20080901 22:23:00 redazione-IT
Gli operatori sociali di Como preoccupati per la delibera che prevede un numero verde per la denuncia anonima degli immobili affittati a irregolari. Acli: ”Deresponsabilizza i cittadini”. Caritas: ”Si alimenta il clima del sospetto”
MILANO – Operatori sociali di Como preoccupati per la delibera con la quale il Comune di Cantù ha creato un ufficio e numero verde ad hoc per la denuncia, anche in forma riservata, degli immobili affittati a immigrati irregolari. "Così non si fa altro che alimentare il clima del sospetto- aggiunge Luigi Nalesso, operatore della Caritas di Como-.
Se l’unico strumento possibile per risolvere un problema è questo, la partecipazione alla vita della comunità scende a zero". "Si fa questo intervento – continua l’operatore Caritas- senza pensare alle conseguenze che potrà produrre. Come fa un cittadino a sapere che chi abita un appartamento è irregolare? Non potendo conoscere il responsabile della segnalazione, anche l’immigrato finirà per pensare male dei vicini di casa. E il sospetto genera altro sospetto”.
Se l’obiettivo è colpire il fenomeno degli affitti in nero, aggiunge Luigi Nalesso, non ci si dovrebbe limitare soltanto alle abitazioni affittate ad irregolari: “Esistono anche stranieri in regola con il permesso a cui vengono chiesti soldi in nero da aggiungersi al normale canone di locazione, ma anche molti italiani che vivono in affitto senza che nulla sia denunciato” . “Dobbiamo proprio aspettarci di tutto -commenta invece Luisa Seveso, presidente dell’Acli di Como-. Anziché capire quali sono i motivi che hanno spinto queste persone a venire da noi, quali ostacoli ci siano dietro il mancato ottenimento del permesso, si sceglie un atteggiamento colpevolista che non porta da nessuna parte. Un provvedimento di questo tipo mi spaventa, perché deresponsabilizza i cittadini”.
Il sindaco di Cantù, Tiziana Sala, precisa con un comunicato le intenzioni della giunta in merito alla delibera approvata: “Nessuna finalità persecutoria”, soltanto il “tentativo di arginare il problema del degrado e dello squilibrio sociale e aiutare queste persone ad uscire dalla loro precaria condizione di emarginazione e di sfruttamento cui molto spesso si vedono soggette”. La “forma riservata” prevede che i nominativi dei cittadini che sporgeranno la denuncia rimangano protetti dal segreto. (Francesco Abiuso)
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EmiNews 2008
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