2020 3 06 NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL ESTERO ED ALTRE COMUNICAZIONI

20 03 06 NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL ESTERO ED ALTRE COMUNICAZIONI

01 – 8 marzo, la protesta si fa diffusa – Non Una Di Meno. Cancellate le iniziative che prevedono assembramenti di massa. Si prende parola in forme creative. Flash mob a Roma e S-corteo a Milano. Un’occasione per ripensare un sistema che annulla i legami di solidarietà
02 – La Bce intervenga acquistando “Perpetuity”.
03 – L’Italia alle prese con il Coronavirus. Solidarietà e compostezza
04 – Il virus sospende l’Italia intera. Il governo vara il decreto con le nuove misure per «contenere o ritardare» il contagio. Scuole, cinema e teatri chiusi fino al 15 marzo. «Gli anziani restino in casa». Un nuovo Dpcm per coordinare le regioni e le regole di comportamento.
05 – Chiuso per virus..
06 – SCHIRÒ (PD) – IL rebus dell’assistenza sanitaria nel dopo BREXIT senza accordi. Una delle conseguenze preoccupanti della Brexit senza accordi è la possibile perdita dell’assistenza sanitaria dei cittadini che si spostano dall’Unione europea nel Regno Unito e viceversa
07 – Non si cambia la Costituzione per un interesse politico contingente, Alfiero Grandi su www.jobsnews.it In edicola con Left venerdì 6 marzo il libro la democrazia non è scontata, No al taglio dei parlamentari
08 – Libro in edicola dal 6 marzo con Left non vendibile separatamente dal settimanale.
09 – SCHIRÒ (PD): pensionamento anticipato con “opzione donna” anche per le nostre connazionali emigrate
10 – URUGUAY | A Montevideo il Sottosegretario Merlo incontra il Re di Spagna Filippo VI.
11 – Sottosegretario Merlo a Presidente Lacalle Pou: “Presto a Montevideo una nuova Sede Consolare italiana”
12 – Greta boccia la legge sul clima dell’Ue: «È la capitolazione» – Bruxelles. Senza vincoli nazionali e certezza dei tempi per raggiungere la neutralità climatica nel 2050, il regolamento non convince gli ambientalisti. L’attivista svedese, invitata dalla commissione ambiente: «Così l’Europa ammette la sua sconfitta»,
13 – La rimonta di Joe Biden. Come una soap opera contro il «pericolo rosso». Media e primarie. Così il partito democratico si è riallineato con la precisione di una coreografia di Busby Berkeley.
14 – Quando la civiltà è contadina – Storia e prospettive di un’associazione nata nel 1996 che è stata tra le prime in Italia a ripensare l’utilizzo della terra in chiave ecologica ispirando i movimenti per la rinascita della campagna.
15 -Chi pagherà il conto dell’economia in quarantena- Contagio ed economia. Contenere il contagio non è sufficiente se non si guarda anche agli effetti di quel contenimento. Ed è qui che i governi e gli organismi sovranazionali appaiono ancora balbettare

01 – 8 MARZO, LA PROTESTA SI FA DIFFUSA – NON UNA DI MENO. CANCELLATE LE INIZIATIVE CHE PREVEDONO ASSEMBRAMENTI DI MASSA. SI PRENDE PAROLA IN FORME CREATIVE. FLASH MOB A ROMA E S-CORTEO A MILANO. UN’OCCASIONE PER RIPENSARE UN SISTEMA CHE ANNULLA I LEGAMI DI SOLIDARIETÀ ( di Shendi Veli da IL Manifesto)

La lotta ai tempi del corona virus assume aspetti imprevisti. Non si ferma la marea femminista, ma si riplasma in forme creative per prendere parola intorno alla data dell’8 marzo, momento di mobilitazione a livello globale. Ieri a a Roma la rete Non Una Di Meno insieme ai Fridays For Future ha messo in atto una performance. Un gruppo di persone vestite di tute e bianche e mascherine ha occupato Piazza dell’Esquilino intonando dei cori su una coreografia. Sulla schiena di ogni partecipante c’era un scritta che nominava le varie emergenze letali dei nostri tempi: il virus, certo, ma anche il lavoro, l’inquinamento e la violenza patriarcale. «In un contesto di emergenza sanitaria abbiamo scelto di annullare tutte quelle iniziative che non garantiscono il rispetto delle norme previste per la salute di tutt*: la responsabilità collettiva è per noi da sempre centrale e sinonimo di cura reciproca» si legge nel comunicato del nodo romano. Ma la decisione è condivisa a livello nazionale, anche se restano le azioni simboliche, che ogni città declinerà a suo modo. A Milano è stato lanciato per l’ 8 marzo lo «S-corteo», un primo esperimento di manifestazione diffusa « S-corteo è NON rimanere isolat* con la propria paura. S-corteo è un invito, a tutte le persone che l’8 marzo vorranno attraversare la città, a indossare qualcosa di fucsia così da riconoscerci a vicenda» spiegano nell’evento facebook. A Roma, lo stesso giorno, è previsto un flash mob alle 12 a Piazza di Spagna, le manifestanti annunciano che saranno a distanza ma legate da un nastro fucsia, perché in un momento di crisi si pone l’accento sull’importanza dei legami di cura e solidarietà. Tra i turni estenuanti delle professioni sanitarie e le scuole chiuse, le donne rischiano di essere la valvola di scarico di un sistema non pensato per tutelare la vita.

02 – LA BCE INTERVENGA ACQUISTANDO “PERPETUITY”. IL CORONAVIRUS HA GIÀ DETERMINATO UNO SCENARIO DRAMMATICO SUL TERRENO ECONOMICO E SOCIALE. NON SONO SOLTANTO EFFETTI CONGIUNTURALI.
Ha brutalmente accelerato il passaggio di fase in corso da anni, illuminato dal referendum sulla Brexit e dall’elezione del presidente Trump nel 2016: dalla insostenibile regolazione liberista dei mercati globali e europei di capitali, merci, servizi e persone, alla necessità e urgenza di interventi di protezione sociale e identitaria da parte dello Stato.
La guerra al Coronavirus deve affrontare sia il breve periodo, sia la rideterminazione del quadro. In tale contesto, è evidente anche al ministro dell’Economia il diverso ordine di grandezza dei provvedimenti necessari rispetto ai 6,3 miliardi di euro, soltanto per il 2020, conquistati a Bruxelles e previsti nella richiesta di scostamento dal deficit di bilancio programmato nell’ultima Nadef.
È evidente anche al Mef che confermare gli obiettivi di indebitamento per il 2021 e 2022 è completamente irrealistico: vorrebbe dire preparare una manovra recessiva dell’ordine almeno di un punto di Pil, oltre ai tagli di spesa o aumenti di tasse per disinnescare le clausole di salvaguardia su Iva e accise.
Si riattiverebbe la spirale sperimentata con i governi Berlusconi e Monti con conseguente innalzamento del debito pubblico. Insomma, è una fiction la conferma, fatta ieri dal Consiglio dei ministri, di obiettivi di deficit così restrittivi per il prossimo biennio.

