9605 “ANNO NUOVO, VITA NUOVA?” Editoriale dell’ultimo numero Spi- Cgil Internazionale

20120118 20:13:00 redazione-IT

Nessuna illusione. Le dimissioni di Berlusconi e l’avvio del Governo Monti, che hanno caratterizzato la fine del 2011, non hanno di per sé risolto i tanti e gravi problemi dell’Italia. Anche in questo inizio del 2012, nonostante la cura da cavallo imposta dal “governo dei tecnici”, che solo la mobilitazione dei lavoratori e dei pensionati è riuscita in parte a contenere nelle sue misure più inique, la nostra economia stenta a decollare e i mercati continuano ad
accanirsi contro di essa.

Ciò che però è veramente cambiato è l’agenda di un Paese tornato a parlare dei suoi problemi reali, della disoccupazione giovanile, della fatica dei pensionati ad arrivare a fine mese, delle difficoltà delle piccole
e grandi imprese di fronte alla concorrenza di un mondo globalizzato.
Dopo anni di bugie, con un premier ad affermare che la crisi non c’era, mentre i suoi avvocati con la complicità dei partiti di maggioranza paralizzavano il Parlamento con leggi ad personam, era davvero illusorio pensare che in pochi mesi si potessero risolvere i guasti di quasi
vent’anni pressoché ininterrotti di berlusconismo.

L’aver evitato un baratro verso il quale stavamo inesorabilmente scivolando non ci ha però messi al sicuro.
Neanche il ritorno ad una condizione di normalità, con un Governo che torna a dialogare con tutti i sindacati e le parti sociali, è di per sé stessa una condizione di garanzia sufficiente per abbassare la guardia.

Come si è evidenziato, già dalle prime settimane di Governo Monti, le forze ostili ad una politica di equità e giustizia sociale sono ancora presenti e agguerrite, oltre che, non va mai dimenticato, sono ancora loro buona parte della maggioranza parlamentare.

Anche in questo 2012 sarà perciò necessario che i Sindacati italiani mantengano saldo il controllo sulle politiche economiche e quell’unità d’azione rivelatasi determinante per modificare in meglio la prima stesura del decreto “Salva Italia” sulle pensioni.

Dopo i sacrifici imposti a quelli che pagano sempre, ora si aspettano scelte di maggior equità, in Italia come all’estero, dopo la mannaia che in pochi anni ha tagliato la quasi totalità delle risorse ad essa destinate e
messo in un angolo la nostra emigrazione.
Anno nuovo, vita nuova, dunque, è il nostro augurio a tutti coloro che la vita la conquistano ogni giorno con il proprio onesto lavoro.

 

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