2265 CGIE: La giornata conclusiva dei lavori dell’Assemblea Plenaria

20061009 22:37:00 webmaster

di Simonetta Pitari (INFORM)

– Commissione IV: “Promozione della lingua e della cultura, è qui che si giocano credibilità e futuro della politica migratoria”
– Le comunicazioni delle Commissioni “Sicurezza e Tutela Sociale” e “Diritti Civili, Politici e Partecipazione”
– V Commissione: nuovo bando di formazione, sportello unico per le imprese all’estero, cooperazione , Conferenza Stato-Regioni-Province Autonome-CGIE
– VII Commissione: “Valorizzare e coinvolgere le giovani generazioni. Creare Comites di giovani”
– Il Gruppo Sanità propone indagine conoscitiva sulla condizione sanitaria e l’assistenza ai connazionali.

Commissione IV: “Promozione della lingua e della cultura, è qui che si giocano credibilità e futuro della politica migratoria”

ROMA – “Piacevolmente spiazzati” dalla relazione del Governo. “Poiché molto tempo del nostro lavoro è stato dedicato all’analisi delle ipotesi che circolavano sulla Finanziaria. Forse la relazione del governo dovrebbe precedere i nostri lavori”. Così padre Graziano Tassello, con un tocco di garbata ironia , ha iniziato a dare conto della riunione della IV Commissione Scuola e Cultura della quale è presidente.
Tassello e la sua Commissione ricordano che il “futuro della politica migratoria” si gioca anche nella partita della promozione della lingua e della cultura italiane. Ecco perché servono strategie sinergiche, coordinamento. La Commissione pungola il Ministero degli Esteri e i Ministeri coinvolti in ambito linguistico e culturale perché si accorge che invece si scivola sempre più nella tendenza contraria (“la loro mancanza di coordinamento si aggrava”).
“Ci stiamo trascinando dietro una situazione cronica che sembra far parte del Dna del sistema scolastico e – prosegue Tassello – siamo coscienti che l’evoluzione in atto porterà alla cessazione della filosofia che sotto sta alla legge 153”.
Per la Commissione urge mettere subito in cantiere una “Montecatini due” (a Montecatini si tenne nel 1995 la Conferenza sulla Lingua e la Cultura Italiana, ndr), in cui tutte le forze in campo affrontino “in profondità” la sfida della promozione della lingua e della cultura. “Siamo convinti- ribadisce Tassello – che è soprattutto in questo ambito che si giocano la credibilità e il futuro della politica migratoria” . Ma è pessimista Tassello: “lo scenario in cui si svolgono i nostri lavori, la Finanziaria, rende ardua non solo la ricerca di una propositività ma anche il monitoraggio e di verifica delle politiche culturali in cantiere” sebbene “non sia venuto meno il nostro spirito di autonomia e di ricerca spassionata degli interessi reali e cogenti degli italiani all’estero”. E al di là dello scenario della Finanziaria, “troviamo difficile – ammette Tassello – indicare in che direzione vogliamo muoverci nell’immediato futuro , poiché assistiamo al perpetuarsi di un sistema di parcellizzazione di interventi”.
La Commissione osserva inoltre che vengono operate anche “strane scelte pedagogiche” (“graduatorie di supplenti, invio di insegnanti pensionati , invio di insegnanti che non conoscono la lingua della nazione in cui vengono mandati”) e ci sono “meccanismi di controllo e di distribuzione di insegnanti che rasentano il corporativismo”.
In una visione strategica nuova bisognerebbe invece andare verso un rafforzamento – sostiene la Commissione – della professionalità in loco, con progetti volti a formare adeguatamente nuovi insegnanti . Poiché “ la formazione dei formatori rimane un punto fermo” .
La Commissione . spiega Tassello , “si è a lungo soffermata sulla legge 153 e sulla necessità di una riforma radicale in ambito linguistico e culturale”, tenendo presente l’evoluzione intervenuta , la globalizzazione , l’aumento degli oriundi e la graduale scomparsa di una emigrazione italiana di vecchio stampo. Il fatto è che “una legge rivolta esclusivamente ai connazionali e ai loro congiunti non ha futuro” per Tassello e la Commissione. Ma è anche vero che una “riforma radicale” in un quadro ampio richiede tempi lunghi. Allo stesso tempo però, avverte la Commissione, non va preso sotto gamba il rischio di perdere terreno rispetto alle altre lingue. Ed “errori e restrizioni portano a conseguenze deleterie e a perdite di posizione difficilmente recuperabili”.
Un altro rilievo è che le nuove migrazioni sono spesso presentate “sotto il profilo della problematicità” a fronte di una emigrazione italiana presentata come “a-problematica”. Ma in tal modo il rischio ,mette in guardia la Commissione, è che si rendano “invisibili una comunità e la sua cultura con la scomparsa di un elemento vivificante in un contesto interculturale”.
La Commissione registra poi, con un certo allarme, la “scomparsa del sistema Piano-Paese”. Si sta “diffondendo a macchia d’olio un rapporto diretto tra consolati ed enti gestori” avverte la Commissione. Che sottolinea come il non utilizzo del Piano-Paese “oltre ad offendere la sensibilità” di tutte le componenti interessate fa correre il rischio della introduzione di un meccanismo “che non permette una equa distribuzione dei fondi, secondo i bisogni di tutto un Paese”.
Riguardo agli enti gestori, che operano nella “precarietà” per scarsità e ritardi nell’arrivo dei fondi, la Commissione ricorda che non pochi saranno quelli costretti a chiudere. D’altro canto però, osserva, “ne sono nati in questi anni alcuni di nuovi”. Un problema riguarda i criteri di assegnazione dei fondi e “si ha l’impressione che sulla interpretazione delle direttive” i consolati e le ambasciate “godano di eccessiva libertà” rilevano la Commissione e il suo presidente. E si registrano “meccanismi perversi” per quanto concerne la contabilità . “Seri problemi” anche per quanto riguarda l’assegnazione del personale all’estero e il rispetto delle convenzioni.
La Commissione fa inoltre osservare – “è sotto gli occhi di tutti” – la “concorrenzialità” tra enti e Ice, tra enti e Dante Alighieri. E a proposito della Dante la Commissione confessa di “non riuscire a capire” il “trattamento di privilegio” nei suoi confronti. “Ci piacerebbe conoscere i motivi , ma anche lo status giuridico di questo ente che, in tante parti, non sembra brillare per la sua attenzione anche verso la comunità dove ‘il sì suona’ o si desidererebbe suonasse” chiosa Tassello. Che avanza a nome della Commissione richiesta formale: “ci vengano indicati gli stanziamenti a favore degli enti gestori per Paese”. (S.P-Inform)

