1414 Newsletter Osservatorio Iraq: On line la newsletter di maggio

20060522 12:52:00 webmaster

10/2006: 4 maggio – 18 maggio 2006

Italia via dall’Iraq?
Mentre vengono a galla i costi, ma soprattutto gli sprechi, della missione italiana in Iraq, dimostrando, se ce ne fosse bisogno, che non è appropriato definirla "missione di pace", anche in ambienti vicini ai militari c’è chi sostiene apertamente, dopo l’ultimo attentato, che l’Italia si trova impelagata in un conflitto che mira a sopprimere una resistenza popolare armata.

Per il nuovo governo di centro sinistra ora è tempo di scelte, e di rispettare gli impegni.

Intanto in Iraq sta prendendo forma il "team di ricostruzione provinciale" italiano, che a fine anno dovrebbe subentrare alla nostra missione militare. Un impegno preso dal governo Berlusconi per venire in soccorso dell’amministrazione Bush.

Spreco Nassiriya
Gianluca di Feo – L’Espresso

La confusione pericolosa della "missione di pace" in Iraq
Gianni Rufini – Lettera 22

Iraq, l’alternativa alla guerra anti-partigiana è venire via
Ezio Bonsignore – Pagine di Difesa

Iraq, si lavora per Nuova Babilonia
Corriere Canadese

E gli Usa?
Sono sempre di più le voci favorevoli a un ritiro immediato, anche fra i militari, e in nome degli interessi nazionali. Ma c’è chi invece sostiene che gli Stati Uniti sono andati in Iraq per restare, e che un ritiro completo non ci sarà mai. Al momento, comunque, dicono i vertici militari, le forze Usa non possono ritirarsi da nessuna delle province irachene.

Tuttavia un recente emendamento del Senato alla legge che stanzia altri fondi per la guerra vieta esplicitamente di utilizzarli per stabilire basi permanenti in Iraq o per controllare il petrolio del paese.

Tagliare la corda? Ma certo
Gen. William E. Odom – Foreign Policy

Usa non si ritireranno completamente dall’Iraq, ex generale

Forze Usa non possono ancora ritirarsi da nessuna provincia in Iraq, generale

Senato Usa: no a basi militari permanenti in Iraq e a controllo petrolio iracheno

In Iraq
In Iraq intanto non si ferma l’ondata di violenza, che ha già costretto 100.000 persone a fuggire dalle loro case – una vera e propria campagna di terrore cui partecipano squadroni della morte ben addestrati. E mentre un nuovo governo sembra ora essere imminente, a cinque mesi dalle elezioni, anche fra gli sciiti cresce il risentimento nei confronti degli occupanti. Ma c’è una società civile che resiste e non intende rassegnarsi, e che può trovare una ragione di speranza anche nella solidarietà internazionale.

100.000 iracheni fuggiti dalla violenza, Mezzaluna Rossa irachena

Iraq: l’Opzione Salvadoregna
John Pilger – The New Statesman

Gli sciiti iracheni ora sono irritati dalla presenza americana
Borzou Daragahi – Los Angeles Times

"Non possiamo mollare"
Conversazione con Hana Edwar, coordinatrice dell’ong irachena Al Amal

Paola Gasparoli – Osservatorio Iraq
Appello di pacifiste Usa sui giornali iracheni per la fine dell’occupazione dell’Iraq

https://unponteper.it/

 

 

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