20111108 09:59:00 redazione-IT
Si è riunito ieri a Rimini il Consiglio sindacale interregionale E. Romagna – Marche – Repubblica di San Marino, con la partecipazione dei responsabili nazionali CSIR / frontalieri di Cgil, Cisl e Uil, che ha discusso i problemi riguardanti i 6.000 frontalieri italiani che lavorano nella Repubblica del Titano e messo a punto le proposte da presentare alle competenti istituzioni italiane e sammarinesi. Di seguito il comunicato Stampa e le schede contenenti analisi e proposte.
(Claudio Pozzetti resp. naz. Cgil CSIR /frontalieri)
Comunicato Stampa Sindacati Frontalieri
Lo stato della trattativa in corso che coinvolge oltre seimila lavoratori frontalieri della provincia di Rimini è stato oggetto questa mattina dell’incontro del tavolo-frontalieri coordinato da Provincia e Comune di Rimini. Insieme alle Istituzioni locali hanno partecipato al tavolo gli Onorevoli Elisa Marchioni e Sergio Pizzolante, il Segretario di Stato della Repubblica di San Marino al Lavoro, Francesco Mussoni, rappresentanti del Coordinamento Comitato Frontalieri, dello CSIR (Comitato Sindacale Interregionale) e di CGIL CISL UIL.
Nell’ambito di un confronto di ampio respiro, si sono affrontate con particolare urgenza le tematiche relative alla proroga della franchigia per i lavoratori frontalieri. A tal proposito Il Tavolo ha deciso che verrà inviata una lettera da inviare al Ministro dell’Economia Giulio Tremonti e alla Commissione Bilancio di Camera e Senato con la quale si chiede l’approvazione nella manovra fiscale, entro novembre, di un’apposito emendamento per la proroga della franchigia. All’interno del tavolo sono stati affrontati anche altri temi inerenti,sia la disparità in materia di detrazioni fiscali tra lavoratori italiani e sanmarinesi introdotta dalla Repubblica di San Marino, sia le modalità con cui lo Stato italiano, sul fronte delle detrazioni fiscali, riconosce ai frontalieri. Attualmente, infatti, è la legge finanziaria che ogni anno definisce le modalità e le quantità della detrazione fiscale, mentre sarebbe necessario che fossero definite da una legge ordinaria dello Stato o da una convenzione bilaterale stabile Italia Repubblica di San Marino. Dall’incontro è emersa anche la necessità di coinvolgere altre Istituzioni, allargando il bacino di confronto ad una platea più ampia di istituzioni, locali ma non solo.
“Un incontro positivo e propositivo che, in un clima di grande incertezza economica e sociale come quello attuale- spiegano gli Assessori al Lavoro della Provincia di Rimini, Meris Soldati, e del Comune di Rimini, Nadia Rossi – ha fissato alcuni elementi condivisi con cui cercare di dare risposte strutturate alle seimila famiglie del territorio riminese coinvolte. Il primo passo è quello di supportare il grande impegno con i quali i nostri parlamentari stanno lavorando per fare approvare entro novembre l’emendamento alla manovra”.
Per Francesco Mussoni, Segretario di Stato della Repubblica di San Marino al Lavoro “un incontro importante ed una presa di consapevolezza delle istituzioni locali della necessità di attivarsi con decisione e prontezza verso la Regione ed il Governo italiano sul tema della franchigia ai lavoratori frontalieri. Occorre che l’intera area limitrofa alla Repubblica di san Marino sia consapevole dell’importanza della reintroduzione della franchigia e della necessità di continuare a lavorare insieme in una difficile congiuntura economico e sociale che coinvolge anche il mio Paese. ho apprezzato la determinazione e convinzione ad affrontare nel parlamento italiano la questione sia da parte dell’on.le Pizzolante che dell’on.le Marchioni.”
