4907 APPELLO TERRA BRASILE: LETTERA APERTA A LULA

20080504 12:34:00 redazione-IT

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, LUIS INÁCIO LULA DA SILVA (pr@planalto.gov.br)
AL PRESIDENTE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI, ARLINDO CHINAGLIA
(presidencia@camara.gov.br)
AL PRESIDENTE DEL SENATO FEDERALE, GARIBALDI ALVES presid@senado.gov.br)
Ai CapoGruppo dei Partiti della Camera e del Senato

Le entità, i movimenti sociali, le pastorali, le ONG, i cittadini e le cittadine firmatarie, estremamente preoccupati per la emanazione delle misure provvisorie e per il procedere delle proposte legislative che minacciano le nostre foreste, la biodiversità, la natura, il modo di
produzione contadino e delle comunità indígene, l¹acqua, il patrimonio pubblico, i diritti sociali e le conquiste storiche del popolo brasiliano, con molto rispetto, si rivolgono ale Vostre Eccellenze per sollecitare una
bocciatura di tutte le seguenti proposte:

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, LUIS INÁCIO LULA DA SILVA (pr@planalto.gov.br)

AL PRESIDENTE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI, ARLINDO CHINAGLIA
(presidencia@camara.gov.br)

AL PRESIDENTE DEL SENATO FEDERALE, GARIBALDI ALVES presid@senado.gov.br)

Ai CapoGruppo dei Partiti della Camera e del Senato

Le entità, i movimenti sociali, le pastorali, le ONG, i cittadini e le cittadine firmatarie, estremamente preoccupati per la emanazione delle misure provvisorie e per il procedere delle proposte legislative che minacciano le nostre foreste, la biodiversità, la natura, il modo di
produzione contadino e delle comunità indígene, l¹acqua, il patrimonio pubblico, i diritti sociali e le conquiste storiche del popolo brasiliano, con molto rispetto, si rivolgono ale Vostre Eccellenze per sollecitare una
bocciatura di tutte le seguenti proposte:

1. Il Progetto di Legge 6.424/85, presentato dal Senatore Flexa Ribeiro,
PSDB, del gruppo degli imprenditori rurali del Pará, già approvato dal
Senato Federale e trasmesso alla Camera dei Deputati, che vuole diminuire
l¹area di riserva legale forestale dell¹Amazzonia dall¹80% al 50%, per
rendere possibile la piantagione di palmacee, eucalipto, cereali e canna da
zucchero per produrre agro-combustíbili, come se fossero foreste; inoltre
vuole amnistiare le multe agli imprenditori del legno e agli aggressori
dell¹ambiente e rendere possibile l¹esistenza di vaste aree senza copertura
forestale nel paese. Per questo motivo questo progetto, che certamente
contribuirá ai cambiamenti climatici e al riscaldamento globale, viene
chiamato progetto ³Foresta Zero² in Brasile.

2. La Misura Provvisoria 422/08, già conosciuta come ³PAG (Piano di
Accelerazione del Grilagem)², che, rispondendo agli interessi del gruppo
degli imprenditori rurali (difatti é la copia fedele di un progetto di
legge del Deputato Asdrúbal Bentes, del PMDB-Pará), rende possibile la
legalizzazione del grilagem in Amazzonia. Questo perché la suddetta Misura
dispensa dalla licitazione per l¹acquisizione delle terre pubbliche ­ che
sono la maggioranza in quella regione ­ i detentori di immobili fino a 1.500
ettari (mentre la Costituzione prevede solo 50 ettari e la legge sulle
licitazioni stabilisce, finora, al massimo 500 ettari).
Chi ha occupato illegalmente terra pubblica ­ e non si tratta di piccoli
proprietari, ma di grandi fazenderi ­ sarà premiato, con la legalizzazione
dei suoi ³grilli, cosa che, certamente, provocherà l¹accellerazione del
processo di distruzione della foresta amazzonica.

3. La proposta di cambiamento costituzionale, il PEC 49/2006, presentato
dal senatore Sérgio Zambiasi, PTB/RS, che, rispondendo agli interessi delle
grandi multinazionai della carta e della cellulosa, soprattutto la Stora
Enso e la setta Moon, cerca di ridurre la fascia di frontiera nazionale da
150 a 50 km, permettendo così l¹acquisizione di terre brasiliane da parte di
imprese straniere nella fascia di frontiera.

4. I Decreti Legislativi 44/2007 e 326/2007, che pretendono di fermare gli
effetti del Decreto 4.887/2003, che regolamenta il procedimento per
l¹attribuzione delle terre dei quilombos. La pressione degli imprenditori
rurali ha già portato ad una retromarcia del Governo, con l¹elaborazione di
una nuova Normativa dell¹Incra (che l¹Avvocatura Generale dell¹Unione vuole
approvare senza una vera partecipazione degli abitanti dei quilombos e della
società), che può rappresentare un vero arretramento rispetto alle garanzie
dei diritti territoriali e socio-culturali degli abitanti dei quilombos,
oltre a rendere il processo più burocratico e lento.

