9541 La Grecia risponde alla crisi: con scioperi e disobbedienza

20111202 22:38:00 redazione-IT

[b]di Argiris Panagopoulos[/b]
[i]Tre grandi cortei hanno attraversato ieri Atene contro la presentazione della nuova finanziaria "lacrime e sangue" per il 2012. Licenziate 30 mila persone nel settore pubblico. Si estende la disobbedienza civile contro le tasse ingiuste.[/i]

Il settore pubblico e gran parte del settore privato si sono fermati ieri in Grecia per il primo sciopero generale dei sindacati Gsee e Adedy nell’era del governo di unità nazionale dell’ex banchiere Lukas Papadimos. Più di cinquantamila persone hanno manifestato ieri nelle strade di Atene, e altrettante nelle altre città greche, contro la presentazione della nuova finanziaria lacrime e sangue per il 2012, i licenziamenti nel settore pubblico, l’abolizione di fatto del diritto del lavoro e quella dello status dei lavori pesanti.

Scuole e università erano vuote, gli ospedali hanno lavorato con il servizio di emergenza mentre il settore aereo è stata l’eccezione nella paralisi completa dei trasporti, dato che i controllori di volo non avevano aderito allo sciopero. Tre cortei hanno attraversato le strade di Atene per finire a piazza Syntagma di fronte al parlamento. Nella prima fila dello sciopero c’erano gli statali e i lavoratori di imprese o servizi a partecipazione statale: le liste di mobilità che si sono attivate già lunedì, nei prossimi dodici mesi lasceranno fuori dal settore pubblico quasi trentamila persone. E con la seconda ondata altri 100 mila posti di lavoro del settore pubblico saranno sacrificati.
Papadimos e il suo ministro delle finanze Venizelos sono contenti perché il paese ha ottenuto l’ok dell’Eurogruppo alla sesta tranche di aiuti della troika. Socialisti, conservatori e estrema destra sostengono che i prestiti servono per pagare stipendi e pensioni, mentre i sindacati e l’opposizione di sinistra denunciano che tutti i prestiti servono solo per finanziare il debito pagando interessi da usurai. Un circolo vizioso che ha distrutto l’economia del paese e distrugge il suo tessuto sociale.
Non si placa d’altro canto la resistenza sociale di chi non ha più i soldi per pagare le tasse ingiuste. La decisione dei sindacalisti di Genop-Deh (l’Enel greca) di scioperare e occupare la sede della compagnia dove vengono stampate le bollette e gli ordini di tagliare la luce alle persone che non pagano la super tassa, ha mandato in tilt per giorni i centri di Deh e ha rafforzato il grande movimento di rifiuto di pagare le tasse.
Il governo di Papadimos ha risposto il 24 novembre con l’arresto del segretario del sindacato di Genop-Deh Nikos Fotopoulos che il 10 gennaio affronterà con altri nove sindacalisti e cinque attivisti le denunce per interruzione di servizio pubblico. Nello stesso momento decine di comuni dell’area metropolitana di Atene e di altre città insieme ad associazioni e sindacati si mobilitano per fornire protezione legale. La disobbedienza civile contro le tasse ingiuste rappresenta il punto debole del governo, soprattutto dopo che anche la Commissione Europea, dopo l’interrogazione di un europarlamentare greco, ha definito illegale l’interruzione della corrente elettrica a chi non paga la tassa sulle case. Chi ha veramente i soldi per pagare la montagna di nuove tasse quando il 12,90% delle famiglie è senza un reddito, la disoccupazione vera supera il 20% e a Salonicco, la seconda città greca, uno su tre è già di fatto senza lavoro?

http://www.ilmanifesto.it/attualita/notizie/mricN/5982/

 

Hits: 3

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.