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Le comunicazioni delle Commissioni “Sicurezza e Tutela Sociale” e “Diritti Civili, Politici e Partecipazione”

ROMA – Un “grazie” ad Antonio Bruzzese ex consigliere CGIE che ha guidato la II Commissione Sicurezza e Tutela Sociale, è stato rivolto dal vice presidente Aldo Lorenzi che ha fatto un breve resoconto in Assemblea dei lavori della Commissione che ha opera in collaborazione stretta con il Gruppo di lavoro Sanità, presieduto dal consigliere Pasquale Nestico. Dalla commissione l’invito a convenzioni tra Mae e Patronati che li metterebbero in condizione di essere sempre più di supporto alle rete consolare per una serie di servizi ai connazionali all’estero.
Un “problema serio” è anche quello degli indebiti Inps per i quali “bisogna chiedere una sanatoria”. Inoltre è più che opportuno che l’Inps non si limiti a comunicare ai connazionali quanto devono ma spieghi anche le ragioni dell’importo (“il cittadino non sa mai perché deve pagare: nono ci sono le motivazioni”)
Altro tema caldo è l’assegno di solidarietà. La Commissione, che “invoca la erogazione” dell’assegno , ha intanto ha preso atto della proposta di legge presentata in Parlamento dalla deputata Marisa Bafile (Ulivo).
Voto, rappresentanza, anagrafe, rete consolare in III Commissione Diritti Civili, Politici e Partecipazione della quale è presidente Mario Tommasi. Per la Commissione, non ci piove, “il voto per corrispondenza è l’unico modo per garantire la partecipazione” all’estero.Ma ancora c’è da fare per perfezionare il meccanismo (invio e riconsegna dei plichi, plichi di dimensioni “esagerate” con “materiale inutile e di non facile comprensione” ecc.). Per la Commissione è poi valida la “opzione positiva” per il voto. E considera una soluzione anche lo spoglio in loco. Chiede inoltre uffici elettorali permanenti nei consolati, adibiti anche agli aggiornamenti anagrafici. La Commissione rileva poi la necessità di una anagrafe unica centralizzata, che si basi su quella consolare più aggiornata dell’Aire .
Ogni ipotesi di soppressione del CGIE viene poi “respinta all’unanimità” dalla Commissione. Anzi, il ruolo del CGIE “è ancora più importante oggi che ci sono i parlamentari eletti all’estero” e va rafforzato. Il presidente Tommasi al proposito ha espresso una “opinione personale”: condivide le dimissioni dei neo parlamentari dalle cariche nel CGIE ma non le dimissioni in toto, in quanto i parlamentari-consiglieri potrebbero assicurare collegamenti più proficui tra il CGIE e il Parlamento.
Per la Commissione la legge sul CGIE deve essere senz’altro modificata (proposta la costituzione di un gruppo di lavoro che discuta della riforma). Ma insieme ad essa va messa mano a quella dei Comites. La Commissione propone poi una II Conferenza per gli Italiani nel Mondo e il Convegno dei Giovani italiani nel Mondo (del quale tanto si è discusso ma che non è stato ancora realizzato)l
Rete consolare: constatata “inadeguatezza e carenze” la Commissione spinge per il ricorso a contrattisti locali. (S.P.-Inform)

