2630 Personale a contratto. Fedi: diritto di partecipare all’elezione dei rappresentanti sindacali

20070119 13:13:00 stefy

Presentata in data 17 gennaio 2007, primi firmatari gli onorevoli Fedi, Bucchino e Farina, una proposta di legge (C. 2135) recante modifiche al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, in materia di diritti e prerogative sindacali di particolari categorie di personale del Ministero degli affari esteri.

“Si tratta di una proposta di legge che riguarda circa 1200 lavoratori del MAE – la maggior parte di essi cittadini italiani o comunitari – che non hanno la facoltà di esercitare i loro diritti sindacali. Questi lavoratori non sono destinatari della contrattazione collettiva e non possono eleggere le RSU” – ha sottolineato l’On. Fedi.
“Con questo provvedimento” – sottolinea Fedi – “anche il personale a contratto, regolato dalla legge locale, avrà il diritto di partecipare attivamente e passivamente all’elezione dei propri rappresentanti sul posto di lavoro”.
“Stiamo attivamente lavorando ad una proposta concernente l’inesigibilità degli indebiti INPS per i pensionati residenti all’estero, sulla base del forte ritardo e dell’inadeguatezza delle campagne RED fin qui svolte, l’ultima appena conclusasi, e stiamo acquisendo dall’istituto dati realistici sia sull’importo complessivo degli indebiti che sugli effetti relativamente al bilancio corrente”. “Nel frattempo è opportuno ricordare che l’intimazione che in alcuni casi l’INPS rivolge ai pensionati, a proposito di recupero coattivo, oltre al dubbio valore giuridico, crea una situazione poco trasparente rispetto alle decisioni stesse assunte dall’Istituto in materia di procedure di recupero ed indicate in molteplici circolari” – ha ricordato l’On. Fedi.
“Per tale motivazione di fondo riteniamo non si debba imporre la restituzione in soluzione unica ma si debbano sempre e comunque applicare le procedure previste dalla legge”.
“Infine si ricorda che l’ammontare delle trattenute sulle prestazioni pensionistiche deve essere limitato ad un quinto dell’importo della prestazione, il recupero delle prestazioni pensionistiche a carico dell’AGO deve far salvo, in ogni caso, l’importo corrispondente al trattamento minimo, le somme da recuperare non possono essere gravate da interessi salvo che l’indebito sia dovuto a dolo da parte dell’interessato ed in ogni caso non possono essere oggetto di trattenuta le somme dovute a titolo di assegni al nucleo familiare se non per somme erogate per analoga prestazione (in altre parole non è possibile recuperare quote di trattamento minimo o di maggiorazioni sociali riducendo l’importo degli ANF)” – ha concluso l’On. Fedi.

 

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EmiNews 2007

 

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