Tuttavia, rischia di determinare effetti reali poiché depotenzia quasi totalmente l’impatto positivo dell’allentamento per l’anno in corso: le aspettative degli animal spirits, già negative, si consolidano e frenano consumi e investimenti privati.
È altrettanto evidente che, anche al netto dello scostamento richiesto per il 2020, il nostro debito pubblico aumenta in rapporto ad un Pil sempre più anemico, sia in termini reali, sia a causa dell’assenza di inflazione. Pertanto, l’aumento del debito pubblico per generare le risorse adeguate a affrontare il passaggio di fase sarebbe oggettivamente un problema serio, nonostante gli effetti positivi sull’attività produttiva delle misure finanziate in deficit.
Allora che fare? Rassegnarsi a un’ulteriore lunga recessione e alla ristrutturazione del debito pubblico in un Paese già provato da tre decenni di “ordinario” soffocamento della domanda interna, oltre che dalle conseguenze delle politiche post fallimento Lehman Brothers? Avventurarsi su una traiettoria di precaria sopravvivenza puntellata dagli zero virgola di maggior deficit e comunque zavorrata dall’aumento del debito pubblico?
Un’altra strada è possibile. Lo scenario eccezionale richiede interventi eccezionali di politica economica. In un contesto di tassi di interesse nulli o negativi, la politica monetaria, per quanto super allentata, non incide. Diventa decisiva, invece, in sinergia con una politica di bilancio doverosamente espansiva, al fine di sterilizzare effetti di quest’ultima sul debito pubblico. Per dare agli Stati le risorse necessarie alla “svolta”, la politica di bilancio va alimentata direttamente, per un periodo di tempo limitato, dalla Bce attraverso l’acquisto diretto di “Perpetuity”, ossia titoli di debito emessi dallo Stato senza scadenza per la restituzione del prestito, a tasso zero.
Le contro-indicazioni dottrinarie scagliate verso tale strumento non rilevano. Non è necessario affidarsi alla MMT (Modern Monetary Theory) per riconoscerlo, dato lo scenario di cronicizzata assenza di inflazione e di enorme capacità produttiva inutilizzata o sotto-utilizzata, sia in termini di lavoro che di capitali.
Le Perpetuity, ovviamente, dovrebbero essere utilizzate per finanziarie, in ciascuno Stato dell’eurozona in misura coordinata da Bruxelles, esclusivamente programmi di investimento, legati al green deal e alla ricostruzione di un adeguato Servizio Sanitario Nazionale e, fino al consolidamento della ripresa dell’economia e dell’occupazione, spesa corrente per il sostegno al reddito di lavoratori e lavoratrici, per la cancellazione di imposte dovute, per le contribuzioni previdenziali figurative, per il pagamento di rate di mutui dovute da famiglie e imprese.
Gli effetti delle Perpetuity sull’economia reale eviterebbero, altro aspetto di primaria rilevanza, conseguenze esiziali sulle “sofferenze” delle banche per le quali andrebbe comunque rallentato il ritmo assurdo imposto dalla Bce per lo smaltimento di Npl ancora ingenti ovunque.
Lo statuto della Bce non prevede l’acquisto diretto di titoli di Stato e i “Trattati” non lo consentono. È una strada radicalmente contraddittoria con la dominante ideologia ordoliberista. Vero. Ma a Francoforte, si dovrebbe prevedere come deroga circoscritta alla fase emergenziale, non correzione di un impianto che pur andrebbe corretto. Sarebbe una soluzione win-win.
Certo, sarebbe meno impervio imboccare l’unica strada sensata se avessimo ancora una Banca d’Italia “sovrana”, benché “divorziata” dal Tesoro. Potremmo richiedere un connubio a tempo determinato. Nelle emergenze, come è chiaro ora anche per la regionalizzazione e i tagli fatti al SSN, si vedono gli errori compiuti. Purtroppo, non si può rimettere il dentifricio nel tubetto.
Il governo italiano dovrebbe portare al più presto tale soluzione all’attenzione della Commissione europea e del Consiglio. Tutti gli Stati Ue ne hanno disperatamente bisogno, anche la “virtuosa” Germania avviata alla recessione. Nessuna compagine nazionale pagherebbe per altri Paesi. Al contrario, ne beneficerebbero tutti.
Per il bilancio della Bce non vi sarebbero sostanziali differenze, dato che verrebbe comunque gonfiato dal prolungamento e dall’innalzamento, inevitabile, del Quantitative easing.
Infine, la misura eccezionale, quindi temporanea, consentirebbe di ridimensionare la dipendenza dell’eurozona dalle esportazioni, impraticabili nella misura dell’ultimo quarto di secolo per ragioni strutturali aggravate dal Coronavirus.
Si affermerebbe gradualmente il primato della domanda interna. Si convoglierebbero così risorse consistenti ed effettive verso la transizione ecologica e si getterebbero le basi per l’autonomia economica della nostra Unione, sempre più sfidata dai cambiamenti geo-politici, oltre che demografici, migratori, tecnologici e ambientali.
Si eviterebbero acute sofferenze sociali e le prevedibili, regressive, conseguenze politiche. Insomma, si potrebbe estrarre ex malo, bonum. Ma, scriveva amaramente J. M. Keynes, “La saggezza del mondo insegna che è cosa migliore per la reputazione fallire in modo convenzionale, anziché riuscire in modo anticonvenzionale.” ( di Stefano Fassina )

03 – L’ITALIA ALLE PRESE CON IL CORONAVIRUS. SOLIDARIETÀ E COMPOSTEZZA
Cari amici,
In queste settimane l’Italia è alle prese con una questione tanto grave quanto imprevista: l’epidemia da Coronavirus che si è sviluppata nel nostro Paese con un’intensità superiore a quella di altre realtà europee. Si tratta, come ha chiarito il Ministro della salute, di un virus fortunatamente non tra i più letali, ma purtroppo di facile contagio.
Gli esperti, il personale e le strutture sanitarie stanno facendo il massimo per affrontare efficacemente la situazione ed evitare una pandemia, che metterebbe a dura prova il nostro sistema sanitario.
Il Governo, a sua volta, confortato anche da un atteggiamento responsabile di tutte le forze politiche, sta prendendo ripetuti provvedimenti sia per evitare il propagarsi dell’infezione che per dare un primo sostegno agli operatori economici colpiti dal fermo delle attività.

Che cosa possiamo fare noi cittadini?
Seguire senza ansie ma in modo ordinato le indicazioni di cautela che vengono date, essere accorti ma anche sereni e razionali, avere spirito di sopportazione per i disagi che si stanno creando, evitare di fare le cose sconsigliate ma continuare a fare quelle possibili per evitare che al rischio per la salute si aggiungano le ricadute economiche, che rischiano di essere pesanti.

Che cosa possiamo fare noi italiani all’estero?

Quello che abbiamo sempre fatto nei momenti di difficoltà dell’Italia: essere solidali, fare sentire la nostra presenza attraverso le nostre rappresentanze e la rete dei parenti e degli amici, scegliere ancora di più il made in Italy a sostegno dell’economia in frenata, non rinunciare a fare le vacanze in Italia se non vi sia un’esplicita indicazione contraria.
L’Italia si rialzerà come ha sempre fatto, grazie anche agli italiani all’estero. Insieme ce la faremo!

ATTENZIONE! RINVIATO IL REFERENDUM DEL 29 MARZO – TAGLIO DEI PARLAMENTARI
Cari connazionali,
Lo ha deciso il Consiglio dei ministri (ieri 5 marzo) per consentire a tutti i soggetti politici una campagna elettorale efficace e ai cittadini un’adeguata informazione sulla scelta che sono chiamati a fare votando sul quesito referendario.
La data del 29 marzo, infatti, era stata fissata con il decreto del Presidente della Repubblica 28 gennaio 2020 prima dell’emergenza sanitaria da Coronavirus.
Le procedure referendarie in Italia e all’estero vengono quindi sospese, per riprendere quando sarà fissata la nuova data del referendum.
Vi terrò adeguatamente aggiornati!
Francesca La Marca

04 – IL VIRUS SOSPENDE L’ITALIA INTERA. IL GOVERNO VARA IL DECRETO CON LE NUOVE MISURE PER «CONTENERE O RITARDARE» IL CONTAGIO. SCUOLE, CINEMA E TEATRI CHIUSI FINO AL 15 MARZO. «GLI ANZIANI RESTINO IN CASA». UN NUOVO DPCM PER COORDINARE LE REGIONI E LE REGOLE DI COMPORTAMENTO, di Eleonora Martini

Sospese in tutta Italia da oggi fino al 15 marzo le attività didattiche delle scuole di ogni ordine e grado, comprese quelle per l’infanzia, delle università, delle Istituzioni di Alta Formazione artistica musicale e coreutica, nonché i corsi professionali, i master e le università per anziani, ferma restando «la possibilità di svolgere le attività formative a distanza», con «particolare riguardo alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità». È stata una «improvvida» fuga di notizie, come l’ha definita lo stesso premier Conte in conferenza stampa da Palazzo Chigi poco prima di firmare il decreto con le nuove misure di contenimento dell’epidemia da Coronavirus, a costringere il governo a una decisione che era ancora in itinere, in attesa dei pareri del comitato tecnico-scientifico, per non peggiorare il caos comunicativo.

UNA DECISIONE «che non è stata semplice» da prendere, ha spiegato la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina. Ma gli ultimi dati sulla diffusione del contagio (443 persone infette in più rispetto al giorno prima, con una mortalità che si attesta al 3,4%) e soprattutto la carenza di letti in terapia intensiva e sub intensiva ha consigliato interventi decisi, nel tentativo di «ritardare o contenere la diffusione del virus». Il Dpcm che sostituisce quello in scadenza l’8 marzo che conteneva le misure urgenti per le tre regioni dove sono stati registrati i primi focolai nostrani del Covid 19, è una sorta di «ordinanza unica che, come ha spiegato il ministro per gli Affari regionali Boccia, definisce «non solo le modalità comportamentali in caso di profilassi ma anche un vero e proprio percorso condiviso su come adeguare le organizzazioni territoriali della sanità che sono di competenza regionale».

L’ULTIMA BOZZA diffusa a sera prevede che siano «sospesi i viaggi d’istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche comunque denominate», mentre sono esclusi dalla sospensione dell’attività didattica «i corsi post universitari connessi con l’esercizio di professioni sanitarie, ivi inclusi quelli per i medici in formazione specialistica, i corsi di formazione specifica in medicina generale, le attività dei tirocinanti delle professioni sanitarie, nonché le attività delle scuole di formazione attivate presso i ministeri dell’Interno e della Difesa».

Il testo del provvedimento continua con una lunga serie di divieti: stop a tutte «le manifestazioni e gli eventi di qualsiasi natura, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato, che comportano affollamento di persone tale da non consentire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro», il che vuol dire chiusura anche dei cinema e dei teatri; stop a tutti «i congressi, le riunioni, i meeting e gli eventi sociali, in cui è coinvolto personale sanitario o personale incaricato dello svolgimento di servizi pubblici essenziali o di pubblica utilità», e rinviati a dopo il 15 marzo «ogni altra attività convegnistica o congressuale».

Sospesi tutti «gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato», nelle «zone rosse». Nel resto d’Italia invece al divieto fanno eccezione gli eventi sportivi che si svolgono «all’aperto senza la presenza di pubblico» o «all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse», previ «controlli idonei» da parte del personale medico delle società sportive. Vietate poi le trasferte per i tifosi che risiedono nelle Regioni Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto e nelle province di Pesaro e Urbino e Savona.