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V Commissione: nuovo bando di formazione, sportello unico per le imprese all’estero, cooperazione , Conferenza Stato-Regioni-Province Autonome-CGIE

ROMA – Il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale sta per attivare un nuovo bando di formazione – che privilegerà la qualificazione e la riqualificazione degli interessati al mondo del lavoro, (per una cifra tra i 40 e i 60 milioni di euro) – e mettendo in opera, in via sperimentale, interventi di assistenza tecnica in tre Paesi dell’America latina (Argentina, Uruguay e Brasile: 3 milioni di euro) con utilizzo di risorse diverse da quelle della formazione. Ne ha informato il presidente della V Commissione Formazione, Impresa, Lavoro e Cooperazione Franco Santellocco presentando il documento scaturito dai lavori della Commissione, che ha ospitato due funzionari di Italia Lavoro , Agenzia del Ministero del Lavoro ( http://www.italialavoro.it/wps/portal )
Un novità di rilievo è l’ingresso di un rappresentante del CGIE nel gruppo di lavoro che dovrà preparare il nuovo bando. Il Consiglio generale ha indicato Franco Santellocco. Suo sostituto nel gruppo di lavoro, il vice presidente della Commissione Franco Fatiga.
Il gruppo di lavoro elaborerà la bozza del nuovo bando recependo, ha spiegato Santellocco, anche l’avviso e i suggerimenti di un workshop al quale parteciperanno le principali parti sociali, gli organismi locali di rappresentanza, le istituzioni italiane all’estero. Il nuovo avviso sarà redatto ed approvato entro il 31 dicembre 2006.
In Commissione si è parlato anche di sportello unico per le imprese. L’approvazione della legge in materia “sembrava aver soddisfatto l’esigenza di un semplificazione delle procedure per le attività imprenditoriali all’estero”. Ma nella Commissione “resta il dubbio” che la piena applicazione della legge , “che comunque sappiamo non essere la panacea per tutte le difficoltà”, incontri “maggiori difficoltà del previsto”. La Commissione approfondirà la questione cercando maggiori informazioni in modo da avere un quadro più aggiornato alla prossima riunione.
Al centro dei lavori della V Commissione anche la cooperazione. Preso atto che in quest’ultimo anno il CGIE, in pausa forzata per mesi a causa della sentenza del Tar, è stato escluso dalle molte attività di cooperazione, ora si tratta “di cercare di recuperare il terreno perduto” e di “individuare le iniziative di interesse per le comunità italiane favorendone l’inserimento nel processo di cooperazione”
La Commissione ricorda poi che le Ong italiane, riunitesi in assemblea alla fine di settembre, hanno chiesto l’assegnazione delle risorse previste dal programma elettorale del nuovo governo e di rivedere con urgenza la legge 049 sulla cooperazione allo sviluppo, con l’unificazione delle quattro proposte di legge presentate da partiti della maggioranza e che giacciono in Parlamento . “Lo studio della nuova legge – osserva la V Commissione – potrà costituire una opportunità per favorire l’inserimento delle comunità di connazionali presenti nei Paesi oggetto delle attività di cooperazione”. Un richiamo delle Ong condiviso dalla Commissione è quello sul Mediterraneo, in quanto area che rappresenta sia un importante mercato di riferimento naturale della Ue e dell’Italia, sia uno spazio rilevante di cooperazione e di sviluppo. Scontato – dicono le ong –l’interesse dell’Europa a che si realizzi l’integrazione sociale , economica e commerciale tra Ue e Paesi del bacino del Mediterraneo. E scontato, rilevano ancora le ong, è “l’interesse particolare dell’Italia,perché in Europa noi siamo il Paese che trarrebbe più vantaggi dall’integrazione e che, viceversa, rischierebbe di pagare i più elevati costi di un suo fallimento”. Per tale motivo “è necessaria nei prossimi anni una forte azione del nostro Paese in Europa e a livello bilaterale verso i Paesi del Mediterraneo fatta di politiche , iniziative, proposte che siano concrete ed efficaci”. Ai Paesi della UE e all’Italia si chiede pertanto “l’assunzione di un serio impegno per politiche coraggiose e innovative di cooperazione e integrazione socio-economica in una logica che deve sempre più essere quella del co-sviluppo. E l’Italia da parte sua può fornire un contributo di primo piano al perseguimento di tali obiettivi”. Un richiamo, dicevamo, che la Commissione V condivide pienamente
In ultimo, la V Commissione guidata da Santellocco osserva che la Conferenza Stato-Regioni-Province Autonome -CGIE, riunitasi in plenaria nel dicembre 2005, “aveva lasciato trapelare un moderato ottimismo sul possibile sviluppo delle quattro tematiche individuate”(Riforma dello Stato; Internazionalizzazione; Lingua, Cultura e Formazione Professionale; Ambito Sociale e Tutela dei Diritti) . E ora la Commissione sollecita: “appare opportuno, dopo una lunga stasi dei lavori , fare un punto della situazione al fine di intraprendere per raggiungere obiettivi concreti e condivisi”. A tale proposito la V Commissione auspica che il suo presidente partecipi alle riunioni preliminari e organizzative. La V Commissione “ha forti competenze e può dare un sicuro contributo per la tenuta della Conferenza stessa”, ha rimarcato in conclusione Santellocco. (S.P.-Inform)

