2608 SANDIROCCO: LA REALTA’ DELL’EMIGRAZIONE HA CONSEGUITO IL SUO NATURALE E LOGICO SBOCCO ISTITUZIONALE

20070122 12:32:00 stefy

Attraverso la elezione nella Circoscrizione estero (istituita a seguito della modifica della Costituzione della Repubblica italiana) dei 18 parlamentari si può affermare che la rappresentanza dell’elettorato italiano oggi assume il carattere di un’aderenza compiuta alla società nazionale.

La realtà antica dell’emigrazione dal nostro paese, il cui avvio coincide di fatto con la costituzione dello Stato unitario e che si traduce oggi nella presenza di numerose ed estese comunità di nostri connazionali nelle più disparate entità statuali dei vari continenti nel mondo, ha finalmente conseguito il suo naturale e logico sbocco istituzionale attraverso la rappresentanza, limitata ma pur sempre significativa, nel parlamento nazionale.
Già nel corso del dibattito svoltosi in parlamento, ma anche nell’agone politico più generale, si possono verificare i primi effetti positivi della presenza di questa rappresentanza.
Un primo effetto positivo, capace di richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica in generale e delle istituzioni in particolare, era derivato dalla costituzione, alla fine degli anni ’80 del secolo scorso del Consiglio Generale degli Italiani all’estero (il CGIE).
Questo organismo, composto di oltre 60 membri eletti all’estero e di 25 membri di nomina governativa (designati da partiti, sindacati, associazioni ed enti vari) ha contribuito, nel corso di poco meno di 20 anni, con intelligenza e spirito costruttivo a svelare al popolo italiano e alle sue istituzioni la realtà della nostra emigrazione, il ruolo svolto da tante nostre comunità nei più disparati paesi e come queste comunità abbiano tenuto alto il prestigio dell’Italia nel mondo.
Oggi, tuttavia, di fronte ai risultati elettorali all’estero, risultati che hanno lasciato perplessi tanti “tartufi” della politica e tanti benpensanti che avevano dato per acquisite irrevocabilmente alla destra la maggior parte delle nostre comunità, occorre tener presente un altro elemento che contribuisce a comprendere la realtà degli italiani all’estero e che i “soloni” della politica di destra (e non solo di destra…) farebbero bene a considerare attentamente. E cioè: il modo in cui si è articolata la campagna elettorale nella Circoscrizione estero, il dibattito che si è svolto e il fatto che i candidati che si sono collocati nel centrosinistra, soprattutto in Europa, ma anche nel resto del mondo (Australia, Canadà, America Latina) dimostra che l’accanimento settario, provincialistico, rabbioso e oltraggioso nello scontro politico non paga; i nostri connazionali rifiutano la prepotenza nella politica, l’insulto dell’avversario, la strumentalizzazione e l’uso del potere ai fini dell’arricchimento personale. A tutto questo hanno detto no. E nel modo di svolgimento della loro campagna elettorale nei vari paesi e nelle condizioni più disparate hanno saputo mantenere un contegno rigorosamente dignitoso anche quando lo scontro elettorale assumeva toni ed espressioni molto forti e anche molto duri.
C’è qui, a mio giudizio, un elemento distintivo dei nostri connazionali all’estero rispetto al modo di concepire e promuovere l’azione politica e il confronto elettorale che si è venuto affermando in Italia.
Credo che ciò dipenda dal fatto che gli italiani che hanno vissuto e operato tradizionalmente all’estero hanno anche assimilato un modo più serio, meno sguaiato e truculento di concepire il confronto e lo scontro politico ed elettorale. Se mi è consentita una considerazione personale voglio affermare che la mia lunga permanenza nel CGIE e la relativa esperienza mi hanno indotto a questa profonda convinzione, suffragata anche da incontri ed esperienze concreti.
Uno di questi incontri riguarda un dirigente di associazione di emigranti italiani in Germania e giornalista arguto e perspicace: era Bruno Zoratto. Zoratto era un dirigente politicamente schierato, anzi, irriducibilmente schierato. Ma la sua appartenenza dichiaratamente di destra non gli ha impedito di valutare sempre oggettivamente le ragioni degli altri e di trovare, infine, i punti di contatto e gli elementi di convergenza nell’interesse dei nostri connazionali all’estero.
Io ero avversario di Bruno Zoratto, ma il suo modo di essere e di impegnarsi nel confronto politico non mi ha impedito di essere anche suo amico.
Sono certi che la presenza della pattuglia dei 18 parlamentari eletti all’estero (12 alla Camera dei deputati e 6 al Senato) darà un contributo alla sprovincializzazione del confronto parlamentare e alla sua collocazione su un terreno più costruttivo e più aperto alla serena valutazione delle ragioni dell’altro.
Luigi Sandirocco, membro CGIE e Presidente FILEF

 

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EmiNews 2007

 

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