11890 Macché invasione: la vera emergenza è la nuova emigrazione

20151214 15:38:00 redazione-IT

[b]A ZUGLIANO IL DIRETTORE GENERALE DI MIGRANTES, MONS. PEREGO, DENUNCIA: “Macché invasione: la vera emergenza è la nuova emigrazione”[/b]
“Oggi in Italia si dovrebbe parlare molto più di emigrazione che di immigrazione: lo scorso anno, a fronte di 33 mila immigrati per motivi di lavoro, 101 mila italiani si sono spostati all’estero per trovare una occupazione. Tanto che a Londra e a Berlino si sono tornate a vedere scritte sui muri del tipo “Basta italiani!”. E in Svizzera nel Canton Ticino si è svolto un referendum per limitare l’afflusso dei transfrontalieri italiani, passato da 30 mila a 65 mila in breve tempo. E Udine è stata la provincia italiana con un maggior incremento di emigranti”: lo ha denunciato stamani a Zugliano mons. Giancarlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes, nel corso del convegno che ricordato la figura di mons. Luigi Petris, l’indimenticato sacerdote di Ampezzo, predecessore di mons. Perego alla guida della Fondazione della Conferenza episcopale italiana che si occupa di migranti, apolidi, nomadi, marittimi e circensi.

Un fenomeno la cui principale fonte conoscitiva sono proprio due rapporti annuali ideati e promossi da mons. Petris: il Rapporto immigrazione il Rapporto italiani nel mondo.”Purtroppo i mass media non attingono a queste fonti – ha detto mons. Perego -. A fronte di 25 mila carcerati stranieri, vivono in Italia 5 milioni di stranieri di cui 2,5 milioni di lavoratori, 1 milione 870 mila famiglie e 800 mila studenti. Però in 1,5 milioni di articoli dedicati dai giornali al tema dell’immigrazione, la maggior parte sono associati a concetti negativi, come reati e insicurezza”.

Anche la paura dell’invasione, secondo mons. Perego, è un fragile castello di carte. “Nel 2013 c’erano solo 10 mila posti nei Cara (Centri di accoglienza per richiedenti asilo) e 3 mila posti per chi ha visto la domanda accolta. Nel 2014 siamo stati travolti da 66 mila rifugiati e da 100 mila nel 2015. Così abbiamo dovuto creare in fretta e furia un moderno sistema, accogliendo 73 mila persone in 4 mila strutture. Ma per un paese di 50 milioni di abitanti non si può certo parlare di emergenza”, anche perché “solo il 5% dei comuni italiani ha accolto rifugiati”.

In questa situazione si distingue il mondo cattolico: “25 mila rigfugiati, circa un quarto del totale, sono accolti in strutture ecclesiali – ha evidenziato mons. Perego -. Una accoglienza diffusa, personalizzata, umanizzante, perché le 1700 accoglienze ecclesiali vanno dalle 8-9 persone alle 18”.

Riguardo alla situazione friulana è intervenuto don Pierluigi Di Piazza, con una dura accusa al mondo politico che in un clima invernale lascia centinaia di immigrati dormire all’addiaccio: “Il 25 novembre scorso ho scritto al Consiglio regionale, ricordando la nostra Costituzione e le convenzioni internazionali, i diritti umani. Ho anche invitato tutti i consiglieri a guardare ogni tanto e farsi ispirare a quel crocifisso che alcune forze politiche hanno chiesto a gran voce, a mio avviso strumentalmente, di affiggere in aula. Non ho ricevuto alcuna risposta”.

La figura di mons. Petris è stata ricordata con commozione anche dal fratello Carlo e dal sindaco di Ampezzo, Michele Benedetti, che ha auspicato l’intitolazione a mons. Luigi Petris del nuovo centro giovanile della parrocchia di Ampezzo in fase di realizzazione da parte della parrocchia.

Nato ad Ampezzo il 7 agosto del 1939, in giovane età Luigi Petris entrò in Seminario arcivescovile di Udine, vi compì gli studi classici, quindi i corsi di filosofia e di teologia che lo portarono al sacerdozio, ricevuto a 24anni nel 1963. Cappellano a Pontebba per quasi 4 anni, è stato poi missionario tra gli emigranti a Saarbrücken, dove lo aveva preceduto nell’incarico di responsabile nella Missione Cattolica Italiana il friulano mons. Ascanio Micheloni. Si trattenne fino al 1991, anno in cui divenne coordinatore delle Missioni Cattoliche Italiane in Germania, dove operavano 130 missionari divisi in 90 parrocchie, al servizio di oltre mezzo miione di emigrati italiani. Dal 1991 al 1995 ha ricoperto a Roma l’incarico di direttore dell’Ufficio nazionale della Migrantes per la pastorale degli italiani nel mondo e dal 1995 al 2005 quello di direttore generale della Fondazione Migrantes, organismo della Conferenza episcopale italiana per la pastorale delle mobilità umana. A causa di una grave malattia, dopo una lunga sofferenza, è deceduto il 21 dicembre del 2005 ad Ampezzo, dove è sepolto.

http://www.lavitacattolica.it/stories/home/9468_macch_invasione_la_vera_emergenza__la_nuova_emigrazione/#.Vm7TStLhCt8

 

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