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VII Commissione: “Valorizzare e coinvolgere le giovani generazioni. Creare Comites di giovani”
Una delegazione di giovani all’Assemblea Plenaria di dicembre. Avanzo del bilancio CGIE per medicinali allo Zimbabwe

ROMA – Organizzare una giornata dedicata ai giovani italiani nel mondo in concomitanza con la prossima Assemblea Plenaria del CGIE, in attesa della Conferenza dei giovani, finora rimasta nei progetti. Lo ha chiesto il consigliere del Sud Africa Riccardo Pinna a nome della VII Commissione “Nuove migrazioni e generazioni nuove” , in assenza del presidente Carlo Erio e del vice presidente dimissionario on. Massimo Romagnoli. La Commissione peraltro auspica una riunione con il Comitato di Presidenza per “definire responsabilità della Commissione nella organizzazione” della futura Conferenza dei giovani.
Dalla Commissione la proposta di promuovere la giornata dedicata ai giovani utilizzando fondi CGIE avanzati per l’inattività forzata dovuta alla sentenza Tar . A tale proposito, va detto che al termine della Plenaria il segretario generale on. Franco Narducci ha, da una parte, annunciato che alla prossima assemblea è già prevista la partecipazione di una delegazione composta da una ventina di giovani dall’estero; e, dall’altra, ha sottoposto all’attenzione dei consiglieri la proposta di devolvere avanzo del bilancio CGIE 2005-2006 per medicinali e assistenza allo Zimbabwe. Proposta che è stata approvata dall’Assemblea all’unanimità.
Sulla valorizzazione e sul coinvolgimento delle giovani generazioni la VII Commissione punta molto. E sprona affinché si creino Comites di giovani, chiamando membri di tutte le associazioni presenti in loco. Un esempio da seguire è quello di Montreal (Canada) dove è stato istituito un Comitato giovane che “sta dando ottimi risultati in materia di recupero generazionale”.
Dalla Commissione anche il richiamo all’annosa questione dell’equipollenza dei titoli di studio. Un problema molto avvertito ad esempio dai giovani italiani del Sud Africa, che hanno delle buone qualificazioni e sono richiesti dagli Usa. In Italia invece non è riconosciuto il loro titolo di studio: è una sorta di “fuga di cervelli al contrario”…
Il CGIE deve anche farsi portavoce per ottenere più corsi di formazione e interscambi culturali e imprenditoriali. Ma occorre anche un miglioramento delle modalità degli interscambi per vacanze-lavoro. Un esempio:“l’ultima estate, su 250 italo-australiani arrivati in Italia per fare questa esperienza, 140 hanno confessato di aver incontrato gravi problemi. Al contrario, dei 1200 italiani andati per lo stesso motivo in Australia, solo 4 hanno avuto di che lamentarsi”. Occorre “migliorare le strutture e parlare con le Regioni” perché “tutti parlano di giovani ma quasi nessuno fa niente”. “Occorrono iniziative mirate per i giovani perché sono loro il futuro delle nostre comunità all’estero” ha concluso Pinna. (S.P.-Inform)

