20080530 09:57:00 redazione-IT
Roma, 29 maggio – Si è aperta alle 10.40 la Conferenza nazionale di organizzazione della Cgil, “I nostri valori al lavoro” che durerà fino a sabato alla nuova Fiera di Roma.
Dopo 15 anni, era il novembre del 1993, la Cgil ritorna a riflettere su se stessa, sulla centralità del lavoro e delle condizioni sociali mirando a rafforzare il presidio sul territorio e sui luoghi del lavoro. Un momento di riflessione che punta, inoltre, a rilanciare un rinnovamento generazionale, con l’inserimento di giovani a tutti i livelli di direzione dell’organizzazione, e che mira alla costruzione di un modello di sindacato paritario tra uomini e donne, mettendosi periodicamente alla prova con l’impegno di andare alla verifica degli iscritti.
Sono oltre 950 i delegati, in rappresentanza di tutte le regioni e delle tredici confederazioni nazionali, a partecipare ai lavori. Un evento che chiude un percorso aperto lo scorso 17 dicembre con lapprovazione, da parte del comitato direttivo della Cgil, del documento preparatorio, e che ha visto, dal 21 gennaio, svolgersi ovunque assemblee territoriali, seguite da quelle regionali fino alle conferenze svolte dalla federazioni nazionali di categoria. Sono state oltre 1.600 le conferenze svolte a tutti i livelli che hanno coinvolto oltre 500 mila tra quadri e delegati protagonisti di oltre 52 mila interventi. Un dato straordinario, fotografia del livello di discussione e del coinvolgimento richiesto da un organizzazione sociale come la Cgil.
Cgil: Epifani, i nostri valori al lavoro
Roma, 29 maggio – Porre al governo la priorità di un intervento fiscale redistributivo, dal valore di 5-6 miliardi di euro, sui redditi da lavoro dipendente e da pensione dal valore di 400 euro a testa. Un no secco alla detassazione degli straordinari e delle parti variabili del salario che hanno il solo effetto di dividere i lavoratori. Maggiore attenzione a prezzi e tariffe. Ma, soprattutto, il rilancio della contrattazione ritornando “a sporcarci le mani” nei luoghi di lavoro e nei territori. Sono questi alcuni degli argomenti che il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, ha affrontato nel corso della sua relazione – I valori al lavoro – all’apertura dei lavori della Conferenza di Organizzazione della Cgil Nazionale, da oggi fino a sabato alla Nuova Fiera di Roma. Una conferenza che si svolge dopo 15 anni dall’ultima (novembre ’93) ma, soprattutto, a pochi giorni dal “vero e proprio terremoto” delle ultime elezioni politiche. Una relazione perciò inevitabilmente politica ma che allo stesso tempo si pone “tre chiari obiettivo, tre scelte di fondo che sono tre sfide”: riprogettare il paese riprendendo la parola d’ordine del XV congresso, rilanciare la contrattazione, l’essere della Cgil una rete di servizi e di solidarietà e cittadinanza attiva.
Il nuovo quadro politico pone la Cgil di fronte a domande ineludibili ma, allo stesso tempo, nuove sfide: “Costruiamo obiettivi possibili – ha detto Epifani rivolto al nuovo esecutivo – perche’ solo cosi’ il Paese puo’ uscire dai suoi problemi e recuperare il terreno perso in questi anni: questo e’ il suggerimento e l’invito che si può rivolgere al governo, insieme con l’augurio che, se si vorra’ davvero dialogare con il sindacato, si abbia volonta’ e capacita’ di ascolto, perche’ in caso contrario il dialogo non puo’ funzionare e prima o poi finirà”. Anche se al momento sono diversi i punti di contrasto con il governo, sulle prime misure prese e su quelle annunciate: come sul tema dell’immigrazione, della politica economica, della gestione della vicenda Alitalia, delle prime dichiarazioni sul nucleare e, ultimo, ma solo in ordine di tempo, della vicenda degli statali. "Il quadro che avanza – ha osservato il segretario generale della Cgil passando in rassegna le prime mosse dell’esecutivo – non ci rassicura e lo riscontriamo gia’ dai primi provvedimenti presi, in quelli che si annunciano, in quelli che sono in preparazione". Ed è per questo motivo che è bene stabilire da subito “Patti chiari e amicizia lunga”.
