10976 News dal Piemonte

20131216 22:19:00 guglielmoz

0 – IRPEF, aumenti lacrime e sangue non dovuti, ma voluti
1 – Un’altra Europa è possibile, ma non quella delineata dal neosegretario della lega, Matteo Salvini.
2 – La maggioranza continua a rinviare, incapaci di giungere ad una proposta sulla modifica della legge elettorale regionale si barricano dietro la sentenza della Consulta rispetto all’abolizione del Porcellum
3 – Oggi in Commissione Bilancio non abbiamo iniziato l’esame del disegno di legge di riordino nel settore dell’Ict piemontese, ma siamo fortemente preoccupati per gli intendimenti enunciati dall’assessore Ghiglia in merito al futuro del Csi-Piemonte.
4 – POLITICA. Torniamo in piazza per riprendere quel discorso che abbiamo interrotto da troppo tempo: domani e sabato aderiamo alle manifestazioni dell’ANPI, dei sindacati e degli studenti
5 – SANITA’ . In questi giorni tutte le consigliere regionali del Piemonte hanno ricevuto una lettera molto toccante di una cittadina, rilanciata da numerose altre cittadine.
6 – TRASPORTI / Question Time sulla Cuneo-Nizza. La Regione vuole inaugurare entro il 15 dicembre il Sistema Ferroviario Regionale: ma i tempi sono stati calcolati o è un salvataggio in calcio d’angolo?
7 – LAVORO / Oggi, Giornata mondiale dei diritti umani, è emerso che la FIAT discrimina i lavoratori disabili: la Regione affronti subito la questione
RASSEGNA STAMPA DAL PIEMONTE
http://www.monicacerutti.com/index.php/rassegna-stampa/rassegna-2013/
DALLE PROVINCIE
http://www.monicacerutti.com/index.php/rassegna-stampa/rassegna-dalle-province-piemontesi/

0 – IRPEF, AUMENTI LACRIME E SANGUE NON DOVUTI, MA VOLUTI
Oggi in Commissione abbiamo affrontato il tema dell’autorizzazione all’esercizio provvisorio del bilancio per il 2014 e le variazioni all’addizionale regionale IRPEF. Non possiamo non rilevare una presa di distanza anche da parte di alcuni gruppi della maggioranza sulla scelta di non approvare da subito il bilancio per il 2014 e invece affidarsi all’esercizio provvisorio che conferma la sensazione di instabilità dei conti regionali. Al contrario l’approvazione del bilancio 2014 entro il 31 dicembre sarebbe stato un segnale importante di operosità e di attenzione alle difficoltà che la cittadinanza sta vivendo.
Non possiamo essere d’accordo sull’articolazione degli scaglioni di reddito previsti per le maggiorazioni all’aliquota dell’addizionale regionale IRPEF. Crediamo che si debbano rivedere in modo da provare ad alleggerire il peso in particolare per i redditi della seconda fascia, quelli compresi tra 15.000 e 28.000 euro, che risultano essere i più tartassati, in quanto non possono godere di alcune agevolazioni, come quelli sotto i 15.000 euro.
Ci sembra inoltre del tutto insufficiente l’unica misura “sociale” prevista che è la detrazione di 200 euro per ogni figlio portatore di handicap con restrizioni sulla base del reddito.
In particolare vorremmo che fosse chiaro che quest’aumento dell’addizionale IRPEF viene fatto per far quadrare i conti e non è quell’incremento automatico così come si presumeva in base al piano di rientro sulla Sanità.

1 – UN’ALTRA EUROPA È POSSIBILE, MA NON QUELLA DELINEATA DAL NEOSEGRETARIO DELLA LEGA, MATTEO SALVINI
Nello stesso giorno dell’assemblea del Carroccio a Torino, al congresso regionale piemontese di Sel abbiamo discusso della nostra appartenenza alla famiglia del Socialismo europeo, in una logica che sia di rilancio del modello sociale europeo, solidale e inclusivo, con una necessaria svolta radicale dalle attuali politiche economiche recessive.
Non nascondiamo le nostre preoccupazioni, invece, che l’insofferenza verso queste politiche, imposte dalla UE, la cui manifestazione più evidente è il recente fenomeno dei forconi, possa essere intercettato dai messaggi, lanciati oggi dal Carroccio, che hanno una portata eversiva, come un’accelerazione verso l’indipendenza del Veneto.
A Torino le delegazioni euroscettiche, provenienti da diversi Paesi, compresa quella del Fronte Nazionale di Le Pen, hanno auspicato l’elaborazione di politiche comuni con la Lega, a partire dall’immigrazione e dal fisco.
Noi speriamo, al contrario, che le elezioni europee siano l’occasione perché la sinistra ritorni ad essere capace di rappresentare il disagio, contrastando efficacemente chi si sta contendendo la rappresentanza della riabbia, dal Movimento 5 Stelle a Forza Italia, per arrivare alla Lega, che con il nuovo segretario Salvini sembra voler ridare fuoco alle polveri, amplificando rancore e risentimento.