Gli atleti potranno continuare ad allenarsi e, malgrado si consigli vivamente di svolgere e (agli enti locali) di promuovere lo sport di base all’aperto, le attività motorie si potranno praticare anche all’interno di palestre, piscine e centri sportivi di ogni tipo, «esclusivamente a condizione che sia possibile consentire il rispetto» della giusta distanza raccomandata (almeno 1 metro) e delle norme igieniche (lavaggio delle mani frequente, no ad abbracci e strette di mano, no a scambi di bottiglie e bicchieri, pulizia degli attrezzi, igiene respiratoria). Per quanto riguarda le piscine, l’unica raccomandazione degli epidemiologi è la continua manutenzione e l’uso accurato del cloro.

LE NORME di comportamento appena citate naturalmente valgono sempre. Particolare attenzione, però, per le persone a rischio e gli anziani, non solo quelli affetti da patologie croniche, che dovranno evitare «le uscite non strettamente necessarie». Si raccomanda inoltre la «limitazione dell’accesso di parenti e visitatori a strutture quali hospice, residenze sanitarie assistite (Rsa) e strutture residenziali per anziani autosufficienti e non, ai soli casi consentiti dalla direzione sanitaria della struttura».

PER QUANTO RIGUARDA gli impiegati, «la modalità di lavoro agile può essere applicata, per la durata dello stato di emergenza dai datori di lavoro a ogni rapporto di lavoro subordinato anche in assenza degli accordi individuali ivi previsti». Infine le carceri, un punto sul quale il Dpcm evidenzia particolari carenze: si mette nero su bianco solo la disponibilità delle «articolazioni territoriali del Ssn» di fornire al Ministero di Giustizia «adeguati presidi» per monitorare «i nuovi ingressi» negli istituti. Nulla invece per quanto riguarda il controllo di tutto il personale e della polizia penitenziaria che giornalmente entra per lavoro nelle carceri, e nulla sulla sanificazione delle strutture.
OPERAZIONI straordinarie di pulizia devono essere invece adottate sui mezzi dalle aziende di trasporto pubblico, anche a lunga percorrenza. Il testo, firmato dal presidente del Consiglio e dal ministro della Salute, contiene in coda una serie di indicazioni per il lavoro degli operatori sanitari. A monitorare sull’attuazione delle misure è «il Prefetto territorialmente competente». Per verificarne l’efficacia bisognerà attendere il 15 marzo.

05 – CHIUSO PER VIRUS
Il governo ha deciso la sospensione delle lezioni in tutte le scuole e università d’Italia fino al 15 marzo, per evitare che il sistema sanitario vada in sovraccarico (Ansa). Il comitato scientifico aveva chiesto due mesi di chiusura, non essendoci studi precedenti sull’efficacia di una misura più breve (Repubblica). Allo studio misure per permettere a un genitore di restare a casa con i figli, o un contributo alle spese per babysitter (Adnkronos). Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che ha firmato il decreto con le misure di contrasto all’epidemia, ha rivolto al Paese un appello all’unità.
Dalle scuole chiuse (ma solo per gli studenti) allo sport: cosa prevede il decreto (Sole 24 Ore).
Il Giornale scrive che dopo il rinvio del referendum di fine marzo, si studia anche lo slittamento delle elezioni regionali previste il 31 maggio, quando si voterà in sei importanti regioni.
Piano per la sanità Il ministero della Salute prevede un incremento del 50% dei posti letto in terapia intensiva e del 100% nelle unità di pneumologia e malattie infettive (Huffington Post). L’università Statale e l’ospedale Sacco di Milano hanno tracciato la prima mappa genetica del ceppo virale in Italia, da cui emerge che il Covid-19 era in circolazione già da gennaio.
Bilancio In Italia si sono superate le cento vittime e i tremila contagi, ma la percentuale di guarigioni sale all’8,5% (Corriere). A livello globale l’epidemia frena in Cina e Corea del Sud, ma cresce nel resto del mondo: i casi sono oltre 95 mila e i morti 3254 (Cnbc).
RISPOSTA GLOBALE
In campo S&P taglia le stime dell’economia Usa nel primo trimestre 2019 dal 2,2 all’1%. Per l’Italia la stima è di una contrazione del Pil dello 0,3% nel 2019, rispetto al +0,4% previsto a dicembre (Agi). Il Fondo monetario internazionale annuncia un piano da 50 miliardi di dollari per far fronte agli effetti dell’epidemia (Cnbc); la Banca Mondiale un pacchetto da 12 miliardi (Repubblica). Stanziati dagli Usa 8,3 miliardi di dollari (Wsj). I mercati asiatici hanno reagito positivamente.
L’allarme Il coronavirus causa “una malattia più grave dell’influenza stagionale”: circa il 3,4% dei casi è deceduto a fronte di meno dell’1%, dice l’Oms (Ansa). L’organizzazione lancia l’allarme sui dispositivi di protezione per il personale sanitario in esaurimento: la produzione va aumentata del 40% (Huffington Post).
Perché il mondo avrebbe dovuto prevedere e prepararsi meglio alla diffusione del virus (Axios).
Parola alla scienza Una ricerca cinese ha individuato due tipi di Covid-19, che quindi avrebbe subito almeno una mutazione (Scmp). La fondazione Bill e Melinda Gates ha finanziato uno studio su 15 mila molecole, in Belgio, per trovare una cura (Guardian).
Qui Milano Il sindaco Giuseppe Sala dice in un incontro al Corriere e in un’intervista a Repubblica che stima due mesi di tempo per “far ripartire” la città. Gli aeroporti milanesi registrano cali di traffico vicini al 50% (Repubblica).
In attesa Il virus ferma i pellegrinaggi a La Mecca. Preghiere del venerdì sospesa anche in Iran (Ap). Teheran ha deciso di rilasciare temporaneamente 54 mila detenuti (Cnn).
L’emergenza fa slittare anche la presentazione del nuovo film di James Bond (Bbc);
A Parigi torna di moda “La Peste” di Albert Camus (Il Foglio).
I MODERATI SCELGONO BIDEN
Michael Bloomberg si ritira dalla corsa alla nomination democratica dopo il risultato deludente ottenuto al Super Tuesday e annuncia il sostegno all’ex vicepresidente Joe Biden (Ap), che si è confermato vincitore in dieci Stati sui 14 in palio. Elizabeth Warren ha annunciato che si prenderà del tempo per riflettere sulla possibilità di ritiro (Politico).
Perché Biden è il candidato del cambiamento, scrive Nicholas Kristof (Nyt);
Improvvisamente il 2020 di Bernie Sanders assomiglia al suo 2016 (Wp).
Next stop La prossima tappa delle primarie, il 10 marzo in Michigan, potrebbe essere decisiva per definire il candidato democratico. Biden è dato in vantaggio su Sanders (National Review).
Effetto economico La vittoria di Joe Biden e le misure anti epidemia hanno rivitalizzato Wall Street (Reuters), anche se dopo il taglio della Fed ai tassi d’interesse i rendimenti decennali del Tesoro Usa sono scesi sotto l’1%, ai minimi da 150 anni (Quartz).

MONDO INQUIETO
In fuga verso l’Europa Un migrante è morto e cinque sono rimasti feriti negli scontri al confine tra Grecia e Turchia, dopo l’apertura delle frontiere decisa da Recep Tayyip Erdoğan. Tra Atene e Ankara è scambio di accuse (Cbc).
L’accordo con Ankara ha messo l’Europa con le spalle al muro, scrive Pierre Haski (Internazionale).
Via d’uscita L’Unione europea ha annunciato 350 milioni di euro per la gestione della frontiera greca e altri 170 per la crisi umanitaria siriana (Il Fatto Quotidiano). Oggi i ministri degli Esteri dell’Unione si incontrano a Zagabria. Faccia a faccia tra Erdogan e Vladimir Putin, a Mosca, per trovare un compromesso sulla Siria (Wp).
Amici nemici Gli Stati Uniti hanno completato un raid contro i talebani poche ore dopo che Donald Trump aveva parlato al telefono con il capo negoziatore del gruppo (Reuters).
Rimpasto In Ucraina il presidente Volodymyr Zelensky ha tolto l’incarico al primo ministro Oleksiy Honcharuk. Per sostituirlo propone Denys Shmygal, uomo d’affari tra i più ricchi del Paese (Guardian).

ORIZZONTI
In cerca di stabilità Oggi a Vienna i leader dei Paesi Opec e della Russia valuteranno un taglio della produzione di petrolio, dopo il crollo del 20% del prezzo nei primi mesi dell’anno per effetto dell’epidemia da coronavirus (Nyt). Il prezzo del barile cresce dell’1% in attesa del vertice (Reuters).
Intesa d’acciaio Accordo raggiunto tra ArcelorMittal e i commissari dell’ex Ilva: prevista la modifica del contratto di affitto e acquisizione per rinnovare il polo siderurgico di Taranto e la cancellazione della causa civile avviata a Milano per l’ipotesi di addio della multinazionale franco-indiana (Sky TG24).

MONDO REALE
Giustizia Michele Prestipino è il nuovo procuratore di Roma (Il Messaggero), una scelta in continuità con il predecessore Giuseppe Pignatone, scrive Repubblica.
Faida di lusso Per l’acquisto del prestigioso Ritz di Londra sono arrivate diverse offerte che superano il miliardo di sterline, rivela Frederick Barclay, comproprietario insieme al gemello. L’imprenditore 85enne minaccia una causa legale contro il fratello se l’hotel sarà venduto a una cifra inferiore (Guardian).