Non mancano riferimenti alla controparte, la nuova Confindustria di Emma Marcegaglia, "un interlocutore serio e rigoroso, una donna di impresa che conosce i risvolti del lavoro industriale, il bisogno del confronto con il sindacato, il rispetto reciproco”. Quello stesso rispetto, puntualizza Epifani, “che è mancato, mi dispiace dirlo, in qualche attacco del presidente uscente di Confindustria”. Corposo il passaggio sulla contrattazione, la missione del sindacato, eppure adesso sotto attacco in un contesto dove riaffiora un certo “paternalismo ottocentesco”: si punta a deregolamentare i rapporti di lavoro, “la globalizzazione è senza regole” e sono “cadute le protezioni statuali" restringendo sempre di più gli spazi di manovra e i poteri dell’azione contrattuale. “Dobbiamo ritornare a sporcarci le mani” invita Epifani dal palco, perché è nella contrattazione, sia nazionale sia di secondo livello, “che si difende la dignità delle persone, si allarga la scelta dello stare assieme e di farsi sindacato”. Un particolare invito lo lancia a favore della contrattazione nel territorio e sociale (dal confronto sui bilanci comunali agli accordi sulla fiscalità locale), ricordando che “c’è troppa distanza ancora tra le possibilità che abbiamo e quello che concretamente facciamo”.
Sul dibattito per la riforma del modello contrattuale, riferendosi al documento unitario Cgil Cisl Uil, dice: “Una proposta alta, ambiziosa, una mediazione di grande valore che mantiene e qualifica le sue funzioni, a partire da quelle salariali, con indicatori nuovi e più sensibili al costo della vita, indispensabili in un fase di ricrescita dell’inflazione”. E che si accompagna all’estensione del secondo livello, che andrà “potenziato a livello aziendale, di sito, di filiera e di territorio per le piccole aziende che non hanno la contrattazione”, con un salario aziendale “che andrà correlato a una serie di indicatori, non a uno solo". Quanto alle prime valutazioni dei lavoratori sul documento di rifomra della contrattazione, Epifani commenta: “Le prime assemblee dimostrano che c’è apprezzamento per la proposta unitaria e la volontà di pesare, orientare, le scelte sulla propria condizione di reddito, normativa e di lavoro. Dobbiamo usare questi giorni per un confronto più esteso possibile con il mondo del lavoro e alla fine trarremo dallo svolgimento delle assemblee, una valutazione quantitativa e di merito che ci dirà se siamo partiti con la determinazione giusta”. Da qui partirà il confronto con Confindustria: "Non sarà una trattativa facile, come sempre, e più difficile di altre. Diventeranno un problema le diverse impostazioni delle controparti, il possibile gioco tra di loro, le stesse differenze che vi sono tra i settori in Confindustria. Non è una sfida tra chi è più furbo e chi è più fesso”.
Non mancano i riferimenti alla condizione economica e sociale del Mezzogiorno, un deferente omaggio alle vittime di Mafia come Falcone e la sua scorta, e al crescente clima di intolleranza nel paese. Sul mezzogiorno, sul cancro della criminalità organizzata, non bisogna abbassare la guardia perchè c’è il rischio “che il nuovo governo sia più attento a porsi il problema della piccola criminalità che di quella grande”, dimenticandosi che spesso “la grande criminalità alimenta la piccola e si ripara dietro di essa”. Mentre sul clima di intolleranza, dopo la critica forte all ipotesi avanzata dal governo di introdurre il reato di immigrazione clandestina "che non ci trova d’accordo, contrario a tutte le norme europee, alla nostra Costituzione, offende il buon senso perché rende reato una condizione, qualche volta neanche scelta liberamente" è forte il grido di Epifani contro l’ intolleranza: “basta alle ronde, basta alla caccia al diverso, basta ai fatti del Pigneto e dell’Università di Roma”.