Vogliamo anche manifestare il nostro totale disaccordo con:

1. La liberalizzazione, da parte della Commissione Tecnica di Biosicurezza,
così come del Consiglio dei Ministri, della piantagione e
commercializzazione del mais transgenico, per rispondere soltanto agli
interessi economici delle grandi multinazionali delle sementi (Monsanto,
Bayer, Syngenta, ecc.), disconoscendo tutti gli avvertimenti fatti da organi
dello stesso governo. L¹Ibama, contrario alla liberalizzazione, lancia un
allarme sul rischio di contaminazione delle specie non transgeniche (come
già sta accadendo in varie parti de mondo) e l¹Anvisa, del Ministero della
Salute, considera che non è possibile attestare la sicurezza di quei
prodotti per la salute umana, mettendo in allarme per i rischi soprattutto
per le gravide, lattanti e bambini piccoli. Recentemente la Francia e la
Romania hanno bandito dal loro territorio il mais trangenico della Monsanto,
portando a otto i paesi europei che proibiscono la sua commercializzazione.
Speriamo che il governo brasiliano riveda questa liberalizzazione,
preservando così il diritto democratico delle comunità indigene, dei
contadini e degli agricoltori di avere le proprie sementi, dato che i semi
del mais transgenico non possono convivere con le altre varietà.

2. La pressione esercitata dalla Banca Mondiale, dal grande capitale, dalle
imprese transnazionali dell¹energia, dalle grandi appaltatrici, per la
concessione sommaria, in contrasto con la legislazione di preservazione
dell¹ambiente, di valutazione ambientale delle grandi opere pubbliche e
private – estremamente impattanti dal punto di vista socioambientale – del
PAC (Piano di Accelerazione della Crescita). Tra di esse risaltano le
centrali idroelettricche del complesso del Rio Madeira, in Rondônia, del
Tijuco Alto, a São Paulo, dell¹Estreito, in Tocantins/Maranhão, di Belo
Monte in Pará, le opere del progetto di trasposizione del Rio São Francisco
e la costruzione della centrale nucleare di Angra III.
Questo scenario e questa situazione minacciano il futuro delle nostre
foreste, della biodiversità, dell¹acqua, della sovranità nazionalEuestoQsse
cuestoenário e sugli alimenti e sulle sementi, e le condizioni di vita di
milioni di brasiliani, che sono contadini, abitanti dei fiumi, popoli
indígeni, abitanti dei quilombos, senza terra e popolazioni tradizionali del
nostro paese. L¹espansione della monocultura della canna da zucchero,
dell¹eucalipto, del pínus, delle grandi centrali idroelettriche e delle
sementi transgeniche é una minaccia ambientalmente insostenibile e
socialmente ingiusta. Sono minaccie contro la salute e la qualità della vita
della nostra popolazione.
Per questo ci appelliamo alle autorità del potere esecutivo e legislativo,
perchè contrastino questa offensiva degli interessi del grande capitale e
garantiscano il rispetto della nostra salute e della qualità della vita,
della biodiversità e diversità culturale, dei nostri diritti e del patrimonio pubblico.

Brasília, 14 aprile 2008.

1. Dom Tomás Balduino, Vescovo Emérito de Goiás-velho e del Consiglio della Comissione Pastoral della Terra – CPT.
2. Egidio Brunetto, del Coordinamento di Via Campesina Internazionale.
3. João Pedro Stédile, del Coordinamento del Movimento dei Lavoratori Sem Terra – MST.
4. Luiz Armando Dallacosta, del Coordinamento del Movimento dei Colpiti dalle Dighe ­ MAB.
5. Isidoro Revers, della Segreteria Nazionale della Commissione Pastorale della Terra – CPT.
6. Maria Jose da Costa, del Coordinamento del Movimento dei Piccoli Agricoltori ­ MPA.
7. Rosângela Piovezani Cordeiro, del Coordinamento del Movimento delle Donne Contadine ­ MMC.
8. Éden Magalhães, della Segreteria Esecutiva del Consiglio Indigenista Missionário ­ CIMI.
9. Temístocles Marcelos ­ dell¹Esecutivo Nazionale della CUT – Commissione Nazionale Ambiente.
10. Greenpeace ­ Brasile
11. Fabio Konder Comparato, giurista, professore, Università
di S. Paolo
12. Carlos Walter, geografo, professor, UFF
13. Meire Cohen, avvocata, Para, membro della commissione
dei diritti umani nazionale dell¹Ordine Avvocati Brasile.
14. Ariovaldo Umbelino de Oliveira, Geografo, professor
della Università di S. Paolo.
15. Darci Frigo, Coord della Terra dei Diritti, Curitiba.
16. Bruno Rodrigo Silva Diogo ­ Coordinamento Nazionale
della Federazione degli Studenti di Agronomia del Brasil ­ FEAB.
17. D. Antonio Possamai, vescovo emerito de Ji-Paraná,
Vice-Presidente della Comissione Episcopale della Amazzonia,

Per aderire a questa Lettera Aperta, manda il tuo nome completo e/o della tua entità a viacampesinabrasil@gmail.com

 

 

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