3693 Santoro in Parlamento: «Prodi non mi delegittimi»

20071010 11:54:00 redazione-IT

«Non spetta al presidente del Consiglio nè a un normale deputato esprimere giudizi sulla mia professionalità in senso delegittimante». In questi termini Michele Santoro è tornato oggi, nel corso dell’audizione in commissione di Vigilanza, sulle polemiche sollevate dall’ultima puntata di Annozero sul caso De Magistris e in particolare sulle osservazioni critiche formulate dal premier Romano Prodi.

«Ritengo una grave forma di maleducazione – ha ribadito Santoro – polemizzare con trasmissioni che non si sono viste. Io direi: guarda prima il programma e poi mi critichi. Se non lo si fa, allora l’atteggiamento nei confronti del destinatario delle critiche non è avere delle risposte, ma provocare una forma di delegittimazione».

Sull’audizione interviene il consigliere Rai Sandro Curzi. «In una fase di sempre più preoccupante deriva barbarica della vita politica e del rapporto fra le istituzioni, osserviamo sconcertati alla chiamata a rapporto, da parte di un organo parlamentare, di singoli professionisti dell’informazione».

Intanto «il Consiglio di Amministrazione della Rai ha ascoltato una comunicazione del Direttore Generale Claudio Cappon sulla trasmissione "Annozero" di giovedì 4 ottobre e sulle iniziative, da lui assunte, per attuare il mandato ricevuto dal Consiglio di Amministrazione nel corso della riunione della settimana scorsa», si legge in una nota ufficiale.

«Il Consiglio di Amministrazione – continua la nota – condivide e apprezza queste iniziative, e si attende che Santoro tenga nella dovuta considerazione anche le indicazioni – fra quelle trasmessegli dal Direttore Generale – che non hanno avuto ancora positivo riscontro».

Il cda ha ": «Non c`è un solo politico disposto a farsi intervistare da me. Non raccontiamoci balle. La verità – replica Travaglio in una intervista sul Corsera – è che si trovano tutte le scuse per non entrare nel merito di quanto racconto citando documenti e fonti. Io non invento nulla». «Il mio unico referente è, e naturalmente resta, Michele Santoro col quale lavoriamo in piena sintonia – continua il giornalista che si dice «tranquillissimo» – Se vogliono cacciarmi, lo facciano pure.Tanto è già accaduto una volta. Stavolta ci sarà un altro nome e cognome sulla decisione. Non hanno più nemmeno bisogno di correre fino in Bulgaria per mandarmi via».

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