8403 Nuova richiesta d’arresto per Assange, “Temo per la mia vita”

20101203 23:29:00 redazione-IT

[b]Il fondatore di Wikileaks: l’archivio dei file è in mano a 100 mila persone. Il sito apre altri tre domini in Europa[/b]
di Anna Lisa Rapana’ (Servizio ANSA)

ROMA – In molti vorrebbero vederlo dietro le sbarre. Su di lui pende un mandato d’arresto internazionale con l’accusa di stupro dietro il quale non manca chi ci vede lo zampino di intelligence incrociate. Il fondatore di Wikileaks Julian Assange e’ oggi il ricercato numero uno, ma lui ancora una volta sceglie il web: dal sito del Guardian oggi in diretta ha risposto alle domande dei lettori, 15 sulle oltre 900 postate in poco tempo. Dice di temere per la vita, ma che il ‘cablegate’ e’ inarrestabile: ”la storia vincera’ e il mondo sara’ trasformato in un posto migliore”, ha assicurato con toni profetici. Nonostante minacce e mandati di cattura, Assange afferma che lo tsunami di rivelazioni sulla diplomazia mondiale messo in moto da Wikileaks non si fermera’ ”qualsiasi cosa dovesse accaderci”, dice, grazie ad un archivio che l’organizzazione annuncia ricchissimo e la cui chiave d’accesso e’ in possesso di oltre 100mila persone.

"L’archivio è stato diffuso a oltre centomila persone. Se ci accade qualcosa, le parti fondamentali saranno rilasciate automaticamente", assicura. A chi gli chiede se teme per la sua vita e quella dei suoi collaboratori il fondatore di Wikileaks ribadisce che le minacce esistono e sono di ”pubblico dominio”, che alla luce di queste vengono prese ”tutte le precauzioni necessarie, ma nella misura in cui ciò è possibile trattandosi di superpotenze", precisa. Dice inoltre di essere certo che non tornera’ in Australia, il suo Paese, sebbene ne abbia nostalgia. "Non solo sarà impossibile – dice – ma stanno (le autorita’ australiane ndr) lavorando attivamente per aiutare il governo degli Stati Uniti nei suoi attacchi contro di me e contro la mia gente". E, ancora: risponde sul soldato Bradley Manning -che il Pentagono ritiene essere dietro alcune delle recenti rivelazioni- lo definisce ”un eroe senza pari”, mentre soddisfa la curiosita’ di un altro lettore rivelando che ”si’, certamente ci saranno riferimenti ad Ufo ed extraterrestri nei documenti che devono ancora essere pubblicati". Il tono del’intervento dell’hacker piu’ famoso del mondo – cominciato in ritardo rispetto all’annuncio del Guardian in mattinata a causa di problemi tecnici per stessa ammissione della testata che aveva comunque avvertito per tempo ”Assange in rete in tempo reale, connessione Internet permettendo” – ha acquisito particolare pathos quando, in conclusione all’ultima domanda, Assange ha lanciato un vero e proprio appello: ”Noi sopravviveremo? Questo dipende da voi".

ROMA – Wikileaks , nonostante le chiusure e riaperture del sito, non si ferma. La raffica di documenti riservati sta provocando terremoti ed imbarazzi in vari Paesi.

ITALIA-RUSSIA, AL CENTRO PREMIER ED ENI – Dopo le osservazioni di diplomatici americani sulla salute del premier che sarebbe stata rovinata da cosiddetti "festini", le rivelazioni di Wikileaks coinvolgono ancora Silvio Berlusconi, mettendo sotto la lente di ingrandimento il suo rapporto personale con Vladimir Putin, capo di uno Stato "virtualmente mafioso". Una relazione così intensa che l’ambasciatore georgiano a Roma azzarda a riferire voci all’ambasciatore Usa Ronald Spogli secondo le quali il premier russo "avrebbe promesso" al primo ministro italiano "una percentuale dei profitti per ogni gasdotto costruito da Gazprom, in collaborazione con l’Eni". Accuse dure che Berlusconi respinge con sdegno da Astana, dove partecipa al vertice dell’Osce. "Io curo soltanto l’interesse degli italiani e del mio paese – afferma il Cavaliere – Gli Stati Uniti hanno chiarissimo che non ho assolutamente nessun interesse con nessun altro Paese e che non ci sono assolutamente interessi personali".

