5478 Stragi di migranti, le associazioni si uniscono al grido di dolore del Papa

20080901 23:15:00 redazione-IT

Stragi di migranti, le associazioni si uniscono al grido di dolore del Papa Per Arnoldo Mosca Mondadori, tra i promotori del monumento di Lampedusa dedicato alla memoria dei migranti, si tratta di un messaggio che vale non solo per i credenti: ”La nostra lotta all’indifferenza continua”

* Olivero (Acli): ”Quello del Pontefice è un invito pressante”
* Centro Astalli: ”Il Pontefice ha risposto a un bisogno reale e concreto”
* La Sicilia istituisce l’Osservatorio per l’emigrazione

Stragi di migranti, le associazioni si uniscono al grido di dolore del Papa

Per Arnoldo Mosca Mondadori, tra i promotori del monumento di Lampedusa dedicato alla memoria dei migranti, si tratta di un messaggio che vale non solo per i credenti: ”La nostra lotta all’indifferenza continua”
Lampedusa: monumento ai migranti morti in mare

ROMA – Vengono accolte con grande favore dal mondo dell’associazionismo le parole del Pontefice Benedetto XVI, che ieri durante la preghiera domenicale dell’Angelus alzato un nuovo grido di dolore per le stragi in mare di immigrati che fuggono da guerre, fame e malattie: una piaga che “interroga le coscienze degli uomini di buona volontà” e, soprattutto dei governi sia europei che dei Paesi di provenienza. Si dice, infatti, pienamente d’accordo Arnoldo Mosca Mondadori, uno dei promotori del monumento realizzato dall’organizzazione non governativa Amani e dedicato alla memoria dei migranti che hanno perso la vita in mare inaugurato alla fine dello scorso giugno a Lampedusa. “Le parole del Papa rappresentano un segno per le coscienze”, dichiara. Perché l’immigrazione “è una questione che non riguarda l’uno o l’altro, ma ciascuno”. E infatti per il promotore della porta di quasi cinque metri di altezza firmata da Mimmo Paladino l’immigrazione è dettata da ragioni molto serie e non certo da un capriccio estemporaneo.

“Il Pontefice ha parlato in senso cristiano – prosegue – richiamando le parole del Vangelo: ‘ero straniero e voi mi avete accolto’”. Ma il messaggio secondo Mosca Mondandori riguarda non solo i credenti, ma tutti coloro che hanno un senso dell’etica. “C’è una strage silenziosa che da 20 anni affligge il Mar Mediterraneo”, aggiunge. “Sono 12 mila soltanto i morti accertati. E questo va gridato, perché a perdere la vita sono anche donne e bambini, cioè persone innocenti. Muoiono persone indifese e non i clandestini ‘cattivi’ come certa stampa vuole far credere”.

Insomma, conclude Arnoldo Mosca Mondadori, “chiunque abbia un senso dell’etica oggi è molto preoccupato per le frequenti tragedie e per il razzismo che si va affermando”. E questa lotta all’indifferenza in nome del buon senso è forse il senso più profondo dell’iniziativa di giugno di ergere un monumento che consegni alla memoria futura il ricordo delle migliaia di migranti morti in mare negli ultimi venti anni. “La nostra iniziativa non finisce qui”, spiega. “L’anno prossimo saremo ancora a Lampedusa a ricordare le vittime e a fare in modo che il loro ricordo rimanga vivo”. (ap)

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Olivero (Acli): ”Quello del Pontefice è un invito pressante”

Il presidente delle Associazioni cattoliche commenta le parole del Papa. ”Quando guardiamo i volti delle persone ci rendiamo conto che meriterebbero accoglienza e di vivere una vita più degna”

ROMA – "Quello che il Pontefice ci rivolge è un invito pressante e a mio parere molto giusto per impegnarci di più ad affrontare questa grande tragedia”. Così Andrea Olivero, presidente delle Acli, commenta le parole pronunciate ieri alla preghiera dell’Angelus da Benedetto XVI a proposito dei grandi drammi dell"immigrazione. “Il Pontefice”, ha sottolineato Olivero, “ci ricorda che l’immigrazione è un problema complesso, che non si può artificiosamente dividere in bene e male”, perché gli attori in gioco sono tanti a partire dai governi dei paesi di arrivo e di quelli di origine. “Ma la questione fondamentale è quella della persona”, ha precisato il presidente delle Acli, “ovvero i tanti cittadini che partono e che arrivano animati dalla speranza”. Il Pontefice, infatti, “ci chiede anche di trovare soluzioni per gli irregolari”, ricordandoci che si tratta di persone e non della “questione astratta dell’irregolarità”.

