
Ci saranno sicuramente maggiori spese militari (ci sono già state con la vecchia legge bilancio del 2025, con un aumento di ben il 12% per la Difesa), facendo un po’ di debito (questo sì, concesso) e tagliando inevitabilmente parte della spesa pubblica: probabile la riduzione dei trasferimenti agli enti locali, alle detrazioni per le spese sociali e sanitarie, qualche ritocco (in peggio) alla previdenza. E’ anche probabile che si facciano un po’ di trucchi per far vedere che si rispettano comunque gli impegni: tipo calcolare alcune spese “civili” anche come militari (infrastrutture e logistica) e spostare il grosso della spesa (che, lo ricordiamo, è per la NATO un impegno decennale) dopo il 2027-8, cioè dopo le nuove elezioni italiane e alla scadenza del secondo mandato di Trump.
Con tutti i “se” e tutti i “ma” possibili, la strada intrapresa del riarmo condizionerà le prossime leggi di bilancio dei Paesi europei, tra cui il nostro. La spesa pubblica sarà orientata verso un modello di economia armata e della sicurezza (quello che auspicava come “terzo pilastro” della competitività il Rapporto Draghi), contro la quale dobbiamo batterci con forza. E’ anche questo il senso della prossima edizione dell’Altra Cernobbio (5-6 settembre), organizzata congiuntamente da Sbilanciamoci! e dalla Rete pace e disarmo. Il messaggio che lanceremo è molto chiaro: un’economia civile e disarmata fondata su un modello di sviluppo sostenibile con al centro i diritti, l’ambiente, il lavoro non solo è possibile, ma è necessaria.
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FONTE: https://sbilanciamoci.info/la-finanziaria-che-ci-aspetta/
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