli e con un impegno così forte e profondo, hanno alle spalle storie complesse, storie che non si possono ignorare ma che non possono sminuire, svalutare le evoluzioni, le assunzioni di responsabilità e le scelte di tutta una vita.

Tutti ricordiamo Mirko Tremaglia come il padre della legge per l’esercizio del diritto di voto per gli italiani nel mondo, e in questi giorni resi tristi dalla sua scomparsa, vorrei ribadire a noi tutti che Mirko ha fatto battaglie per gli italiani all’estero per decenni, e in quei decenni nessuno avrebbe mai immaginato che un giorno il suo partito potesse andare al Governo del Paese e portarlo all’importante funzione di Ministro per gli Italiani nel Mondo.

Non è comune nel mondo politico italiano che politici si impegnino totalmente per una causa che non abbia una mira elettorale ma che sia motivata puramente dagli ideali. Pur appartenendo a mondi politici completamente opposti, non ho mai sentito Mirko fare un discorso di parte quando parlava di italiani all’estero, ma ha sempre chiesto a noi tutti di guardare alle comunità italiane nel mondo come una parte vitale del Paese, senza divisioni partitiche ma nel rispetto delle idee di tutti. In quegli anni in ogni partito politico c’erano uomini di tale dimensione, in quegli anni gli italiani all’estero erano considerati davvero una “questione nazionale”: dovremmo riflettere tutti, in primo luogo i parlamentari della circoscrizione Estero, sul comportamento e sull’impegno delle forze politiche in quei decenni a favore dei connazionali all’estero perché purtroppo oggi non è più così, sono troppo presenti gli interessi di parte, di istituzioni, di corporazioni e personali.

Uno degli ultimi incontri che ho avuto con Mirko, è stato in occasione del convegno “Europa in movimento” cui hanno partecipato i rappresentanti dei migranti di tutti i Paesi europei: ho ancora nitido il ricordo della calorosa, significativa accoglienza riservata a Mirko Tremaglia al suo ingresso nell’Aula del Senato.
Ricordare una persona per me vuol dire rispettarla, e per rispettare Mirko dovremmo tutti riflettere su come l’Italia di oggi si rapporta con gli italiani nel mondo.

Ciao Mirko!
Claudio Micheloni

Cortaillod (Svizzera), 31 dicembre 2011

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GINO BUCCHINO: OMAGGIO ALL’ON. MIRKO TREMAGLIA, AMICO DEGLI ITALIANI NEL MONDO.

Non ho nessun problema a dire che Mirko Tremaglia era un amico. E lo dico con forza. Con altrettanta forza dico che le nostre idee non coincidevano praticamente in niente ma a Tremaglia ho sempre riconosciuto il merito della sua coerenza e della sua autentica passione per tutti gli italiani emigrati all’estero. Fin dal 2006, anno della mia prima elezione in Parlamento, ho sostenuto la sua idea e sottoscritto la sua proposta di legge per la costituzione di una commissione bilaterale per gli italiani all’estero, sicuro che, se la cosa fosse andata in porto, sarebbe finita per essere presieduta proprio da lui.

Nel corso degli anni di lavoro parlamentare ho molto apprezzato la sua determinazione a non seguire mai gli ordini di scuderia che, sistematicamente, finivano per svilire qualsiasi speranza di dare dignità alla questione "emigrazione". E se è vero che la riforma costituzionale che ha riconosciuto l’esercizio del diritto di voto in loco per gli italiani nel mondo e la circoscrizione estero è opera di un governo di centro sinistra, è certamente ancor più vero che nessuno di noi eletti all’estero sarebbe oggi in Parlamento se non fosse per la costante visionaria missione di una vita di Mirko Tremaglia.

Gino Bucchino

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MORTE TREMAGLIA. MARINO (PD): PERSONALMENTE INTRISTITO, MA RIFORMIAMO LEGGE SUL VOTO IN SUA MEMORIA

“La morte dell’onorevole Tremaglia mi rattrista sul piano personale per il rispetto che avevo per l’uomo e il politico. La sua scomparsa è particolarmente amara poiché avviene in tempi in cui l’impegno del mondo politico nelle battaglie per l’affermazione e la valorizzazione degli italiani nel mondo, che fu sempre la sua missione politica, appare particolarmente appannato”.
È quanto ha affermato Eugenio Marino, Responsabile nazionale del PD all’estero, appena ha saputo della scomparsa dell’ex Ministro per gli italiani nel mondo.
“Di Tremaglia – continua Marino – ho sempre apprezzato la coerenza dell’impegno verso le nostre comunità e la costanza nel farsi sempre interlocutore di tutti: degli organismi di rappresentanza istituzionale come delle associazioni, delle categorie come degli avversai politici”.
“Ma soprattutto – prosegue l’esponente del PD – ho ammirato la forza con la quale lui, uomo di Destra, avvertiva il senso di ‘Comunità’ che lo portava a sentirsi parte di quel mondo dell’emigrazione che tanto amava”.
“Un senso di appartenenza a una comunità – aggiunge Marino – intesa come comunità solidale di valori, ricca di storia e di esperienze che le politiche neoliberiste da una parte e lo sfilacciamento del rapporto dello Stato italiano con i nostri concittadini nel mondo hanno fortemente minato a favore di politiche e atteggiamenti egoistici, pubblici e privati”.
“Oggi più che mai si dovrebbe – sostiene ancora il dirigente democratico – trarre ispirazione dalla coerenza dell’impegno di Mirko Tremaglia verso le comunità all’estero, confermata anche nel settembre del 2010 da quella fiducia negata al Governo Berlusconi che penalizzava gli italiani all’estero quando la rottura con il Presidente Fini e la costituzione del gruppo di Fli erano ancora di là da venire”.
“Inoltre – conclude Marino – a dieci anni esatti della legge sul voto per corrispondenza, sarebbe utile e doveroso, anche nei confronti di Tremaglia che la volle fortemente, procedere con urgenza alla sua riforma per correggerne i difetti che finiscono per fornire argomenti ai detrattori del voto all’estero. Sarebbe un bel gesto del Parlamento per ricordare la memoria di un politico e di un parlamentare che ha caratterizzato la sua storia personale con l’impegno verso gli italiani nel mondo”.

 

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