Con queso quadro e con i compiti per una organizzazione come la Cgil, dice il segretario generale, “abbiamo bisogno di un sindacato aperto e democratico", una Cgil "forte e rappresentativa, meno burocratica, più flessibile e che aumenti la qualità delle sue radici”. Un sindacato che punta alla ricerca e alla formazione, che dovrà divenire “di massa, costante e permanente”, anche grazie "alla scuola di Ariccia che tra poche settimane comincerà a essere riqualificata e ricostruita”. Una Cgil che trova la sua identità nella memoria, un patrimonio enorme da mettere a disposizione dei giovani e che, soprattutto, si fonda sulla “libertà, un’uguaglianza non subita, che ti dà un senso, una dignità, che il sindacato nelle sue pagine più alte ha saputo incarnare, dando voce a chi non l’aveva e liberando molti e molte”. Quella libertà, ha concluso Epifani tra gli applausi, che abbiamo ritrovato “nei giorni scorsi in un paese dell’Umbria, nelle parole di un anziano pensionato che lavora ancora nei campi per vivere: il sindacato è quello che ci difende”.
Cgil: Cantone, "il nostro impegno per una Cgil rinnovata e più rappresentativa"
Roma, 29 maggio – Una Cgil rinnovata, più giovane e più radicata nel territorio, che si pone un obiettivo straordinario: “arrivare nei prossimi tre anni a sei milioni di iscritti, conquistando centomila adesioni all’anno”. Un programma ambizioso, quello delineato davanti a una platea di quasi mille delegati dalla segretaria confederale Carla Cantone nella sua relazione alla Conferenza di organizzazione della Cgil, che si è aperta oggi a Roma.
“Da questa assemblea – ha affermato Cantone – dobbiamo uscire con un impegno chiaro per il rinnovamento e il ringiovanimento, che non significa certo giovanilismo”. La Cgil deve riposizionarsi sul territorio “per rappresentare, contrattare, negoziare, cercando di raggiungere ogni posto di lavoro ed evitando contrapposizioni tra sistema verticale e orizzontale dell’organizzazione”. “Dobbiamo spostare la nostra presenza –ha sottolineato la sindacalista – dai palazzi romani alla periferia, promuovere una nuova leva di rsu e di quadri dirigenti e rendere protagonisti i comitati degli iscritti”.
Una parte dell’intervento della segretaria confederale è stato dedicato al documento unitario di Cgil, Cisl e Uil sulla riforma contrattuale, sulla rappresentanza e sulla democrazia sindacale: per Carla Cantone il documento rappresenta “una sfida a quanti hanno criticato il sindacato giudicandolo troppo autoreferenziale e poco rappresentativo. La posizione unitaria sulla certificazione della rappresentanza e della rappresentatività del sindacato, anche nel settore privato, è un passo decisivo sul versante della democrazia sindacale”. Infine, l’annuncio di un prossimo “Forum nazionale delle donne per superare la discussione attorno agli attacchi ai diritti e alle conquiste delle donne, a partire dalla 194”.
Cgil: Cantone, lascio segreteria per fine mandato
Roma, 29 maggio – La segretaria confederale della Cgil, Carla Cantone, lascerà a breve la segreteria nazionale del sindacato per fine mandato. Lo ha annunciato la stessa segretaria in chiusura del suo intervento alla conferenza di organizzazione del sindacato di Corso d’Italia. "E’ stata un’esperienza esaltante che rafforza il mio orgoglio di appartenenza alla Cgil e che mi consente di guardare avanti sempre e comunque a disposizione dell’organizzazione”, ha detto Cantone, visibilmente commossa e trattenendo a stento le lacrime, dal palco della conferenza che le ha tributato un lungo e caldo applauso. Dopo aver ringraziato i compagni e gli amici, la segretaria di organizzazione della Cgil ha concluso il suo intervento sull’onda di un proverbio popolare, ritrovando il suo spirito emiliano: "non mi metterò a riposo anche perché, come diceva mia nonna, ogni volta che si chiude una porta si apre un portone".
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EmiNews 2008
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