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Il Gruppo Sanità propone indagine conoscitiva sulla condizione sanitaria e l’assistenza ai connazionali. Le donne del CGIE: “In attesa dell’Osservatorio, progetti a sostegno del ruolo socio-politico delle donne italiane nel mondo”
Dibattito sulla rete consolare: Petruzziello , Castellani e Lodetti

ROMA – In Assemblea hanno riferito sui lavori dei due Gruppi di lavoro “Sanità” e “Donne” i rispettivi coordinatori, Pasquale Nestico (Usa) e Anna Pompei Ruedeberg (Svizzera).
Il Gruppo Sanità ha lanciato la proposta di una indagine, da finanziare con il disavanzo dei fondi CGIE, per conoscere la condizione sanitaria dei connazionali all’estero e le coperture per la loro assistenza. L’indagine conoscitiva, che dovrebbe essere conclusa entro la fine di giugno 2007 (ed è stata oggetto di un Ordine del giorno approvato in Plenaria con la riserva di tornare sui costi dell’operazione), dovrebbe in particolare modo: determinare il numero dei cittadini/e italiani non assicurati oppure con coperture sanitarie non sufficienti; completare una mappatura per paese dei connazionali bisognosi sulla base di requisiti ben definiti avvalendosi delle informazioni già acquisite attraverso Consolati e Piani Paese; studiare gli interventi necessari e i costi dell’eventuale assistenza da parte di Stato e Regioni; esaminare, soprattutto in Europa la questione della mobilità sanitaria e le sue ripercussioni negative per quanto riguarda l’assistenza di chi si va a curare all’estero; considerare con attenzione tutte le patologie che mettono a rischio salute e prevenzione nelle donne.
“Per il momento – ha osservato Nestico – abbiamo preso atto di primi dati, che non sono complessivi, che hanno composto un quadro disomogeneo”. Se, infatti, – ha ricordato estico – nell’Unione Europea c’è parità di diritti sanitari per tutti i cittadini UE, in America latina la condizione è drammatica a causa dello smantellamento dello stato sociale. Circa il 50% della popolazione è senza copertura sanitaria. E il “esti social”offre scarsissime prestazioni sanitarie di base. Per il Nord Africa non ci sono dati certi; per il Sud Africa e paesi limitrofi l’assistenza sanitaria è di bassa qualità , le assicurazioni sono costose e molti connazionali non se le possono permettere. In Australia e in Canada invece l’accesso alla sanità è totale e gratuito. Negli Usa invece la situazione è diversa e più complessa. Una indagine dell’agosto 2006 ha indicato che 46,6 milioni di americani, bianchi non ispanici, non sono assicurati. E in questi rientrano anche italo-americani. Ma quanti di questi non assicurati o a rischio sono iscritti all’anagrafe ? Il numero non è noto, ha detto Nestico.
Per quanto riguarda il Gruppo Donne (che ha portato in Assemblea anche un Ordine del giorno, che è stato approvato), esso si congratula con i parlamentari eletti nella circoscrizione Estero, ma non può che constatare con rammarico la debole presenza di donne nel gruppo dei neoeletti (solo 3 donne su 18)
Un risultato elettorale, come ha rilevato la consigliera Pompei Ruedeberg, che rispecchia le proporzioni del CGIE…
Le consigliere del CGIE restano poi sempre in attesa che l’Osservatorio delle Donne diventi realtà ( come si ricorderà nella scorsa legislatura fu presentata una proposta di legge dalle deputate Sereni, dei Ds, e Baldi, di Fi).E nel frattempo chiedono di realizzare iniziative “a sostegno del ruolo socio-politico” delle donne italiane nel mondo . “Vogliamo lavorare tanto e subito – ha spiegato Pompei Ruedeberg – così da essere subito operative una volta approvata la legge”.
Ma per questo servono fondi. E il Gruppo Donne chiede al CGIE di farsi parte attiva presso le sedi competenti al fine di poter fruire di un finanziamento a favore dei progetti “propedeutici” all’Osservatorio. I progetti saranno presentati dalle consigliere all’Assemblea Plenaria di dicembre.

