5477 Sbarchi: 270 migranti morti ad agosto. Il rapporto Fortress Europe

20080901 23:16:00 redazione-IT

Non si fermano le stragi del Mediterraneo. Almeno 179 le vittime sulle rotte del Canale di Sicilia. Dall’inizio dell’anno i morti tra Malta e Lampedusa sono 578. Il doppio dello scorso anno

ROMA – Più sbarchi, più stragi. Raddoppiano le vittime dell’immigrazione nel Canale di Sicilia, di pari passo con l’aumento degli arrivi. Nei primi otto mesi dell’anno almeno 578 migranti e richiedenti asilo hanno perso la vita sulle rotte per l’Italia; 179 soltanto nell’ultimo mese di agosto. Le vittime erano state 556 durante l’intero 2007 e 302 nel 2006. I dati sono stati diffusi dall’osservatorio sulle vittime dell’immigrazione Fortress Europe (http://fortresseurope.blogspot.com) e sono basati sulle notizie censite sulla stampa internazionale.

Dal 1994, secondo l’osservatorio, i migranti morti nelle acque del Canale di Sicilia sarebbero almeno 3.064. A cui vanno aggiunti i 114 giovani algerini scomparsi sulle rotte che da un paio di anni collegano il litorale orientale algerino di Annaba alla Sardegna. Due terzi (1.999 persone) sono dispersi. Il mare non restituirà mai i loro cadaveri. I dati, sono evidentemente approssimati per difetto. Nessuno infatti è in grado di stimare quanti naufragi siano accaduti senza che la stampa se ne occupasse.

Secondo dati del ministero dell’Interno, nei primi sette mesi del 2008 sono sbarcati sulle coste italiane 15.378 migranti e richiedenti asilo, il doppio degli 8.266 giunti nello stesso periodo del 2007. All’aumento degli arrivi in Italia è corrisposto un netto calo degli sbarchi in Spagna. Le imbarcazioni, piccoli gommoni e vecchi pescherecci, partono dall’Algeria verso la Sardegna, dalla Tunisia e dalla Libia verso Lampedusa e Malta. E ancora dalla Libia e dall’Egitto verso la Sicilia orientale e la Calabria.

Nel mese di agosto, Fortress Europe ha documentato 270 vittime lungo i confini europei. Oltre ai 179 morti nel Canale di Sicilia e ai 14 al largo della Sardegna, 45 persone sono annegate lungo le rotte per la costa spagnola meridionale e per le isole Canarie; 30 richiedenti asilo politico afgani sono morti in Iran, mentre viaggiavano nascosti in un camion, diretti in Turchia; un uomo è annegato nel mar Egeo, al largo della città turca di Didimi; e un rifugiato sudanese è stato ucciso da uno sparo della polizia di frontiera egiziana sul confine del Sinai con Israele.

Nel mese appena trascorso, nel Canale di Sicilia si sono verificati due naufragi tra i più gravi della storia dell’immigrazione nel Mediterraneo. Il 27 agosto il motopesca maltese "Madonna di Pompei” soccorse in mare otto naufraghi, 55 miglia a sud di Malta, in mezzo al mare in tempesta. Erano gli unici superstiti di un gommone con 78 passeggeri rovesciato in mare dalle onde. Tre settimane prima, il quattro agosto, 75 rifugiati somali erano annegati di fronte alle coste libiche, dopo il naufragio delle due imbarcazioni sulle quali viaggiavano verso l’Italia, secondo la notizia riportata dal sito somalo Mareeg.

L’aumento delle vittime nel Canale di Sicilia – secondo Fortress Europe – è legato a diversi fattori. Da un lato i passeur, coloro che organizzano i viaggi, utilizzano imbarcazioni sempre più piccole e quindi meno sicure, e ne affidano la guida agli stessi passeggeri per evitare condanne ai propri scafisti. Dall’altro il maggior pattugliamento ha fatto sì che, per evitare i respingimenti, le rotte siano diventate col tempo più lunghe e pericolose. L’ormai imminente avvio dei pattugliamenti congiunti italo-libici di fronte alle coste di Zuwarah, attuale noto punto di imbarco, potrebbero spostare le rotte ancora più a est. Con partenze da Tripoli o direttamente dalla costa occidentale egiziana.

(gdg) – www.redattoresociale.it

http://fortresseurope.blogspot.com

 

 

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