20080709 11:58:00 redazione-IT
Si è svolto a Como il 5 Luglio 2008 un incontro promosso dal Consiglio Sindacale Interregionale Ticino-Lombardia-Piemonte con alcuni Parlamentari eletti nelle provincie di Como e Varese e all’Estero, nella Ripartizione Europa. All’incontro, presenti i rappresentanti di Cgil,Cisl e Uil e delle Organizzazioni Sindacali Ticinesi USS e OCST, hanno partecipato i Deputati : Chiara Braga, Laura Garavini, Nicola Molteni e Franco Narducci, il Senatore Alessio Butti, e il Consigliere Regionale Stefano Tosi.
L’incontro è stato indetto per esaminare alcune problematiche riguardanti i lavoratori frontalieri del Canton Ticino, e in particolare :
– i problemi inerenti le difficoltà nella riscossione anticipata della Previdenza professionale svizzera (2° Pilastro) dovute particolarmente ai ritardi degli Istituti Previdenziali italiani.
– La questione della Indennità di disoccupazione per i lavoratori frontalieri in Svizzera (Legge 147/97) ed al fatto che, a partire dal 1/6/2009 in ottemperanza agli Accordi Bilaterali con l’Unione Europea, la Svizzera cesserà la parziale retrocessione all’Italia dei contributi per la disoccupazione, prelevati dagli stipendi dei frontalieri italiani. Si ricorda che queste retrocessioni servono per finanziare la stessa Legge 147, quindi a pagare le indennità per i frontalieri quando si trovano disoccupati.
La discussione su questi argomenti è stata ampia ed ha evidenziato l’interesse da parte di tutti i Parlamentari presenti al fenomeno del lavoro transfrontaliero ed alla notevole crescita che sta registrando. Il giudizio unanime è che il lavoro dei frontalieri rappresentI una ricchezza per l’economia delle provincie di Como, Varese e Verbania.
Tutti gli interventi hanno evidenziato che il problema centrale è quello che riguarda la disoccupazione dei frontalieri dopo il 1° Giugno 2009, perché coinvolge potenzialmente tutti i frontalieri italiani in Svizzera (42.000 soltanto in Ticino)
La questione riguarda non solo l’indennità di disoccupazione, ma l’insieme degli interventi a sostegno dei disoccupati. In effetti, l’intervento sulla disoccupazione da parte della Svizzera si configura come un vero e proprio modello di flexsecurity : il cittadino svizzero che si trova disoccupato è seguito dagli Uffici Regionali di Collocamento, i quali lo inseriscono in un percorso di formazione e ri-qualificazione professionale, finalizzato a una sua ricollocazione nel mercato del lavoro ticinese.
La soluzione da privilegiare per questo problema è quella per cui al frontaliere disoccupato dovrà essere concessa la possibilità di mettersi a disposizione del mercato del lavoro ticinese, dopo il Giugno 2009, di entrare quindi nel percorso di tutela e reinserimento del Paese dove ha avuto l’ultimo rapporto di lavoro, ricevendo da questo l’indennità di disoccupazione.
Questa ipotesi di soluzione è espressa esplicitamente dagli stessi Accordi Bilaterali, nella Nota 6 dell’Allegato II. e dovrà essere perseguita attraverso :
– il coinvolgimento dei Ministeri degli Esteri e del Lavoro italiani, affinchè diano istruzioni in proposito ai rappresentanti italiani in seno al Comitato-misto per gli Accordi U.E.-Svizzera.
– Parallelamente, l’avvio di un negoziato con le corrispondenti Autorità svizzere (Esteri e Lavoro) con le quali costruire questa soluzione.
In via subordinata, una possibile soluzione potrà consistere nella negoziazione con la Svizzera di una proroga, dopo il Giugno 2009, della retrocessione parziale dei contributi all’Italia. Va ricordato, infatti, che dopo il 1° Giugno 2009 la retrocessione dei contributi dalla Svizzera all’Inps cesserà, ma il prelievo dei contributi per la disoccupazione, l’1% (più l’1% a carico dei datori di lavoro) continuerà ad operare sulle buste-paga dei frontalieri italiani. Per cui le Autorità Elvetiche dovranno comunque essere sollecitate a contribuire a una soluzione del problema.
E’ stato evidenziato, infine, che l’ammontare attuale del Fondo in dotazione alla Legge 147/97, cioè la somma delle retrocessioni svizzere del passato, è di entità tale da assicurare la continuità del pagamento delle indennità da parte dell’Inps per diversi anni.
Per quanto riguarda il problema della riscossione anticipata del 2° Pilastro dai lavoratori che lasciano definitivamente la Svizzera, tutti i Parlamentari presenti riconfermano l’impegno a sollecitare l’Inps e gli altri Istituti previdenziali italiani al rispetto dei tempi di risposta a suo tempo concordati con il Fondo di Garanzia del 2° Pilastro di
Berna (90 giorni dalla richiesta). Particolare interesse riveste l’annuncio del Ministero del Lavoro italiano secondo cui entro breve tempo il Fondo di Garanzia per il 2° Pilastro opererà direttamente on line con l’Inps.
A conclusione dell’incontro, il Consiglio Sindacale Interregionale ha espresso un giudizio molto positivo circa la sensibilità e l’interesse manifestati dai Parlamentari presenti. Il C.S.IR. conferma l’importanza e l’utilità anche per il futuro di questo tavolo di lavoro con i Parlamentari locali. A tale proposito, si è concordato sulla necessità di prevedere un momento di verifica sull’evoluzione dei problemi e le relative soluzioni, che viene individuato nel prossimo autunno 2008.
Il Presidente C.S.IR. il Vice-Presidente
(Roberto Cattaneo) (Giancarlo Bosisio)
Como/Mendrisio, 8 Luglio 2008
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EmiNews 2008
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