2 – LA MAGGIORANZA CONTINUA A RINVIARE, INCAPACI DI GIUNGERE AD UNA PROPOSTA SULLA MODIFICA DELLA LEGGE ELETTORALE REGIONALE SI BARRICANO DIETRO LA SENTENZA DELLA CONSULTA RISPETTO ALL’ABOLIZIONE DEL PORCELLUM
La maggioranza continua a rinviare, incapaci di giungere ad una proposta sulla modifica della legge elettorale regionale si barricano dietro la sentenza della Consulta rispetto all’abolizione del Porcellum: prima di pronunciarsi dicono di voler conoscere le motivazioni della sentenza.
E’ vero che l’abolizione della legge elettorale scritta da Calderoli potrebbe indirettamente avere dei risvolti anche su quella regionale nella parte che prevede il listino, ma è anche vero che se ci fosse un accordo sull’abolizione di questo si potrebbe benissimo procedere.
Noi crediamo che le questioni prioritarie da affrontare siano due, ovvero il premio di maggioranza e la doppia preferenza, quest’ultima modifica per noi irrinunciabile nonostante l’ostilità di molti gruppi di maggioranza e qualcuno di opposizione.
La discussione sulla legge elettorale è un ulteriore segno che ci indica l’incapacità di questa maggioranza: ormai la legislatura è in fase avanzata ed è impensabile che si possa fare seriamente una nuova legge. Crediamo che il rinvio della discussione a gennaio sia il segnale della volontà di lasciare le cose allo stato attuale delineando un’ulteriore dimostrazione di irresponsabilità politica.

3 – OGGI IN COMMISSIONE BILANCIO NON ABBIAMO INIZIATO L’ESAME DEL DISEGNO DI LEGGE DI RIORDINO NEL SETTORE DELL’ICT PIEMONTESE, MA SIAMO FORTEMENTE PREOCCUPATI PER GLI INTENDIMENTI ENUNCIATI DALL’ASSESSORE GHIGLIA IN MERITO AL FUTURO DEL CSI-PIEMONTE.
Ci viene richiesta l’approvazione veloce della legge, che di fatto apre la strada allo spezzettamento del Consorzio, perché la Giunta possa approvare la delibera sull’informatizzazione sanitaria con la regia del Csi-Piemonte, discussa la scorsa settimana in Commissione. Altrimenti la delibera potrebbe essere ritirata.
Crediamo che questa sia una logica inaccettabile. Non si possono firmare cambiali in bianco, affinchè la Regione finalmente porti avanti nell’ambito sanitario, ciò che avrebbe dovuto fare già all’inizio della legislatura, realizzando risparmi, vale a dire l’omogeneizzazione del sistema informativo. La regia di questo processo è naturale che vada in capo ad un unico soggetto, il Csi-Piemonte, l’ente strumentale della Regione stessa. Altre scelte presuppongono costi aggiuntivi, che peserebbero sulle risorse pubbliche, a vantaggio di profitti privati.
Siamo invece all’assurdo, che la strada naturale sia subordinata al possibile spezzettamento del Consorzio, che dunque non sarebbe più in grado di fare sistema come auspicabile. Non possiamo accettare questo aut aut, che crediamo non vada neanche nella direzione del mantenimento dei livelli occupazionali, come dichiara l’assessore Ghiglia.
Noi chiediamo al contrario l’inizio di una vera discussione, con il coinvolgimento anche dei lavoratori e lavoratrici, con le organizzazioni sindacali, non in una logica meramente conservativa dello status quo, ma neanche avvallando a scatola chiusa una riorganizzazione, che, solo nel migliore dei casi, possiamo ascrivere all’idelogia dell’intervento “salvifico” del privato. Vorremmo ragionare su dati: capire se è stato valutato il potenziale impatto positivo in termini di maggiore efficienza, che potrebbe derivare, ad esempio, dalla centralizzazione di tutte le attività IT delle ASR in capo al CSI. E se si sono considerati, al converso, gli impatti che deriverebbero dalla suddivisione tra attività di carattere strategico/d’indirizzo e progettazione, produzione ed erogazione dei servizi, o da un possibile, non ben definito, spezzettamento. La buona politica non decide senza una chiara idea degli impatti e dei risultati in termini di efficienza ed efficacia della spesa pubblica, anche perché gli elementi di inefficienza burocratico-amministrativa non sarebbero risolti da un eventuale percorso di “privatizzazione”, ma, plausibilmente, enfatizzati. Noi riteniamo che solo con queste stime potremo salvaguardare concretamente i livelli occupazionali e l’interesse pubblico, anche a medio e lungo termine.
In questa direzione abbiamo presentato diversi emendamenti al disegno di legge di riordino dell’Ict, che inizieremo ad esaminare lunedì prossimo in Commissione.