MEDIA & TECH
Tweet simpatici Twitter sta testando in Brasile i tweet a tempo, che spariscono dopo 24 ore come le story di Instagram o di Facebook (The Verge).
Lettura assistita Google lancia una nuova funzione dell’assistente virtuale su Android, che ora può leggere intere pagine web (Techcrunch).
Lotta digitale Facebook offrirà spazi pubblicitari gratuiti all’Oms e rimuoverà notizie false e teorie del complotto sul coronavirus (Cnbc).

SPORT
Nuovo calendario Le partite della Serie A si disputeranno a porte chiuse almeno fino al 3 aprile, ha deciso la Figc. Ufficializzato il calendario delle gare da recuperare: sabato 7 marzo si giocherà Sampdoria-Verona. Domenica 8 marzo Milan-Genoa, Parma-Spal, Sassuolo-Brescia, Udinese-Fiorentina e Juventus-Inter (Corriere).
Contro la rossa Sette team di Formula 1 si sono formalmente opposti all’accordo confidenziale che ha chiuso le indagini della Fia sulla power unit utilizzata dalla Ferrari lo scorso anno (Bbc).
OGGI
Vertice straordinario Opec a Vienna;
Consiglio dei ministri a Roma.

Prime:
Gli ultimi articoli dal sito di Internazionale
La California che sogna Bernie Sanders presidente Viaggio nello stato che è il principale sostenitore del senatore del Vermont. Ma che ora vede sfumare la speranza di portarlo alla Casa Bianca. Il reportage di Lucia Magi.
L’accordo con la Turchia ha messo l’Europa con le spalle al muro Nel 2015 l’Ue ha appaltato il problema migratorio ad Ankara, pagando con un grosso assegno e una tremenda umiliazione. Oggi quell’accordo torna a perseguitare gli europei, scrive Pierre Haski.

06 – SCHIRÒ – IL REBUS DELL’ASSISTENZA SANITARIA NEL DOPO BREXIT SENZA ACCORDI. Una delle conseguenze preoccupanti della Brexit senza accordi è la possibile perdita dell’assistenza sanitaria dei cittadini che si spostano dall’Unione europea nel Regno Unito e viceversa. ROMA, 4 MARZO 2020
Infatti dal 1° gennaio 2021, nel caso in cui Regno Unito e UE non saranno sufficientemente assennati e lungimiranti a trovare un accordo, le tessere europee di assicurazione malattia registrate nella UE (quelle che siamo abituati a conoscere come tessere sanitarie TEAM) non saranno più valide.

QUALE POTREBBE ESSERE IL SIGNIFICATO PRATICO DI QUESTA SITUAZIONE?
Sembrerebbe che ai cittadini italiani residenti in UK i quali riusciranno ad ottenere il cosiddetto “settled status” saranno garantiti i servizi del NHS (il sistema sanitario nazionale britannico), ma non è ancora chiaro se a tali soggetti sarà garantita anche l’assistenza medica italiana visto che la loro TEAM britannica decadrà.
Comunque in caso di “No deal”, evento molto probabile, in pratica i cittadini della UE non saranno più in grado di accedere all’assistenza sanitaria nel Regno Unito con la tessera europea di assicurazione malattia (a meno che non siano residenti con il “settled status”).
Potrebbe essere quindi necessario per un italiano che si reca nel Regno Unito a partire dal 2021 per motivi di turismo, di studio, di lavoro o quant’altro, dover sottoscrivere un’assicurazione di viaggio privata, alla stregua di chi si reca, per esempio, negli Stati Uniti o in Canada.
Detto ciò, giova tuttavia ricordare, che, allo stato attuale delle cose, per tutto il periodo di transizione (fino al 31 dicembre 2020) non è in programma alcun cambiamento per quanto riguarda l’assistenza sanitaria.
Attualmente infatti le persone assistite dal Servizio sanitario di un Paese dell’Unione Europea possono ricevere cure in tutti gli altri Paesi dell’Unione europea. Le cure sono solitamente a carico delle istituzioni sanitarie competenti del proprio Stato.
L’assistenza diretta in applicazione dei Regolamenti comunitari di sicurezza sociale n. 883 del 29 aprile 2004 e n. 987 del 16 settembre 2009, consente di ricevere cure in un altro Paese della UE, SEE e Svizzera alle stesse condizioni degli assistiti dal Servizio sanitario del Paese di cura.
L’accesso diretto a cure necessarie nel caso in cui ci si trovi temporaneamente nel territorio di un altro Stato membro, tenuto conto della natura delle prestazioni e della durata prevista della dimora, è assicurato dalla Tessera Europea di Assicurazione Malattia (TEAM) o dal suo certificato sostitutivo. Non è consentito utilizzare la TEAM o il suo certificato sostitutivo per ottenere la copertura dei costi al di fuori di cure definite necessarie.
Attualmente è possibile beneficiare in un altro Paese anche di cure programmate, cioè le cure definite nell’ambito di una precisa terapia, quindi prescritte anticipatamente: per queste cure è necessario richiedere un’autorizzazione preventiva alla propria istituzione competente e, ovviamente, con l’accordo del Paese di cura.
Appare improrogabile perciò che la UE si attivi con sollecitudine al fine di programmare la stipula di un accordo sanitario con il Regno Unito e se ciò non fosse possibile dovrà essere il Governo italiano a valutare la possibilità di avviare i negoziati bilaterali per firmare una convenzione con il Regno Unito che garantisca, in regime di reciprocità, l’assistenza sanitaria per i cittadini dei rispettivi Paesi.
Angela Schirò – Deputata PD – Rip. Europa –

07 – NON SI CAMBIA LA COSTITUZIONE PER UN INTERESSE POLITICO CONTINGENTE, ALFIERO GRANDI SU WWW.JOBSNEWS.IT IN EDICOLA CON LEFT VENERDÌ 6 MARZO IL LIBRO LA DEMOCRAZIA NON È SCONTATA, NO AL TAGLIO DEI PARLAMENTARI di Alfiero Grandi
1) NON SI CAMBIA LA COSTITUZIONE PER UN INTERESSE POLITICO CONTINGENTE, Alfiero Grandi su www.jobsnews.it
L’epidemia di coronavirus dovrebbe consigliare al Governo un rinvio del voto del 29 marzo per consentire ai cittadini che oggi non possono esercitare il diritto di riunirsi insieme di partecipare pienamente alla campagna elettorale.
Un referendum costituzionale dovrebbe essere un momento importante della vita democratica del nostro paese.
La Costituzione è la carta fondamentale che ha disegnato la democrazia in Italia dopo la cacciata dei nazifascisti e la Liberazione. Da un prova terribile come la seconda guerra mondiale l’Italia è uscita diversa, più moderna, allineata alle democrazie più avanzate.
Al punto che la Costituzione e molte leggi da essa derivate sono state dei modelli. Ad esempio in materia di lavoro, di sanità hanno ispirato la legislazione di altri paesi che sono arrivati più tardi alla democrazia.
Una Costituzione avanzata, fortemente ispirata da modelli di partecipazione attiva dei cittadini, attraverso le organizzazioni in grado di rappresentarli: partiti, sindacati, associazioni di varia natura. Una vita democratica attiva, partecipata, lievito della crescita democratica, dell’avanzamento sociale e dell’evoluzione positiva dei costumi del nostro paese, di diritti civili riconosciuti ed esercitabili concretamente.
Il capolavoro politico rappresentato dalla Costituzione ha introdotto anche forme di partecipazione diretta come i referendum abrogativi e quelli pudicamente definiti confermativi sulle modifiche della Costituzione, possibili su richiesta ogni volta che il parlamento non raggiunge IL QUORUM DEI 2/3 NELL’APPROVAZIONE DELLE MODIFICHE DELLA COSTITUZIONE. REFERENDUM CONFERMATIVI MA CHE NEI CASI PIÙ RECENTI HANNO ABROGATO LE MODIFICHE DELLA COSTITUZIONE.
E’ SPERABILE SIA COSÌ ANCHE PER IL TAGLIO DEL PARLAMENTO.
Il taglio dei parlamentari del 37 % è una misura voluta dal M5Stelle che ha definito il parlamento come un insieme di poltrone, commettendo un errore politico e istituzionale molto grave.
Anzitutto il parlamento deve rappresentare le elettrici e gli elettori e non è vero che un numero vale l’altro. Il numero dei parlamentari deve essere tale da consentire la rappresentanza delle opinioni dei cittadini, delle aree territoriali, con meccanismi elettorali che consentano alle elettrici e agli elettori di conoscere i loro rappresentanti. Mentre ormai da un paio di decenni i cittadini non hanno idea di chi hanno contribuito ad eleggere e la controprova sta nel fatto che i parlamentari stessi sanno di dovere la loro elezione ai capi partito, che li hanno inseriti nel posto giusto in lista sulla base di un criterio di fondo: la fedeltà.
Rappresentare il parlamento come un insieme di poltrone è un errore grave che mina la credibilità democratica dei rappresentanti. Il M5Stelle non ha mai spiegato perchè abbia accettato di far parte del parlamento (addirittura di avere tentato sia pure con scarsi risultati un ruolo di governo) se aveva questa opinione. Non si entra in un consesso che si ritiene non adeguato, è un’evidente contraddizione in termini.
In realtà il comportamento del M5Stelle è sempre stato ambiguo, da un lato ha chiesto i voti e dall’altro ha espresso giudizi estremi, demagogici, sul ruolo dei rappresentanti, quindi anche su loro stessi. Eppure portavano una carica critica che avrebbe potuto essere spesa per migliorare e adeguare il parlamento. Invece il parlamento è diventata la rappresentazione della loro impotenza, attribuendone però la responsabilità all’istituto parlamentare in sé anziché alle loro incapacità politica, insieme a quella di tanti altri per essere giusti.
E’ destino della Costituzione essere il parafulmine delle incapacità del personale politico e in questo caso il parlamento è diventato il centro dell’attacco.
La destra che supportava il Conte 1 ha votato a favore di questo taglio del parlamento, ma c’è una ragione che ha ricordato bene la Meloni in questi giorni firmando una petizione per il Presidenzialismo, antico obiettivo della destra italiana che da sempre vuole archiviare la democrazia parlamentare, sognando il ritorno all’uomo (o alla donna) solo al comando. Un riflesso antico che ritorna e che Salvini ha auspicato con forza, fino a immaginare che già nel 2029 si potrebbe eleggere il Presidente della Repubblica direttamente.
Le sinistre che sostengono il Conte 2 hanno fatto strane contorsioni e capovolto la loro posizione, fino a votare a favore di quello a cui aveva votato contro fino a poco prima, solo perchè questo serviva per formare il governo. Uno strafalcione politico grave: non si cambia la Costituzione per un interesse politico immediato. Sono consigliabili occhiali per correggere la miopia politica. Del resto se Renzi è stato il leader del Pd a lungo, fino al referendum del 2016 che lo ha sconfitto, e oggi propone l’elezione diretta del Presidente del Consiglio si comprende in quale stato confusionale sia oggi la sinistra.
A questo punto solo una nuova e forte reazione dei cittadini può respingere, votando No il 29 marzo, la proposta demagogica e populista che propone di scaricare sul parlamento tutte le responsabilità istituzionali e politiche che hanno portato ad una grave crisi di credibilità. Questo non vuol dire tenersi tutto com’è ma individuare i modi e le forme per rimettere il parlamento al centro, per eleggere i parlamentari per qualità, competenza, serietà e non per fedeltà ai capi. Quindi il No deve accompagnarsi alla richiesta di una nuova legge elettorale proporzionale che consenta a tutti i punti di vista di essere rappresentati, ai cittadini di scegliere i loro rappresentanti e di toglierli quando è necessario.