Secondo Olivero il messaggio papale riguarda in primo luogo i singoli Stati e le loro politiche, che vanno realizzate attuando soprattutto accordi bilaterali con i Paesi di origine. Ma i singoli Stati devono anche affrontare le affrontare la questione con senso di solidarietà e spirito umanitario, “perché il Papa ci ricorda che si tratta non di criminali ma di persone animate da speranza”. E allora il punto fondamentale è questo: “sono uomini, donne e bambini e non astratti problemi di irregolarità. Quando guardiamo i volti delle persone ci rendiamo conto che meriterebbero accoglienza e di vivere una vita più degna. Il Papa”, prosegue il presidente delle Associazioni cattoliche dei lavoratori italiani, “in questo senso non guarda solo ai numeri ma alle persone. Invece il fatto di aver ridotto tutto a una questione di sicurezza ci permette di chiuderci nell’egoismo. (ap)

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Centro Astalli: ”Il Pontefice ha risposto a un bisogno reale e concreto”

Padre La Manna: ”Si continuano ad accogliere le persone solo in circuiti di emergenza, ma questo ci fa perdere di vista la complessità del fenomeno”

ROMA – "Il Pontefice ha risposto a un bisogno reale e concreto partendo da un’analisi obiettiva e puntuale che guarda al fenomeno nella sua complessità”. Anche il presidente del Centro Astalli (il Servizio dei gesuiti per i rifugiati in Italia), padre Giovanni La Manna, accoglie come una boccata di ossigeno le parole di Benedetto XVI, che durante l"Angelus di ieri, domenica 31 agosto, ha chiesto ai governi efficaci risposte politiche per trovare soluzioni ai problemi dell’immigrazione. Secondo il presidente del Centro Astalli, le parole del Papa puntano sulla “necessità di governare il fenomeno da parte sia dei Paesi che dovrebbero accogliere i migranti nel rispetto della vita sia sa parte dei Paesi di provenienza, mirando allo stesso tempo a combattere la criminalità”.

Per padre Giovanni La Manna, dunque, il messaggio del Pontefice interpella innanzitutto il livello politico e istituzionale che non può mai dimenticare che la vera integrazione si gioca in primo luogo attraverso un’accoglienza messa in atto in maniera progettuale. “La preoccupazione di trovare un posto per dormire al coperto è positiva, ma non basta”, ha sottolineato il padre gesuita. Perché se le persone vengono accolte senza alcuna progettualità rischiano di non uscire mai dal circuito dell’assistenza. “Si continuano ad accogliere le persone solo in circuiti di emergenza”, continua il padre gesuita, “ma questo ci fa perdere di vista la complessità del fenomeno e ciò di cui chi arriva in italia ha veramente bisogno”.

Quanto alle stragi del mare, il presidente del Centro Astalli commenta: “In mare si continueranno a consumare tragedie fino a che non si risolveranno i problemi nei Paesi di provenienza, dove però aumentano sempre di più le zone di conflitto. Infatti”, continua, “se un rifugiato potesse tornare al suo Paese lo farebbe”. E allora prosegue La Manna, “noi chiediamo che i soldi si spendono per contrastare il fenomeno dell’immigrazione vengano invece investiti per risolvere i problemi nei Paesi di provenienza e quando questo non è ancora possibile per creare accoglienza, anche a livello istituzionale. E infine: “Con quale coscienza possiamo rimanere tranquilli sapendo che in Libia, e in altri Stati, ci sono persone in attesa di arrivare in Paesi che riconoscono la convenzione di Ginevra e quindi lo status di rifugiato politico”?”

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La Sicilia istituisce l’Osservatorio per l’emigrazione

L’obiettivo: predisporre il nuovo disegno di legge che riformerà la normativa sull’emigrazione. L’assessore al Lavoro Incardona: ”Punteremo sulla legalità come fattore di sviluppo”

RAGUSA – L’assessore regionale al Lavoro, Carmelo Incardona, ha istituito l’Osservatorio regionale per l’Emigrazione. Ne faranno parte, insieme allo stesso assessore, il dirigente generale del dipartimento regionale del Lavoro e sette esperti in materia di emigrazione siciliana all’estero, tutti a titolo gratuito.

“Compiti dell’Osservatorio – ha detto Incardona, a margine delle manifestazioni del XIV premio ‘Ragusani nel mondo’ – saranno quelli di studiare e analizzare ogni aspetto legato ai temi dell’emigrazione e alla presenza dei siciliani all’estero, formulare proposte di intervento a favore dei siciliani emigrati e di valutare l’efficacia di quelli attuati. Ma, prima di tutto, contribuirà a predisporre il nuovo disegno di legge che riformerà la normativa sull’emigrazione al quale intendo mettere mano”.

“Intendo dare – ha concluso l’assessore – a questo settore un assetto più organico e razionale perché considero strategico il rafforzamento dei legami tra la Sicilia e i nostri emigrati. Le nostre comunità all’estero sono una risorsa e un’opportunità di sviluppo: lo abbiamo visto anche in occasione del premio ai Ragusani all’estero. Tantissimi emigrati continuano a guardare alla loro patria, a impegnarsi per la sua crescita e per creare dei rapporti tra la Sicilia e il Paese dove sono andati a vivere. Attraverso di essi, possiamo far conoscere la nostra cultura, le nostre ricchezze artistiche e ambientali, ma anche i nostri prodotti. E, soprattutto, diffondere nel mondo l’immagine vera di una Sicilia nuova, in cui la legalità è non soltanto principio ispiratore dell’azione di governo, ma anche fattore di sviluppo. Sarò contento quando gli imprenditori e i cittadini stranieri considereranno i siciliani e i loro prodotti portatori non soltanto di un marchio di qualità, ma anche di legalità”. (set)

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