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Norme contrattuali e di Legge che regolamentano l’assunzione dei lavoratori frontalieri e che prevedono la stabilizzazione del rapporto di lavoro
La situazione dei rapporti di lavoro dei lavoratori frontalieri è regolamentata in parte dall’art. 9 punto 4 della Legge 29 Settembre 2005 n. 131, dall’art. 4 del Decreto legge 05 Ottobre 2011 n. 56 e tramite il punto 7 cap. I Assunzioni, del contratto collettivo settore industria datato 11/07/2005 e dall’apposito regolamento della Commissione del lavoro della RSM. In sostanza il regolamento, focalizzandosi sul rilascio del permesso di lavoro, concede alla prima richiesta d’assunzione sei mesi di permesso a tempo determinato, alla scadenza di questi, il permesso viene rinnovato di un anno e mantenuta la scadenza annuale fino alla maturazione consecutiva dei 48 mesi previsti dal contratto nazionale di lavoro settore industria del 2002, dopo di che il rinnovo è in automatico fino al termine massimo di 18 mesi e alla scadenza viene rinnovato sempre per lo stesso termine fino alla maturazione della stabilizzazione.
In questo contesto, sono sempre contemplati i periodi di preavviso per il mancato rinnovo di lavoro pari a:
• tre mesi prima per coloro che hanno una anzianità di servizio di due anni c/o la stessa azienda.
• quattro mesi con una anzianità di due anni c/o la stessa azienda.
• sei mesi con una anzianità di servizio di oltre sei anni c/o la stessa azienda.
Nel caso in cui l’azienda non rinnovi il rapporto di lavoro, la Commissione del Lavoro non concederà un nuovo nulla osta per analoghe mansioni per i sei mesi successivi.
Il contratto settore industria del 2005, propone per la prima volta una scaletta di stabilizzazione dei lavoratori frontalieri, successivamente gli effetti della stabilizzazione sono stati ampliati negli accordi tripartiti del 2006 e del 2007, quest’ultimo scade a fine anno. E’ facoltà naturalmente del Governo sammarinese di prorogarne la validità, ma ricorrenti indiscrezioni fanno pensare che tale accordo sarà subordinato alla firma in materia di frontalierato con la Repubblica Italiana.
L’accordo del 2006 prevede la stabilizzazione, negli anni 2006 – 2007, dei lavoratori frontalieri assunti ininterrottamente c/o la stessa impresa nel periodo 1995 – 1999, mentre l’accordo del 2007 prevede che vengano stabilizzati dal 2008 e così via fino al 2011, i lavoratori frontalieri assunti dal 1999 in avanti per scaglioni biennali.
L’accordo prevede inoltre che dopo tale data, e in presenza di accordi con la Repubblica Italiana in materia di frontalierato, i lavoratori frontalieri saranno stabilizzati dopo 48 mesi di lavoro presso la stessa azienda.
Da tenere presente anche la clausola dell’accordo che prevede la riformulazione dei periodi di preavviso del “non rinnovo del permesso di lavoro” prima che questo si trasformi a tempo indeterminato con le seguenti cadenze:
• due mesi prima della scadenza con una anzianità fino ad un anno nella stessa impresa;
• tre mesi con una anzianità da uno fino due anni;
• quattro mesi con una anzianità da due fino quattro anni;
• almeno sei mesi con una anzianità oltre quattro anni.
Si segnala inoltre che la recente Legge sugli ammortizzatori sociali ha corretto alcune penalizzazioni per i lavoratori frontalieri come ad esempio la norma che non prevedeva l’istituto della disoccupazione per assunti a tempo determinato, che sono per la stragrande maggioranza lavoratori frontalieri.
Infine si sottolinea che per le organizzazioni sindacali l’obiettivo è quello di perseguire livelli di stabilizzazione sempre più diffusi.
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Scheda doppia tassazione lavoratori frontalieri
Il problema della doppia imposizione dei redditi dei lavoratori frontalieri occupati nella Repubblica di San Marino scoppia nella primavera del 1997 sulla scorta di una circolare della direzione generale del ministero italiano alle finanze. Dopo una serie di proroghe approvate dal Parlamento italiano, il nodo della doppia imposizione viene affrontato dalla convenzione bilaterale Italia-SanMarino nel 2002. Convenzione ancora da ratificare, e che prevede il varo di una legge ordinaria per stabilire in maniera definitiva il trattamento fiscale dei lavoratori italiani occupati sul Titano. In attesa della ratifica, il memorandum d’intesa fra i due Stati prevedeva una proroga della doppia tassazione.
L’anno successivo, al contrario, con la Legge Finanziaria 2003 viene introdotta la doppia imposizione dei redditi frontalieri, prevedendo un’area no-tax di 8 mila euro.