I comportamenti seguiti all’epidemia di coronavirus confermano che qualcosa non va. Prima c’è stata la corsa a votare prima possibile per il taglio dei parlamentari, lasciando pochissimo tempo per far capire di cosa si tratta e di fare ascoltare le opinioni in campo, fino a fissare la data per il 29 marzo. Poi di fronte all’epidemia che ha reso impossibile organizzare iniziative in regioni fondamentali la richiesta di rinviare il voto per il tempo necessario per consentire anche alle regioni che per ora non hanno vita associativa e comunitaria sembra non trovare ascolto. Resta sempre la speranza di un ripensamento del governo, ma in ogni caso nelle forme e nei modi possibili, anche nelle regioni oggi senza vita sociale, occorre fare il possibile per far conoscere le ragioni del No. Non si possono fare assemblee e riunioni, ma in molti casi si possono diffondere volantini, affiggere manifesti negli spazi previsti, lavorare anche da casa sui social mandando messaggi fino a intasare la rete, chiedere di essere ascoltati dalle radio e dalle tv locali, che oggi sono seguite più di prima dalle popolazioni “recluse” in mancanza di altre possibilità.

La fantasia deve supplire in tutti i modi possibili a strumenti più tradizionali e usati e il No deve fare sentire la sua voce comunque. Se il governo non capirà la gravità di un comportamento che di fatto impedisce l’esercizio di un diritto costituzionale, cosa che un rinvio anche di qualche settimana renderebbe possibile, occorre esercitare comunque il diritto a votare e organizzare il No con la nettezza necessaria per convincere elettrici ed elettori a votare. Alfiero Grandi
2)locandina per l’uscita del libro: La democrazia non è scontata No al taglio dei parlamentari, di

08 – LIBRO IN EDICOLA DAL 6 MARZO CON LEFT NON VENDIBILE SEPARATAMENTE DAL SETTIMANALE: 10,40 EURO (6,50+3,90) – OFFERTA SPECIALE PER I COMITATI – I COMITATI PER IL NO POTRANNO ACQUISTARE IL LIBRO SEPARATAMENTE DA LEFT – DA UN MINIMO DI 5 AD UN MASSIMO DI 100 COPIE – A 3 EURO/COPIA, RITIRANDO I VOLUMI PRESSO LA SEDE DI LEFT OPPURE PAGANDO LE SPESE DI SPEDIZIONE. LA DEMOCRAZIA NON E’ SCONTATA, no al taglio dei parlamentari di Alfiero Grandi
In appendice una selezione di articoli pubblicati dalla rivista Left, firmati da Domenico Gallo, Felice Besostri, Giovanni Russo Spena e molti altri
Il nuovo libro edito da Left è realizzato in collaborazione con il Comitato per il NO al taglio del Parlamento promosso dal Coordinamento per la Democrazia costituzionale, di cui l’autore è vice presidente.
Presentazione:
TAGLIARE IL PARLAMENTO: LA BANALITÀ DI UNA SCELTA SBAGLIATA.
Cambiare la Costituzione, tagliando del 37 % i Deputati e i Senatori, è l’inizio di un cambio della sostanza democratica del nostro paese, delle sue regole.
Il ruolo del parlamento, architrave della Costituzione, viene colpito nella sua capacità di rappresentare la volontà di elettrici ed elettori.
Il governo dovrebbe attuare le decisioni del parlamento mentre oggi impone le sue scelte con decreti, voti di fiducia, uso dei regolamenti ad un parlamento di nominati – di fatto – dai capi dei partiti.
Tagliare il parlamento lo renderà ancora meno rappresentativo delle elettrici e degli elettori.
La giustificazione del risparmio è ridicola: la democrazia non ha prezzo, basta ricordare quando il fascismo ha trasformato nel 1939 la Camera dei deputati in organo del regime.
OCCORRE VOTARE NO IL 29 MARZO PER FERMARE UNA DERIVA POLITICA CHE VUOLE RISCRIVERE LA COSTITUZIONE.
Ai comitati territoriali per il No sarà possibile acquistare per 3 euro un numero di copie del libro, da un minimo di 5 a un massimo di 100, ritirando direttamente le copie presso Left oppure pagando le spese di spedizione
Per acquisto copie contattare lorenzo.canti@editorialenovanta.it

09 – SCHIRÒ (PD): PENSIONAMENTO ANTICIPATO CON “OPZIONE DONNA” ANCHE PER LE NOSTRE CONNAZIONALI EMIGRATE. RITENGO UTILE RICORDARE CHE L’INPS HA CONFERMATO CON UN SUO RECENTE MESSAGGIO LA PROROGA DEL PENSIONAMENTO ANTICIPATO, COSIDDETTO “OPZIONE DONNA” (CHE INTERESSA ANCHE LE NOSTRE EMIGRATE CHE POSSONO PERFEZIONARE I REQUISITI RICHIESTI). ROMA, 2 MARZO 2020
La nuova disposizione, introdotta dalla legge di Bilancio per il 2020, riguarda l’istituto del pensionamento anticipato riservato alle donne ed estende la possibilità di accedere al pensionamento (a condizione che optino per la liquidazione della pensione con le regole di calcolo del sistema contributivo) alle lavoratrici che abbiano maturato i requisiti prescritti entro il 31 dicembre 2019, in luogo del 31 dicembre 2018.
Possono accedere alla pensione anticipata cosiddetta “Opzione donna” le lavoratrici che abbiano maturato, entro il 31 dicembre 2019, un’anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni (perfezionabile anche con il meccanismo della totalizzazione dei contributi versati nei Paesi di emigrazione con i quali l’Italia abbia stipulato una convenzione bilaterale o multilaterale di sicurezza sociale) ed un’età anagrafica pari o superiore a 58 anni (per le lavoratrici dipendenti) e a 59 anni (per le lavoratrici autonome).

