2522 ROMA: L'election day degli immigrati che rinnovano i consiglieri aggiunti

20061211 12:10:00 webmaster

Luciana Cimino (da l’Unità)

A Roma pioveva incessantemente ieri pomeriggio. Al municipio di via Alberto da Giussano, al Pigneto, uno dei quartieri di Roma con maggiore presenza di extracomunitari, un’elegante coppia indiana, con bambini al seguito, mostra la scheda elettorale bagnata agli impiegati addetti alle operazioni di voto. Sono i primi a votare da più di mezz’ora. «Poca affluenza – ammette la presidentessa del seggio – sarà colpa del maltempo».

Che fosse una bella giornata di sole quella dell’elezione per i consiglieri aggiunti al consiglio comunale ed a quelli municipali, ci speravano un po’ tutti: il Campidoglio, che ha imbastito una grande campagna d’informazione e che da mesi cerca il modo per far ottenere agli extracomunitari il diritto di voto almeno negli enti locali, e soprattutto i 154 candidati che, ancora nel tardo pomeriggio di ieri, facevano campagna elettorale nei pressi dei seggi.

Qualcuno, con evidente disponibilità di mezzi, ha finanche organizzato una navetta che da Piazza Vittorio portava gli elettori in via Petroselli, altra sede di consultazione. Aziz Darif, candidato marocchino, era esausto: per tutto il pomeriggio è andato a prendere da casa i suoi elettori, per poi riaccompagnarli dopo il voto. Molto ben organizzata la comunità cinese. In piccoli gruppi, ciascuno accompagnato da un traduttore, hanno sostenuto il loro candidato, Pan Yongchang. Le speranze di farcela per Pan non sono molte, la concorrenza per il seggio riservato ad Asia e Oceania è molto forte. A partire da Romulo Salvador, commerciante filippino, nel passato comparsa in diversi telefilm polizieschi, che nel 2004 ha ottenuto il maggior numero di preferenze. E poi Nure Alam Siddique detto Bachu. Attivo in diverse associazioni che difendono i diritti dei migranti, il bengalese è considerato un radicale. La famiglia vestita a festa che, incurante della pioggia, si avvicina al seggio di via Casilina, vota per lui. «Lo conosco da tempo – ci spiega Apu, il capofamiglia – ma lo sostengo perché è amico di filippini, africani, russi. Facciamo tutti la fila per il permesso di soggiorno, indipendentemente dalla comunità». Angelina, badante ecuadoriana, non può votare perché non ha i documenti. Ha accompagnato un’amica: «L’ho quasi costretta a venire, è l’unico mezzo di rappresentanza che abbiamo, per ora». Ipovedente, sostenuto dal suo bastone, anche un 85enne africano, nonostante il maltempo, ha voluto esserci. Non ha un suo candidato e cerca tra l’elenco un nome a caso «basta che sia donna perché voi italiani non le votate».

Alle 18 pero, il dato di affluenza alle urne, sebbene maggiore di quello relativo alla sperimentazione del 2004, non è quello che ci si aspettava. Hanno votato poco meno di 14 mila persone su 155.534, pari all´8.79 per cento degli aventi diritto. Pesa, forse, la mancanza dei rumeni (la comunità numericamente più importante della Capitale) che, dal primo gennaio 2007, entreranno nella Comunità Europea. Walter Veltroni, accompagnato dall’assessore alle Pari Opportunità, Mariella Gramaglia, si è recato ieri mattina al seggio di via Petroselli. Lo ha accolto una piccola folla festosa. Tra i candidati in giacca e cravatta e le donne negli abiti tipici del loro paese, un ragazzone con dreadlocks lo avvicina per stringergli la mano scusandosi per i calli da suonatore di djambè. Un altro, camerunese, candidato al I Municipio propone, per la prossima volta, «le elezioni primarie per i rappresentanti di ciascun continente, in maniera da selezionare così i candidati». «Cittadini venuti in Italia per sopravvivere e per lavorare, a Roma sono regolarmente accolti – ha detto Veltroni – Questa è una gran giornata, ma speriamo che ce ne potrà essere anche una migliore in futuro».

 

 

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