Un provvedimento che non solo non rispetta la convenzione italo-sammarinese del 2002, ma che si è dimostrato iniquo e penalizzante per i bilanci di migliaia di famiglie romagnole e marchigiane. Basti pensare il solo fatto che il TFR, che sul Titano viene liquidato ogni anno, in Italia viene tassato come una 14° mensilità. Inoltre la franchigia non è estesa agli ammortizzatori sociali, malattia, maternità e ai redditi da pensione.
Va poi aggiunto che in base a una convenzione del 1974, San Marino versa all’Italia un rimborso sanitario per ogni frontaliere occupato sul Titano. Si tratta di una tassazione indiretta dei redditi prodotti all’estero e di un’assoluta anomalia rispetto alle altre aree italiane interessate dal fenomeno del frontalierato. Senza poi dimenticare le pesanti ripercussioni sul piccolo mercato occupazionale sammarinese e sulle regole della contrattazione collettiva. Va anche ricordato che altre aree del frontalierato, come Svizzera e Città del Vaticano, non vengono colpite dalla doppia imposizione fiscale, creando così evidenti disparità di trattamento tra cittadini italiani occupati all’estero.
La proposta del sindacato è chiara: in base agli accordi internazionali è necessario che la questione fiscale dei frontalieri sammarinesi esca dalle competenze della Legge Finanziaria, per concordare una legge ordinaria definitiva – o una convezione fra i due Stati – con abbattimenti fiscali superiori all’area no-tax di 8 mila euro, oppure prevedere un abbattimento in percentuale. Il memorandum d’intesa fra Italia e San Marino prevede abbattimenti del 65% del reddito prodotto fino ad un massimo di 24mila euro. L’accordo fiscale va esteso anche al trattamento previdenziale dei frontalieri.
Franchigia in scadenza nel 2011
Nell’ultima Finanziaria la franchigia di 8 mila euro è stata confermata con voto a larghissima maggioranza dalle commissioni finanze di Camera e Senato e prorogata di tre anni (2008-2009-2010). Nel provvedimento Mille Proroghe approvato lo scorso mese di febbraio (2011) non è stata inserita nessuna proroga della Franchigia, esponendo così i redditi dei frontalieri ad un ulteriore salasso (in media 2mila euro all’anno).
Finanziaria San Marino introduce la tassa-frontalieri.
Nel dicembre 2011 la situazione fiscale dei lavoratori frontalieri si è aggravata con la Finanziaria varata dal Governo di San Marino. L’articolo 56 della Legge di Bilancio ha infatti introdotto una tassazione ad hoc per gli italiani occupati in Repubblica, cancellando dalla busta paga la detrazione “spese produzione del reddito”. Sulla base delle tabelle dell’Agenzia delle Entrate, che non prevede più un recupero di imposta del 75% ma un meccanismo di calcolo legato alla franchigia, con questa nuova tassazione un reddito medio di 25 mila euro viene ulteriormente decurtato di mille euro all’anno. Ma l’aspetto ancora più iniquo, è che per i redditi più bassi la percentuale di recupero è nettamente più bassa .
Seimila famiglie interessate.
L’ultimo rapporto dell’Ufficio Statistica di San Marino rileva che il numero dei frontalieri occupati a San Marino è di 5.973 unità (il 73% maschi), corrispondenti al 39% di tutti gli occupati del settore privato.
Proposte in sintesi
E’ assolutamente prioritaria una proroga e un innalzamento della franchigia che, ormai ferma dal 2003, risulta inadeguata sia rispetto al progressivo aumento del costo della vita che al continuo inasprimento fiscale introdotto dalla doppia tassazione. Su quest’ultimo punto va infatti sottolineato che nel 2004, in base all’entrata in vigore dell’ articolo 165 del TUIR (comma 10) sul credito d’imposta per i redditi prodotti all’estero, i lavoratori frontalieri vengono annualmente sottoposti a ulteriori penalizzazioni fiscali. Pertanto la nostra richiesta è quella di aumentare la franchigia a 12 mila euro. Riguardo la tassazione del Tfr, si sottolinea che il fisco italiano tratta l’indennità di fine rapporto dei frontalieri come una normale mensilità, mentre per l’equivalente Tfr italiano è prevista una diversa e più bassa tassazione. La franchigia va infine estesa ai redditi da pensione e nei casi di malattia, maternità, cassa integrazione e disoccupazione.
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