20080531 18:37:00 redazione-IT
L’esperienza della migrazione e’ comune a tanti di noi emigranti e seconde generazioni e anche a tantissimi immigranti che arrivano in Italia in cerca una sorte migliore. Il continuo aggiungersi di nuove etnie alla etnia indigena, crea di fatto un incontro culturale che sfocia nella multiculturalità.
La multiculturalità è un dato di fatto, il concetto descrive la fattuale compresenza di culture diverse entro una società, i cui sviluppi appaiono irreversibili e incontenibili proprio perché quanto va accadendo non potrà mai essere arrestato da leggi restrittive sull’immigrazione nei diversi paesi.
La presenza di molte culture in uno stesso contesto culturale è legata ai più significativi processi dell’età contemporanea:
* internazionalizzazione dei rapporti di produzione e consumo
* mondializzazione dei sistemi informativi e mass-mediali
* globalizzazione delle relazioni economiche, di mercati tecnologici e culturali.
Con il termine multiculturalità si indica un dato di fatto: l’esistenza, su un territorio, di molteplici culture.
Il termine multiculturalismo è sorto in Canada alla fine degli anni Sessanta del Novecento, quando i franco-canadesi, che sono minoranza nel Paese ma la maggioranza nella regione del Quebec, iniziarono quella che fu definita una "rivoluzione silenziosa". Uno degli obiettivi fondamentali fu la richiesta del bilinguismo nelle istituzioni statali e il biculturalismo nell’insegnamento scolastico, ossia un curriculum autonomo e diverso rispetto a quello degli anglo-canadesi. Nel caso del Canada siamo in presenza di una richiesta da parte dei francofoni di una radicale autonomia fra le due comunità, ossia di una rinegoziazione delle condizioni di convivenza in cui la minoranza francofona coesiste con quella inglese in una condizione, di fatto, di separatezza.
In altri casi, come in Australia e in Svezia, il multiculturalismo ha ispirato una linea politica tendente ad assicurare la coesione sociale senza la pretesa di una omologazione culturale fra i diversi gruppi culturali ed etnici, ma riconoscendo e difendendo le pratiche culturali delle minoranze, superando così varie forme pre-esistenti di discriminazione.
Il multiculturalismo praticato in Australia e’ fondamentalmente legato ad una concezione retrospettiva della cultura stessa. Questa concezione riguarda la cultura come qualcosa di statico, da preservare nella sua purezza dove i membri di quel gruppo culturale risiedono. La cultura non e’ statica nemmeno in comunita’ isolate. E’ in costante evoluzione attraverso l’interazione tra esseri umani tra di loro e con il loro ambiente. In comunità isolate la cultura puo’ evolversi lentamente financo apparire statica. Ma nelle comunità che interagiscono con altre comunità, ci si aspetta una rapida evoluzione culturale.
Quando una piccola comunita’ interagisce con una larga comunità e’ inevitabile che gli elementi della cultura prevalente tenderanno a dominare nel percorso evolutivo.
Il multiculturalismo attualmente concepito in Australia, cerca di ritardare (perchè e’ impossibile da arrestare) il processo di interazione ed evoluzione con l’obbiettivo di alleviare le difficoltà della transazione ad un altro paese, mantenendo i caratteri distintivi tradizionali e linguistico-culturali dei diversi gruppi/comunità, attraverso l’erogazione di quantità di denaro pubblico.
Finora, il modello Australiano ha funzionato, rendendo l’Australia, in particolare il Victoria e Melbourne, un sinonimo di perfetta integrazione multiculturale di lunga durata e una delle società più tolleranti del mondo.
Carlo Carli | News ITALIA PRESS / Eminotizie
Carlo Carli è Membro del Parlamento Statale di Victoria – Australia, Deputato per il seggio di Brunswick
http://www.newsitaliapress.it/dettaglio.php?id=576
5063-carlo-carli-laustralia-e-il-suo-modello-di-multiculturalismo
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EmiNews 2008
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