AFGHANISTAN: CORRUZIONE, KARZAI INCAPACE – Un Paese ingovernabile, retto da un governo corrotto in tutti i suoi membri o quasi, a cominciare dal presidente, Hamid Karzai, "incapace e paranoico". Un Paese che "mette in vendita se stesso a tutti i livelli": è questo il quadro dell’Afghanistan che emerge dai cablogrammi della diplomazia americana pubblicati dai media partner di Wikileaks. "Una delle principali sfide in Afghanistan – scrive Eikenberry – è come combattere la corruzione quando i membri chiave del governo sono loro stessi corrotti".

BROWN VISTO DA USA: DISASTRO POLITICO DOPO L’ALTRO – Rivelazioni scomode sul Regno Unito, dopo i giudizi poco lusinghieri su David Cameron e il cancelliere dello Scacchiere George Osborne. Il partito laburista sotto la guida di Gordon Brown era una nave che stava per affondare, secondo la diplomazia americana a Londra, e l’allora premier collezionava un "disastro politico dopo l’altro". E’ quanto emerge da un documento del luglio 2008.

SARKOZY: UN NOVIZIO, STELLA CADENTE DELL’UE – La diplomazia Usa non esitò ad evidenziare come Nicolas Sarkozy sia "un novizio", che "ha molta poca esperienza in politica estera e parla un inglese molto limitato". "La stella di Sarkozy sta chiaramente calando" in Europa, avrebbe detto Berlusconi, che ha bollato le affermazioni come "fantasie".

GHEDDAFI USA BOTOX ED E’ IPOCONDRIACO – Fra le note filtrate dagli armadi riservati della diplomazia americana, fra ”le piu’ delicate” El Pais ha pubblicato quelle sul leader libico Muammar Gheddafi. Nei suoi messaggi, secondo ElPais, l’ambasciatore americano a Tripoli ”racconta che Gheddafi usa il botox ed e’ un vero ipocondriaco, che fa filmare tutti i suoi controlli medici per analizzarli dopo con i suoi dottori”. Per i documenti selezionati dal New York Times, di rado senza la sua ”infermiera ucraina”, una ”voluttuosa bionda”.

SUDAMERICA: CHAVEZ PAZZO DUBBI SU SALUTE MENTALE KIRCHNER – Dai documenti diffusi da
Wikileaks che riguardano l’America Latina, emerge il fatto che la diplomazia Usa non andava per il sottile con nessuno. Nel settembre del 2009, per esempio, l’ambasciatore a Caracas, Jean David Levitte ha definito il presidente Hugo Chavez ”un pazzo” che vuol trasformare il Paese ”in un altro Zimbawe”. E, anche se per ora non si sa quando e’ avvenuto, il Dipartimento di stato ha chiesto lumi a Buenos Aires sullo ”stato mentale” della presidente Nestor Kirchner. Quanto al Brasile, nel 2008, l’ambasciatore Clifford Sobel ha avvertito Washington che nel Paese sarebbero stati arrestati dei ”terroristi arabi”, ma che l’allora numero due del governo Dilma Rousseff, oggi presidente eletta, ha impedito l’invio al parlamento di una legge che definisse le azioni terroristiche.

I VERTICI DELL’ONU SPIATI DALLA CIA – L’agenzia di Langley ha indicato al Dipartimento di Stato americano i criteri di fondo con i quali i diplomatici Usa in servizio all’Onu avrebbero dovuto spiare i loro colleghi, prendendo nota del numero della loro carta di credito, della loro tessera di ‘frequent flier’, dei loro appunti privati e delle password di accesso a internet.

STATI ARABI, IRAN NEL MIRINO – I leader di Arabia Saudita, Emirati Arabi, Oman, Qatar, Bahrein, Egitto, Yemen e Libano, appaiono nei documenti diffusi da Wikileaks tutti concordi nel giudicare, con evidente preoccupazione, il programma nucleare dell’Iran come una seria minaccia per la regione. Per Hosni Mubarak, "Teheran sostiene il terrorismo internazionale".

DA LIBANO ISTRUZIONI A ISRAELE CONTRO HEZBOLLAH – Suggerimenti a Israele su come concentrare i suoi colpi contro le milizie sciite filo-iraniane di Hezbollah nel caso di un nuovo conflitto con il Libano sarebbero stati trasmessi poco più di un anno fa dal ministro della Difesa libanese, Elias Murr, attraverso la diplomazia Usa. Lo rivela un documento riservato americano – che riferisce di un colloquio con Murr avvenuto nell’ambasciata di Washington a Beirut – divulgato da Wikileaks e ripreso oggi con evidenza da Haaretz online.

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/speciali/2010/11/25/visualizza_new.html_1677179926.html

 

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