4 – TORNIAMO IN PIAZZA PER RIPRENDERE QUEL DISCORSO CHE ABBIAMO INTERROTTO DA TROPPO TEMPO: DOMANI E SABATO ADERIAMO ALLE MANIFESTAZIONI DELL’ANPI, DEI SINDACATI E DEGLI STUDENTI
In questi giorni abbiamo assistito alla rivolta dei forconi e alla rabbia di chi non riesce più ad andare avanti. Oggi, più che mai, è necessario fare dei distinguo: dentro una piazza strumentalizzata da una destra violenta e populista, c’erano anche cittadini comuni che, ignorando le sigle politiche che erano dietro alcune manifestazioni, hanno voluto urlare il loro disagio contro un certo tipo di politica.
Il Governo Monti prima e quello Letta adesso sono il simbolo dell’austerità e dell’iniquità: noi ci siamo sempre opposti a questo tipo di politiche. Lo dicevamo ieri e lo ribadiamo oggi. Se dunque con forza dobbiamo prendere le distanze dai violenti e da coloro che si rifanno al fascismo, dobbiamo anche tornare nelle piazze delle nostre città per parlare a quei cittadini la cui disperazione in questi giorni è stata strumentalizzata. Noi dobbiamo riprendere quel discorso che abbiamo interrotto da troppo tempo con la parte di questo Paese che più sta soffrendo la crisi.
E’ per questo che domani e sabato aderiremo alle manifestazioni che si terranno a Torino. Siamo con l’ANPI per la difesa della democrazia e contro la violenza. Siamo dalla parte dei sindacati contro i provvedimenti che questa Giunta regionale ha assunto in materia di sanità e politiche pubbliche, ma anche contro i provvedimenti iniqui di questo Governo. Siamo dalla parte degli studenti che vogliono dalla Regione Piemonte politiche differenti su sanità, welfare, diritto allo studio, trasporti e cultura.
La politica deve essere in grado di ascoltare e veicolare il disagio della cittadinanza; il nostro obiettivo deve essere quello di riavvicinare la politica alla gente per bene che soffre la crisi economica.

5 – SANITA’ . In questi giorni tutte le consigliere regionali del Piemonte hanno ricevuto una lettera molto toccante di una cittadina, rilanciata da numerose altre cittadine. Con estrema dignità e sensibilità questa donna piemontese ci ha raccontato la sua storia, che non vogliamo strumentalizzare e mercificare, e ci ha espresso le sue preoccupazioni. Ci ha detto di aver conosciuto “un’eccellenza nel traballante panorama della sanità piemontese: la Breast Unit delle Molinette, presso il San Lazzaro. Un team di medici competenti (chirurghi, chirurghi plastici, oncologhe, psicologhe, dietiste, patologi) che affrontano i casi nei loro vari aspetti e nel corso del tempo, ed un team di infermiere davvero straordinarie per umanità e livello di specializzazione. Locali allegri, appena ristrutturati“.
Il fatto che questa cittadina denuncia è che la Breast Unit delle Molinette dovrebbe “essere smantellata e trasferita al Sant’Anna, dove non verrà ricostituita se non nel nome“. Dice: “Forse i chirurghi si trasferiranno, ma di certo non il team delle infermiere e gli altri specialisti. Un altro reparto di senologia che scompare, nonostante l’incidenza del tumore al seno in Piemonte sia di una donna su 8 e sia in crescita“. Questa donna piemontesi si interroga, come noi, sul futuro della sanità piemontese e sulla continuità della cura, oltre che sulla dispersione dell’immenso patrimonio umano.
Questa mattina la presidente della Commissione Sanità del Consiglio Regionale, Carla Spagnuolo, ha chiesto all’assessore Cavallera di riferire sulla vicenda che ci è stata sottoposta. Che fine farà questa unità operativa? Il direttore della Direzione Sanità, Sergio Morgagni, ha rassicurato sul fatto che non si stia procedendo ad alcuna chiusura o diminuzione del servzio offerto. Si tratta, come da lui dichiarato, del trasferimento graduale della residua attività chirurgica del San Giovanni Battista alla Breast Unit del Sant’Anna, così come previsto dal Piano Sanitario per la Città della Salute.
E’ nostro compito vigilare rispetto alla garanzia dei servizi offerti, anche in relazione alla, contrastata da me e dagli altri consiglieri dell’opposizione, chiusura dell’Ospedale Valdese di Torino. La lettera che ci ha scritto questa paziente torinese è preziosa perché ci permette di misurare il livello di preoccupazione della cittadinanza rispetto alla situazione sanitaria piemontese e ci serve per tracciare una mappa dei disservizi: tutti dovrebbero seguire questo esempio fornendoci informazioni sui presidi ospedalieri della regione.
In più occasioni ci siamo impegnati nella difesa dell’ospedale Valdese presentando atti in Consiglio regionale: interrogazioni, question time e ordini del giorno. Continueremo a fare così. Vigileremo sull’attività dell’assessorato per difendere tutti i presidi di eccellenza sanitari piemontesi.

