4985 IMMIGRAZIONE: Patrizio Gonnella (ANTIGONE), Reato di clandestinità ''solo propaganda''

20080516 21:10:00 redazione-IT

Un milione di clandestini rischierebbero il carcere, ma penitenziari e Cpt hanno poco più di 100 mila posti letto. E’ la denuncia delle associazioni, che con le comunità dei migranti annunciano una mobilitazione.
E puntualmente, arriva la conferma: alle ore 18,00 di oggi, il vice direttore della Caritas Italiana, Francesco Marsico, dopo l’incontro con Maroni annuncia che ‘Il ministro è intenzionato a non proporre l’introduzione del reato all’interno del pacchetto sicurezza’

ROMA – Occorre creare una rete di opposizione e solidarietà sul tema dell’immigrazione riguardo alle scelte del governo italiano, ma anche nei confronti della direttiva europea in materia di immigrati e rimpatri. È questo l’appello lanciato questa mattina dalla sede dell’Ufficio per l’Italia del Parlamento Europeo da Patrizio Gonnella, presidente dell’associazione Antigone. L’associazione, insieme ad esponenti del mondo politico, dell’associazionismo e delle comunità immigrate ha voluto fare il punto sulla possibilità di un’azione politica e culturale in risposta al pacchetto sicurezza del Governo e alla futura direttiva europea.

Gli eventi di questi giorni riguardo rom e immigrati irregolari non potevano non essere all’ordine del giorno per cui è stata espressa una generale preoccupazione. Responsabilità e mancate opportunità di cambiamento, secondo Pietro Gonnella, sono da additare anche all’esecutivo di centro sinistra, ma quel che sta accadendo è molto più grave. “C’è stato un cattivo governo dell’immigrazione anche nei due anni precedenti. Quello di cui ci dobbiamo preoccupare oggi, però, è la tracimazione verso un razzismo istituzionale, verso un pensiero unico per cui la questione immigrazione è diventata la ‘questione sicurezza’, anche se non ci sono nessi automatici tra la questione immigrazione e la criminalità”. Gonnella si scaglia con forza anche contro la proposta di far riconoscere come reato l’immigrazione clandestina. Secondo il presidente di Antigone si tratterebbe di propaganda. “Oggi – continua Patrizio Gennella – ci sono circa 120 mila persone accertati dalle forze dell’ordine come clandestini. Se teniamo conto che con il decreto flussi sono emersi dalla clandestinità spontaneamente, facendo un atto di richiesta di inclusione sociale, più o meno 600 mila persone e che solamente per una quota minima di esse ci sarà la regolarizzazione, vuol dire che avremo almeno 600 mila immigrati clandestini in Italia. Posso immaginare che almeno altrettanti non si siano dichiarati, quindi possiamo ragionare su almeno un milione di clandestini in Italia. È ovviamente propaganda pensare di introdurre il reato di immigrazione clandestina. Servono un milione di posti letto. I CPT contengono solo 2 mila posti con capienza annua di 19 mila posti col turn over”.

La situazione non cambia se vengono presi in considerazione i penitenziari italiani, già sovraffollati. “Le galere italiane – continua Patrizio Gonnella – in un anno, con il ricambio, possono contenere 80 o 90 mila persone. Sono numeri impossibili. Abbiamo già un sovraffollamento con 53 mila persone a fronte di 43 mila posti letto. Il misto di norme contro la migrazione e norme contro la criminalità farà esplodere il sistema carcerario italiano e se ciò accadesse non dovremmo sorprenderci se ritorneremo a vedere le persone sui tetti nelle galere come accadeva negli anni 80”.

Stessa preoccupazione la esprime Angelo Caputo, di Magistratura Democratica, secondo cui prima di un passo del genere andrebbe attentamente esaminata una precedente esperienza del nostro tempo. “Credo sia anche importante segnalare le formidabili assonanze tra queste tendenze e quelle che abbiamo visto all’opera in questi anni negli Stati uniti dove hanno prodotto il più grande processo di carcerizzazione nella storia contemporanea. Un processo che ha portato il paese americano ad un numero di detenuti pari a 724 su ogni 100 mila abitanti. Questo significa letteralmente avere un carcere in ogni quartiere. Guardare a questo modello, vedere dove ha condotto e i risultati che ha prodotto credo che potrà essere utile”. (Giovanni Augello)

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Il governo non proporrà il reato di clandestinità

La notizia arriva dal vice direttore della Caritas Italiana, Francesco Marsico, dopo l’incontro con Maroni (ore 18,00 di venerdì 16 maggio). ”Il ministro è intenzionato a non proporre l’introduzione del reato all’interno del pacchetto sicurezza”

ROMA – “Maroni è intenzionato a non proporre l’introduzione del reato di immigrazione clandestina all’interno del pacchetto sicurezza”: Così Francesco Marsico, vice direttore della Caritas Italiana, che insieme al direttore Vittorio Nozza ha incontrato nel pomeriggio il ministro dell’Interno, Roberto Maroni.

“Il ministro – sottolinea Marsico – ha riferito di aver ripreso lo studio di tutte le ipotesi legate al tema sicurezza, comprese quelle elaborate prima dell’avvento del nuovo Governo. Tra queste c’era anche il reato di immigrazione clandestina. Ma il governo non intenderebbe proporlo nel novero delle misure che saranno adottate dal prossimo Consiglio dei ministri”.

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