La disposizione è entrata in vigore a partire dal 1° gennaio 2020. La decorrenza del trattamento pensionistico non può essere comunque anteriore al 2 gennaio 2020, giorno successivo alla data di entrata in vigore della legge di proroga, e comunque, così stabilisce la legge, si consegue trascorsi dodici mesi dalla data di maturazione dei previsti requisiti nel caso in cui il trattamento pensionistico sia liquidato a carico delle forme di previdenza dei lavoratori dipendenti; diciotto mesi dalla data di maturazione dei previsti requisiti, nel caso in cui il trattamento sia liquidato a carico delle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi.
Consigliamo quindi alle nostre connazionali in possesso dei requisiti previsti e interessate al pensionamento anticipato, e che abbiano ovviamente lavorato e versato contributi in Italia prima dell’emigrazione, di rivolgersi al patronato di riferimento in modo tale da verificare la convenienza (visto che gli importi della pensione potrebbero essere più bassi rispetto al pensionamento ordinario) del sistema “Opzione donna”.
Angela Schirò – Deputata PD – Rip. Europa – Camera dei Deputati

10 – URUGUAY | A MONTEVIDEO IL SOTTOSEGRETARIO MERLO INCONTRA IL RE DI SPAGNA FILIPPO VI. L’esponente del governo italiano e il monarca spagnolo durante il colloquio hanno affrontato alcune delle questioni più urgenti che interessano l’Europa. Merlo e il Re di Spagna hanno convenuto sulla rilevanza della grande comunità italiana residente in terra spagnola.
L’esponente del governo italiano e il monarca spagnolo durante il colloquio hanno affrontato alcune delle questioni più urgenti che interessano l’Europa, quali la Brexit, e le relazioni bilaterali tra Italia e Spagna a livello economico-commerciale e culturale. Ancora, il Sottosegretario della Farnesina ha sottolineato l’importanza della nuova Agenzia Consolare che il governo italiano sta aprendo a Tenerife, nelle Canarie.
Non poteva mancare, tra le questioni sul tavolo, il Coronavirus. Per il Sottosegretario Merlo e Filippo VI il virus non va affatto sottovalutato; entrambi, in ogni caso, si sono detti sicuri che sia l’Italia come la Spagna hanno tutte le risorse necessarie, a livello di controlli e assistenza sanitaria, e sono quindi Paesi in grado di tenere la situazione sotto controllo, per ritornare prima possibile alla normalità della vita sociale.
Fonte: ItaliaChiamaItalia

URUGUAY | En Montevideo el Subsecretario Merlo encuentra al Rey de España Felipe VI
El representante del Gobierno italiano y el monarca español han hablado sobre algunas de las cuestiones más urgentes que afectan a Europa. Merlo y el Rey de España convinieron en la importancia de la gran comunidad italiana residente en tierra española
El representante del Gobierno italiano y el monarca español han hablado sobre algunas de las cuestiones más urgentes que afectan a Europa, como la Brexit, y las relaciones bilaterales entre Italia y España a nivel económico, comercial y cultural..
Además, el Subsecretario de la Farnesina ha subrayado la importancia de la nueva Sede Consular que el Gobierno italiano está abriendo en Tenerife, Canarias.
No podía faltar, entre las cuestiones sobre la mesa, el Coronavirus. Para el Subsecretario Merlo y Filippo VI, el virus no debe subestimarse en absoluto; ambos, en cualquier caso, se han declarado seguros de que tanto Italia como España disponen de todos los recursos necesarios, a nivel de controles y de asistencia sanitaria, y por lo tanto son países capaces de mantener la situación bajo control, para volver lo antes posible a la normalidad de la vida social.

11 – SOTTOSEGRETARIO MERLO A PRESIDENTE LACALLE POU: “PRESTO A MONTEVIDEO UNA NUOVA SEDE CONSOLARE ITALIANA” . L’esponente del governo italiano ha portato al presidente e alla sua signora il saluto del presidente Mattarella; al ministro degli Esteri uruguaiano, Ernesto Talvi, i saluti del ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Merlo ha anche informato il Presidente Lacalle Pou del fatto che presto la comunità italiana di Montevideo avrà una nuova Sede Consolare, una struttura di oltre 700 metri quadrati, moderna, sicura , Il Sottosegretario agli Esteri Sen. Ricardo Merlo, delegato dal presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella, ha rappresentato l’Italia alla Cerimonia d’insediamento del nuovo presidente di Uruguay, Luis Lacalle Pou.
Durante il colloquio, Merlo e Lacalle Pou hanno reciprocamente sottolineato l’importanza della vasta comunità italiana residente in Uruguay.
L’esponente del governo italiano ha portato al presidente e alla sua signora il saluto del presidente Mattarella; al ministro degli Esteri uruguaiano, Ernesto Talvi, i saluti del ministro degli Esteri Luigi Di Maio.
Merlo ha anche informato il presidente del fatto che presto la comunità italiana di Montevideo avrà una nuova Sede Consolare, una struttura di oltre 700 metri quadrati, moderna, sicura, con personale qualificato in grado di offrire ai nostri connazionali servizi consolari in tempi dignitosi; quella di una rete consolare forte, efficiente e organizzata, infatti, è da sempre una delle priorità del Sottosegretario Merlo in questa legislatura.
Il Senatore ha inoltre invitato il presidente Lacalle Pou e signora a visitare l’Italia, invito accettato di buon grado da parte della coppia presidenziale: “Il presidente e sua moglie mi hanno detto che amano l’Italia, la nostra storia e la nostra cultura”, ha affermato Ricardo Merlo, fondatore e presidente del MAIE – Movimento Associativo Italiani all’Estero, a margine dell’evento.
In occasione della cerimonia d’insediamento, il Sottosegretario Merlo ha avuto modo di incontrare diversi capi di Stati e leader di governo. Tra questi, il presidente del Brasile, Jair Bolsonaro: “Il Brasile – ha scritto Merlo su Instagram, postando la foto col presidente brasiliano – è un Paese in cui vivono milioni di italiani. Con il presidente Bolsonaro abbiamo parlato dell’importanza che riveste, a livello culturale, sociale ed economico, la comunità italiana in quel Paese sudamericano. Tra le altre cose, ho annunciato al presidente che presto apriremo un Consolato a Victoria, Espiritu Santo, cosa che gli ha fatto molto piacere e per la quale ha ringraziato il governo italiano”.
Merlo ha avuto l’opportunità, inoltre, di un colloquio con il Re di Spagna, Filippo VI, il ministro degli Esteri della Repubblica Argentina, Felipe Sola, il ministro degli Esteri messicano, Marcelo Luis Ebrard.
Oggi il Sottosegretario ha visitato la Scuola Italiana di Montevideo: “Da quest’anno i ragazzi della Scuola Italiana di Montevideo visiteranno anche il Parlamento Italiano”, ha fatto sapere Merlo, cosa che è stata accolta con grande entusiasmo dagli allievi e dalle autorità della scuola.
“I fondi che dedichiamo alla promozione delle nostre scuola italiane all’estero sono un vero investimento per il nostro Paese” ha evidenziato Merlo, accompagnato durante tutti gli incontri dall’Ambasciatore.

12 – GRETA BOCCIA LA LEGGE SUL CLIMA DELL’UE: «È LA CAPITOLAZIONE» – BRUXELLES. SENZA VINCOLI NAZIONALI E CERTEZZA DEI TEMPI PER RAGGIUNGERE LA NEUTRALITÀ CLIMATICA NEL 2050, IL REGOLAMENTO NON CONVINCE GLI AMBIENTALISTI. L’ATTIVISTA SVEDESE, INVITATA DALLA COMMISSIONE AMBIENTE: «COSÌ L’EUROPA AMMETTE LA SUA SCONFITTA», di Anna Maria Merlo

È purtroppo la peggiore settimana che si potesse immaginare, tra la tragedia greca dei migranti alla frontiera turca e la crisi del Coronavirus, per la presentazione della legge sul clima, la “locomotiva” del Patto Verde: ieri, la Commissione ha illustrato il progetto di arsenale giuridico che dovrebbe inquadrare il Green New Deal e la strada da percorrere per raggiungere la neutralità climatica nel 2050. E oggi si riunisce il Consiglio Ambiente.

La presidente Ursula von der Leyen ha sottolineato che «la legge sul clima è la traduzione giuridica della nostra volontà politica e ci impegna definitivamente», lo scopo resta soprattutto di dare «prevedibilità e trasparenza all’industria e agli investitori europei» per definire «la strategia di crescita verde» e garantire che «la transizione sarà progressiva e equa». L’attivista Greta Thunberg, invitata dalla commissione ambiente (tra le polemiche, perché in linea di principio gli estranei non possono più entrare all’Europarlamento per il Covid-19), in un discorso di 8 minuti ha denunciato l’ipocrisia Ue, che dopo aver «dichiarato l’emergenza climatica» (ed era «una notizia eccellente»), ora che «la casa brucia voi siete andati a dormire senza nemmeno chiamare i pompieri».

Greta ha parlato di «capitolazione», perché la legge sul clima «manda un segnale che un’azione reale e sufficiente è in corso e invece non è così». Questo giudizio è condiviso anche dalle organizzazioni ambientaliste, a cominciare da Greenpeace: la Commissione sta prendendo tempo per decidere sui tempi della transizione – cosa fare e come entro il 2030 e poi nella traiettoria 2030-50 – perché non c’è maggioranza al Consiglio sugli obiettivi intermedi. I gruppi S&D, Gue e persino Renew vogliono accelerare e stabilire una riduzione del 55% del Co2 entro il 2030 (oggi è 40%), mentre la Commissione adesso aspetta i risultati dell’analisi di impatto, per decidere sui meccanismi di aggiustamento delle emissioni di Co2 alle frontiere, sulla revisione della direttiva sulla tassa dell’energia, per valutare al più tardi dal 2023 e ogni 5 anni la coerenza delle misure nazionali. La Commissione sta rimandando le proposte a settembre, per poter fissare nel 2021 gli sforzi che dovranno essere fatti e come distribuire i 7,5 miliardi della Giusta transizione (alla Polonia dovrebbero andare 2 miliardi, sempre che accetti il Patto).