6 – TRASPORTI / Question Time sulla Cuneo-Nizza. La Regione vuole inaugurare entro il 15 dicembre il Sistema Ferroviario Regionale: ma i tempi sono stati calcolati o è un salvataggio in calcio d’angolo?
Oggi abbiamo presentato in Consiglio regionale un Question Time in merito alla linea ferroviaria Cuneo-Nizza per sapere quali provvedimenti urgenti intendesse prendere concretamente la Giunta sul numero di corse, senza procedere con la riduzione prevista da 16 a 4 linee. Il Governo infatti, in seguito ai recenti accordi bilaterali, ha auspicato un rilancio della tratta.
La Giunta regionale ci ha informati che si è posta l’obiettivo, a saldo di risorse invariate, di attuare il Sistema Ferroviario Regionale dal 15 dicembre 2013, ciò al fine di velocizzare i collegamenti ferroviari tra i capoluoghi di provincia e regionali. Inoltre l’assessorato regionale ai Trasporti ha proposto una prima ipotesi di ridefinizione della competenza amministrativa della Cuneo-Ventimiglia in capo al Ministero dei Trasporti. L’obiettivo, dicono, che è quello di potenziare il trasporto verso la Liguria ed in particolare bilanciando rispetto alla direttrice Torino-Genova. Inoltre è stato richiesto di prevedere che la competenza amministrativa sulla tratta Cuneo-Breil/Nice-Ventimiglia sia assegnata al Ministero dei Trasporti e delle infrastrutture.
Il 15 dicembre è dietro l’angolo, alla luce di quello che ci è stato detto ci chiediamo se l’assessorato abbia previsto i tempi giusti o se è un semplice salvataggio in calcio d’angolo. .

7 – LAVORO / Oggi, Giornata mondiale dei diritti umani, è emerso che la FIAT discrimina i lavoratori disabili: la Regione affronti subito la questione
Le istituzioni non si possono e non si devono fermare mai. Questa mattina il Consiglio regionale del Piemonte ha incontrato i delegati sindacali della FIOM che hanno messo in evidenza come sia necessario tenere saldo il legame tra le Istituzioni e i lavoratori nel tentativo di colmare quel vuoto che potrebbe alimentare malpancismi che, se sottovalutati, potrebbero creare disagi sociali ancora più gravi di quelli che stiamo osservando in questi giorni.
I lavoratori ci hanno descritto le problematiche che attualmente vivono gli operai della Berco, della De Tomaso e della Agile (ex Eutelia), tanto per citarne alcune, ma tra tutte le situazioni drammatiche una ci ha colpito in modo particolare: stiamo parlando dei lavoratori disabili della FIAT. Un po’ di storia: ci è stato detto che intorno al 2000 è stato formato un ente denominato servizi generali che racchiudeva molti lavoratori disabili o reduci da infortuni sul lavoro provenienti dagli stabilimenti FIAT, in totale 150 lavoratori. Nel 2004 questi lavoratori vengono esternalizzati e l’azienda torinese vende il servizio alla società INFATECNO. Tuttavia, dopo la vendita, gli appalti di lavoro hanno tenuto conto del grado di disabilità e della storia dei singoli dipendenti.
Oggi un ulteriore passo. FIAT riduce gli appalti di pulizia e smistamento posta, che sono i compiti che svolgono questi lavoratori, e decide di pagare i servizi non più in base alla quantità di lavoratori, ma in relazione al servizio erogato, una nuova condizione che pone i lavoratori in una situazione di svantaggio rispetto ai normodotati. Puntuale è arrivata la procedura di licenziamento per molti lavoratori disabili.
E’ un atto gravissimo che oggi, Giornata mondiale dei diritti umani, abbiamo voluto mettere in evidenza perché il lavoro è il principio fondante della nostra Costituzione, ma anche il pilastro della dignità umana e siamo convinti che un’azienda non possa ledere i diritti dell’uomo e del lavoratore discriminandolo a causa delle sue condizioni fisiche.
Siamo convinti che l’assessora Porchietto, venuta a conoscenza oggi del caso, si occuperà della vicenda con la serietà che il caso necessita. Vigileremo sugli sviluppi.

RASSEGNA STAMPA DAL PIEMONTE
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