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Da segnalare poi che nell’ultima mattinata di lavori della Plenaria e dopo l’intervento del direttore generale per gli italiani all’estero Adriano Benedetti sulla rete consolare hanno brevemente preso la parola i consiglieri Walter Petruzziello (Brasile), Paolo Castellani (Cile) e Gianluca Lodetti (Inas Cisl).
Walter Petruzziello si è detto “contento” per quanto ascoltato in merito alla ristrutturazione della rete consolare. E’ ora di voltare pagina: “senza ristrutturazione mondiale e mappatura, senza fare gli spostamenti necessari delle strutture tutto rimarrà come prima: il mondo è cambiato e vanno cambiate anche le strutture”. E l’auspicio è che il cambiamento ci sia “davvero” e “non rimanga ancora una volta tutto nelle carte del MAE e del CGIE”. Per il consigliere è molto importante, tra l’altro, che nelle sedi vengano inviate “persone preparate” e non solo in base alla qualifica funzionale: “i sindacati – ha chiosato – non saranno contrari ad assegnare le persone sulla base della preparazione…”.
Paolo Castellani ha ricordato che se in diverse parti del mondo la rete consolare è in crisi, in Cile si registra una vera e propria situazione di “emergenza”. Anche a Santiago, dove il locale dell’ufficio consolare dell’Ambasciata è “inadeguato”, con conseguenti forti disagi per chi vi lavora e per gli utenti. Tutto ciò “non è dignitoso” sia per i connazionali che vivono in Cile sia per l’immagine stessa dell’Italia. La mappatura della rete consolare va bene, ma “bisogna anche avere il coraggio di fare strutture adeguate” e “il CGIE deve battersi perché non attendere al servizio consolare va a detrimento della stessa immagine dell’Italia” ha ribadito il consigliere. Che ha ricordato poi la difficile condizione in cui versano in America Latina numerosi connazionali. E invitando – con riferimento ai capitoli di spesa MAE che saranno integrati con 14 milioni di euro in sede parlamentare – a dare “preferenze di coscienza”. Infine il Castellani ha rivolto un invito ai parlamentari perché si rechino a Santiago il 23 e 24 ottobre, giorni in cui si terrà la prossima riunione continentale CGIE.
Per Gianluca Lodetti, posto che “se le risorse non sono adeguate è difficile procedere ad investimenti” per quanto riguarda la rete consolare “riorganizzazione e ottimizzazione” sono però “possibili”. Soprattutto “mettendo al centro di tale opera le persone”, ossia utenti e personale, compreso quello con contratti particolari. Per il consigliere, centrali sono la formazione professionale, poiché senza questa “non si può procedere alla riorganizzazione” , “l’offerta di servizio adeguato” presso le strutture consolari e l’attenzione nelle relazioni degli operatori con il pubblico. Lodetti ha sottolineato poi il ruolo dei patronati all’estero, “funzione che non è riconosciuta ufficialmente”. Il caldo invito è che si addivenga “finalmente a convenzione, come richiede la legge sui patronati”: una convenzione quadro che porti a convenzioni locali con i patronati ,la cui “attività di supporto alla rete consolare arrecherebbe ancor più vantaggi agli italiani all’estero”.

(Simonetta Pitari-Inform)

 

 

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