La prudenza è tale che l’obiettivo della neutralità carbone per il 2050 è stato fissato a livello Ue e non stato per stato, cioè è data la possibilità ad alcuni (la Polonia non lo ha accettato, per esempio) di frenare e andare al di là di questo limite, se altri compenseranno (Austria, Finlandia, Svezia dovrebbero raggiungerlo prima). Dodici ministri dell’Ambiente (Francia, Spagna, Austria, Danimarca, Finlandia, Italia, Lettonia, Lussemburgo, Olanda, Portogallo, Slovenia, Svezia) hanno chiesto alla Commissione di avanzare le proposte per la riduzione entro il 2030 del 50% o del 55% delle emissioni di Co2 non più tardi di giugno, in modo da poter presentare questo piano al vertice Ue-Cina di settembre a Leipzig e fare pressioni su Pechino perché si allinei e anche per arrivare alla Cop26 di Glasgow, a novembre, con qualcosa di concreto.

Ma la Germania, che avrà la presidenza del Consiglio da luglio, resta molto prudente, mentre l’est, Cipro, Grecia e Malta rifiutano. E poi ha ricordato il vice-presidente della Commissione incaricato del Patto verde, Frans Timmermans, «senza soldi non si può fare niente» e la Ue non è ancora riuscita a mettersi d’accordo sul bilancio 2021-2027. Timmermans vuole credere che la legge clima «traduce le parole in atti» e manda un segnale ai «partner internazionali che è arrivato il momento per rivedere al rialzo le ambizioni nell’attuazione degli obiettivi comuni del Patto di Parigi».

Per coinvolgere i cittadini, la Commissione ha aperto ieri una “consultazione pubblica” per il futuro Patto europeo sul clima, a cui ogni europeo può partecipare, con proposte e iniziative. E ha dichiarato il 2121 «anno europeo del treno», per favorire un trasporto sostenibile.

13 – LA RIMONTA DI JOE BIDEN. COME UNA SOAP OPERA CONTRO IL «PERICOLO ROSSO». MEDIA E PRIMARIE. COSÌ IL PARTITO DEMOCRATICO SI È RIALLINEATO CON LA PRECISIONE DI UNA COREOGRAFIA DI BUSBY BERKELEY. Al centro , di Giulia d’Agnolo Vallan da INTERNAZIONALE – New York
Mentre la serata avanzava e la rimonta inattesa di Joe Biden ridimensionava live le prospettive di una grande conquista del Super Tuesday da parte di Bernie Sanders, il sospiro di sollievo collettivo dei commentatori tv era così evidente da trapassare lo schermo. Dopo mesi di crisi d’identità -accentuata da un coverage mediatico più consono alla progressione degli episodi di una soap opera, con personaggi che vengono drammaticamente esaltati e scaricati subito dopo, che a quello di una campagna per la presidenza Usa – il partito democratico si riallineava con la precisione di una coreografia di Busby Berkeley. Al centro.

La rapida successione dei ritiri/endorsement di «Pete» e «Amy», il rientro in scena dal Texas di “Beto” (li chiamiamo così. Come i protagonisti di una soap, appunto), seguiti la mattina di mercoledì da Michael Bloomberg – che oltre all’endorsement ha offerto allo squattrinato Biden le chiavi della cassaforte – hanno dato prova di una disciplina di partito che migliaia di elettori (elevatissima la percentuale di chi ha scelto il candidato nelle 24 ore prima di votare) hanno evidentemente trovato rassicurante. Ancora prima dei risultati, nella giornata di martedì, online, giravano leggende metropolitane secondo cui dietro ai ritiri di Buttigieg e di Klobuchar ci sarebbero state telefonate personali dello stesso Obama, che formalmente però ha finora rifiutato di schierarsi («C’è Obama dietro al movimento per fermare Bernie?», si intitolava un segmento video sul popolare sito politico The Hill).

Rassicurati dal riallineamento dietro a Biden – insieme alla Borsa, che ha dimenticato per un attimo il Coronavirus – sono sembrati anche quelli che Trump chiama con derisione «i liberal media», che molto liberal in realtà non sono e che, nei confronti di Sanders, sembrano aver sposato un atteggiamento da «pericolo rosso», sottolineando appena possono che si tratta di un (candidato) democratico socialista, come fa Breibart News. Va ascritta anche a questo establishment mediatico la responsabilità di aver spinto con intensità martellante la narrativa di queste primarie democratiche sul fattore dell’eleggibilità. Fattore che, non solo non si basa su una scienza oggettiva, ma può variare a seconda di come lo guardi, e che sta trasformando gli elettori stessi in una popolazione di pundits, nevrotici e insicuri, che cambiano candidato ogni giorno (basta un guizzo in un dibattito, un meme particolarmente efficace, o «il» cliché: una donna sarà mai eletta), come gli opinionisti politici, lautamente pagati per la condanna ad imboccarci 24 ora al giorno di news.

In questo panorama di preoccupazione e panico generali, una coreografia coerente come quella messa in scena dai democratici negli ultimi giorni può rendere rassicurante anche la ri-materializzazione improvvisa di Joe Biden («un redivivo dall’aspetto imbalsamato», notava puntualmente un amico martedì notte). Sicuramente cristallizza in modo più efficace lo scontro tra l’ala centrista e quella progressista del partito. Molto meno rassicurante è il sospetto che, dal 2016 a oggi, quel partito non abbia imparato molto.

14 – QUANDO LA CIVILTÀ È CONTADINA – STORIE. STORIA E PROSPETTIVE DI UN’ASSOCIAZIONE NATA NEL 1996 CHE È STATA TRA LE PRIME IN ITALIA A RIPENSARE L’UTILIZZO DELLA TERRA IN CHIAVE ECOLOGICA ISPIRANDO I MOVIMENTI PER LA RINASCITA DELLA CAMPAGNA, da EXTRATERRESTRE di Teodoro Margarita

Un oscuro episodio di cronaca narra di una singolare decisione di un giudice. Essendosi lamentati del canto troppo chiassoso e prolungato anche nel cuore della notte di un galletto troppo vivace, i vicini, portato in giudizio il pennuto, ottennero non la sua soppressione, come avrebbero voluto, ma che gli fossero recise le corde vocali.

PROPRIO UNA PROFONDA E MOTIVATA insurrezione morale verso il tramonto di una civiltà rurale assimilata, omologata ed annichilita da una modernità alienante e spersonalizzante, dovette condurre un gruppo di persone – ciascuno con una storia alle spalle di rivendicazione del significato profondo del canto di quel galletto – davanti a un notaio a Forlì per fondare una associazione dal nome evocativo e potente, Civiltà Contadina. Era il marzo 1996.

NON UN GRAFICO MA UNO DI LORO, Achille Mingozzi, disegnò il logo che da allora accompagna le attività di quel sodalizio: un fiero gallo nero su sfondo bianco. La prima presidente fu Rosa Maria Bertino, vice fu eletto Gino Girolomoni. Girolomoni è stato tra i pionieri dell’agricoltura biologica in Italia, sindaco del suo comune, Isola del Piano, nel Pesarese, nel 1977 scrisse il libro che lo rese famoso La vita ritorna sulle colline. Fu alla guida del movimento di rinascita di una campagna che andava spopolandosi e con la fondazione di Alce Nero pose le basi di quello che negli anni successivi diventò il boom del biologico italiano. Sono stati coltivatori ed imprenditori, pensatori e scrittori, in stretto contatto con intellettuali come Volponi, Ceronetti, Quinzio; in comune i fondatori di Civiltà Contadina hanno avuto la convinzione che nella terra, amata, conosciuta, coltivata, vi sia la soluzione alle problematiche più terribili che l’umanità sta vivendo in questo momento.

RIVENDICARE LE PROPRIE ORIGINI contadine, porre le basi per un modo diverso di stare nei campi praticando la mutua solidarietà tra gli uomini traendo di che vivere dalla terra senza avvelenarla, questo il pensiero profondo che ha originato questa associazione. Il galletto è anche un simbolo molto amato in Romagna, sulla caveja (asta d’acciaio decorata con anelli e immagini allegoriche, ndr) era il giogo dei buoi che trainavano i famosi carri romagnoli, c’era spesso, come ornamento, un galletto di ferro, era un segno di buona sorte.

L’ASSOCIAZIONE CHE AVEVA FINI CULTURALI, come la rivalutazione del patrimonio rurale tradizionale, cominciò le sue campagne incontrando altri esperti come Stefano Tellarini, Isabella Dalla Ragione: essi sono stati i pionieri della riscoperta delle antiche varietà di alberi da frutta che prima della standardizzazione imposta dai sistemi di surgelamento e dalla grande distribuzione, erano migliaia.

NEL 1999 I SOCI FONDATORI proseguiranno le loro strade, Alberto Olivucci sopraggiunge e ci racconta di come e perché Civiltà Contadina diventò l’associazione di salvatori di semi che ancora oggi prosegue la sua missione. La problematica delle sementi, la necessità di avere un proprio vivaio in azienda e di non dipendere dalle multinazionali che controllano la quasi totalità del mercato sementiero mondiale, la necessità di riprendere in mano, come i contadini hanno fatto da quando l’agricoltura esiste sulla terra, il dovere di opporsi al dilagare degli Ogm anche nel nostro paese, spinse Olivucci a cercare le migliori esperienze fuori dai nostri confini. Negli Stati Uniti, la rete più estesa al mondo, erano già allora circa cinquantamila i seedsavers organizzati in due distinte organizzazioni che si proponevano di recuperare le sementi native americane e contemporaneamente di riconoscere e valorizzare le sementi che gli immigrati europei, tra i quali molti italiani, avevano portato con sé agli inizi del Novecento. E’ l’epopea del peperone «Joe Nardello», una antica varietà lucana creduta perduta da noi ma salvata dai seedsavers americani.

