4311 La sinistra al bivio, tra competizione e alleanza con il Pd

20080205 22:51:00 redazione-IT

«La Sinistra-l’arcobaleno deve ambire a un progetto autonomo, non subalterno al partito Democratico». L’alleanza con Veltroni non convince la segreteria di Rifondazione comunista, riunita martedì per oltre tre ore. «Si può tentare un confronto, ma senza farsi troppe speranze perché il primo a non volere l’alleanza è Veltroni», avrebbero detto – a quanto si apprende – molti dirigenti del partito.

Alla vigilia di un confronto decisivo per la Sinistra-l’arcobaleno che si tiene mercoledì alla Camera con gli stati maggiori di Prc, Pdci, Verdi e Sinistra democratica e all’ordine del giorno alleanze, simboli, leader in vista delle elezioni, Franco Giordano e i suoi sottolineano l’importanza di un «progetto autonomo e alternativo per la sinistra».

Se da Verdi, Pdci e Sinistra democratica viene la richiesta di un confronto programmatico con il partito Democratico per una nuova alleanza di centrosinistra («Il Pdci insiste perché ci sia ancora un tentativo di accordo con il partito Democratico», ha dichiarato il segretario dei Comunisti italiani Oliviero Diliberto), il Prc mette in guardia: «Non ci saranno più alleanze con i trasformisti che hanno fatto cadere il governo. Mai più con Mastella, mai più con Dini», avrebbero detto i membri della segreteria. Quanto a Veltroni, «il primo a negare continuamente l’ipotesi di un’alleanza è proprio lui. Per questo non si può andare troppo per le lunghe nel confronto programmatico. Bisogna investire invece il prima possibile sull’autonomia del nostro progetto».

Sul piano del programma, prima di tutto, perché laddove il Pd rappresenta, «praticamente su ogni tema della vita associata, l’accettazione dell’esistente, la sinistra deve lavorare per la trasformazione dei rapporti di forza attuali».

Se così è, allora, «non resta che accettare la sfida che lo stesso Veltroni pone. La sinistra non c’è se non vive come cultura d’alternativa. Nel rapporto di alleanza con il Pd, invece, il rischio è quello di perdere profilo e identità. l’opposizione e il governo non sono di per sé valori o disvalori. Ma per la sinistra il governo non può diventare una ossessione».
Da qui discende, «senza subordinate» la scelta del leader che potrebbe guidare la sinistra. «Fausto Bertinotti è la persona che rappresenta meglio e più direttamente l’autonomia politica e culturale della sinistra in Italia», è stata la riflessione dei vertici di partito. Diverso invece sarebbe il discorso per il simbolo, dove Rifondazione comunista potrebbe rinunciare alla falce e martello. «Non ha senso riproporre i "simbolini" dei partiti quando vogliamo rappresentare la nuova sinistra unita», avrebbero detto i dirigenti del partito di Franco Giordano.

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