QUESTE COSE OLIVUCCI LE RACCONTA nel primo libro edito in Italia sul tema – Salva i semi con i seedsavers – nel 2000. Il rapporto con la grande e famosa associazione francese Kokopelli, comportò la svolta: Civiltà Contadina diventò la prima associazione nazionale di salvatori di semi in Italia. Se inizialmente molti semi arrivarono dai cataloghi francesi ed americani, l’ampliarsi del sodalizio comportò il lavoro di ricerca delle sementi orticole dimenticate ricercate e recuperate capillarmente nella penisola.

L’ARCA DEI SEMI RIMANE la campagna più importante e ragione fondante di Civiltà Contadina. In collaborazione con Gianfranco e Daniele Zavalloni, successivamente si arrivò alla traduzione e pubblicazione di un manuale australiano, gli autori Michel e Jude Fanton, giudicato più immediatamente fruibile anche dal pubblico italiano, con un paziente lavoro di adattamento: il Manuale pratico per salvare i semi e difendere la biodiversità fu edito a cura di Civiltà Contadina e del Gruppo per la Ricerca delle Tecnologie Appropriate di Cesena.

Momento importante nella storia di tutti i salvatori di semi italiani fu certamente la fondazione della «Rete Semi Rurali», nel 2007, associazione di secondo livello, organismo che attualmente si rapporta con il Ministero per le Attività Agricole e Forestali e con gli enti addetti alle politiche agricole a tutti i livelli, regionali e nell’Unione Europea. Civiltà Contadina fu tra coloro che la costituirono.

LA FONDAZIONE DELLA RSR SI RENDE necessaria in quanto anche altre associazioni non solo di seedsaver – dal Consorzio della Quarantina di Genova a Crocevia di Roma ed altri – erano fermamente convinte che insieme ci si poteva battere meglio per far valere le ragioni di un mondo sempre più organizzato e strutturato a difesa della specifica biodiversità italiana. Ulteriore sviluppo nel seno dell’associazione è stato la nascita dei gruppi locali, radicati soprattutto nelle regioni del nord Italia, questi hanno incrementato la collaborazione di Civiltà Contadina con realtà le più varie, dalle scuole di ogni ordine e grado, dal Politecnico di Milano all’Accademia di Belle Arti di Brera, ai Centri Sociali, alle parrocchie.

LA RELAZIONE CON I MOVIMENTI internazionali per l’agricoltura contadina è stata continua e prosegue. Nell’agosto del 2003 una delegazione di Civiltà Contadina è stata presente sul Larzac, luogo altamente simbolico, quando il leader della Confédération Paysanne, Josè Bové, finalmente liberato fu riaccolto da una manifestazione di duecentomila persone. L’attuale presidente, contadino ed architetto abruzzese è Cristiano Del Toro. Se alle origini, in assenza di Internet, non esistevano altre possibilità di reperire sementi se non attraverso associazioni organizzate, l’avvento dei social inizialmente ha penalizzato Civiltà Contadina, ma è stata una crisi di crescita dice Del Toro. Oggi l’associazione, rinnovata e con più contatti di prima, sa ascoltare e stare al passo con i tempi, per esempio aggiornando ed informatizzando quel vero e proprio tesoro che è l’Index seminum ossia l’insieme della preziosa biodiversità espressa dai semi recuperati e salvaguardati, nel corso di questi anni, da migliaia di soci.

ALTRE CAMPAGNE SONO IN PREPARAZIONE, i materiali nuovi per la divulgazione, insomma, quel galletto è necessario che canti ancora la sua canzone di fertilità per la campagna italiana. Per sostenere Civiltà Contadina e per raggiungere i gruppi locali si può visitare il sito www.civiltacontadina.it dove si è guidati per iscriversi. L’associazione ha una sua pagina sempre aggiornata e un suo gruppo Facebook.

15 -CHI PAGHERÀ IL CONTO DELL’ECONOMIA IN QUARANTENA- CONTAGIO ED ECONOMIA. CONTENERE IL CONTAGIO NON È SUFFICIENTE SE NON SI GUARDA ANCHE AGLI EFFETTI DI QUEL CONTENIMENTO. ED È QUI CHE I GOVERNI E GLI ORGANISMI SOVRANAZIONALI APPAIONO ANCORA BALBETTARE, ( di Pier Giorgio Ardeni da Il Manifesto)

Anche se l’Economist afferma che «un rallentamento dell’economia globale sia improbabile anche se possibile», è pur vero come ormai appaia inevitabile che dobbiamo prepararci ad una nuova, brusca, recessione. Per quanto sembri incredibile, la diffusione di un virus che provoca una serie di malattie respiratorie, il cui tasso di mortalità si sta dimostrando più alto delle normali influenze, sta provocando una serie di effetti a catena sull’economia e il corpo sociale dell’intero pianeta. Per ragioni che non sono né tutte economiche o meramente sanitarie.

In primo luogo, il Covid-19, della categoria dei coronavirus, è un virus nuovo per il quale non esistono ancora cure sperimentate, né tantomeno vaccini. L’Organizzazione Mondiale della Sanità avverte che «è ora il momento di intervenire con misure di contenimento e di sostegno ai sistemi sanitari». La comunità scientifica internazionale appare concorde, nonostante Big Pharma, sul da farsi. Ma molti governi appaiono titubanti, soprattutto dove i sistemi sanitari nazionali erano stati depotenziati e privatizzati.

Gli effetti che più percepiamo tutti sono quelli che riguardano la vita giornaliera di ognuno di noi e delle nostre comunità. C’è chi ha parlato di “peste” ma è pur vero che come ogni malattia i cui contorni non sono chiari, la nozione che questa si diffonda per contatto e per vicinanza è divenuta il suo tratto fondamentale. Sarà pur anche una forma influenzale più aggressiva, come qualcuno la dipinge, ma i suoi effetti potrebbero essere potenzialmente molto distruttivi e i paragoni con la spagnola o l’asiatica alimentano una percezione apocalittica dell’evento.

E i governi di molti paesi, per limitarne la diffusione, non hanno potuto far altro che provvedere a limitare le occasioni di contatto e socializzazione, veicolo immediato di contagio (la risposta “medievale”, è stato detto).

Ma mettere una società in quarantena porterà ad un devastante effetto a catena. Perché affrontare il contagio per prevenirlo non è solo un problema che riguardi solo i sistemi sanitari e la loro capacità di affrontare l’epidemia, ma l’intero governo della società e dell’economia.

Oggi appare fin troppo facile lamentare lo smantellamento progressivo cui negli anni è stato sottoposto il nostro sistema di sanità pubblica, come quello di molti altri paesi, dove le esigenze di garantire una copertura universale e in grado di rispondere alle esigenze tutte della società – in emergenza come nella “normalità” – sono state spesso messe in secondo piano di fronte ai richiami efficientisti e economicisti, guardando più al bilancio che ai risultati.

Eppure, solo martedì scorso i governi del cosiddetto G7, Italia inclusa, si sono riuniti non riuscendo ad esprimere altro che “solidarietà”. Nessun passo concreto è stato fatto. Contenere il contagio non è sufficiente se non si guarda anche agli effetti di quel contenimento. Ed è qui che le risposte dei governi e degli organismi sovranazionali appaiono ancora balbettanti.

È fin troppo chiaro prevedere gli effetti immediati di quel contenimento e della paura che il virus sta generando: diminuzione drastica del turismo, cancellazioni di voli e viaggi, attività culturali e ricreative ridotte al minimo, scuole e università chiuse, il bilancio familiare di milioni di famiglie sottoposto a stress.

Le attività commerciali, le piccolissime imprese dedite a ristorazione e ad attività culturali, le librerie, le compagnie teatrali, non solo le grandi compagnie aeree ma hotel e tour operator, non solo gli organizzatori di grandi eventi – saloni dell’auto, fiere del libro – ma i milioni di addetti dell’indotto ne soffriranno. Milioni di lavoratori, migliaia di imprenditori, professionisti, operatori.

Si è già avvertito il riflesso pavloviano della risposta dei governi: il vincolo di bilancio. Se questo oggi non è solo uno shock come fu quello che diede inizio alla crisi del 2008 – che fu finanziario e poi reale – non è neppure come quello che originò la Grande Depressione del ’29. È questo un puro shock esogeno che mette in ginocchio settori dell’economia, che provocherà non solo calo delle vendite e dei profitti, ma chiusura di attività, calo del reddito, disoccupazione.

Certo, le armi a disposizione dei policy makers economici appaiono spuntate: cosa può un taglio del tasso d’interesse di fronte ad un calo dell’offerta dovuto ad un calo della domanda imposto e provocato dal contagio?
Ma è qui che l’esperienza ci fa preoccupare: non sarà che alla fine a pagare questa crisi verranno ad essere, di nuovo, i lavoratori precari, i “licenziabili”, le partite Iva, le donne, e più in generale i ceti meno abbienti? Invocare i vincoli di bilancio, pregare perché l’Ue ci conceda, bontà sua, maggiore “flessibilità”, non sarà alla fine che la dovremo pagare con nuovi tagli e nuova riduzione della spesa (sanitaria, per la ricerca, sociale), per accorgersi di nuovo di quanto sarebbe stato meglio investire in sanità, ricerca e infrastruttura sociale? Le premesse ci sono tutte, nonostante il governo “più di sinistra” (sic) della nostra storia repubblicana.

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