4927 Il governo-ombra di Veltroni: 9 donne su 21 "ministri"

20080509 20:27:00 redazione-IT

E Chiamparino sarà l’anti-Bossi

Il leader del Pd, Walter Veltroni, ha presentato la composizione del "governo ombra" messo a punto per rispondere al neo governo Berlusconi. Tra i nomi elencati dal leader dei democratici che guiderà l’esecutivo, c’è anche quello del sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, al "dicastero" delle riforme per il federalismo. Fanno parte del governo ombra anche, tra gli altri, Piero Fassino (esteri), Pierluigi Bersani (economia), Marco Minniti (interno), Linda Lanzillotta (pubblica amministrazione), Ermete Realacci (ambiente), Giovanna Melandri (comunicazione) e Vincenzo Cerami (cultura).

L’ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Ricardo Franco Levi, sarà il portavoce del governo ombra del Partito Democratico. Il coordinatore dell’esecutivo sarà invece Enrico Morando.

Il resto del governo-ombra è formato da Lanfranco Tenaglia alla Giustizia, Maria Pia Garavaglia all’Istruzione, Matteo Colaninno allo Sviluppo economico, Roberta Pinotti alla Difesa, Alfonso Andria all’Agricoltura, Ermete Realacci all’Ambiente, Andrea Martella alle Infrastrutture, Giovanna Melandri alla Comunicazione, Mariangela Bastico alle Regioni, Vittoria Franco alle Pari opportunità, Beatrice Magnolfi alla Semplificazione, Maria Paola Merloni alle Politiche comunitarie, Michele Ventura all’Attuazione del programma, Pina Picierno alle Politiche giovanili.

Oltre a Veltroni, che lo presiede, fanno parte dell’esecutivo anche Dario Franceschini, Antonello Soro e Anna Finocchiaro.

«Il governo ombra avrà il ruolo non solo di dire no ma di formulare proposte alternative». Walter Veltroni spiega così l’introduzione di questa figura che in Gran Bretagna è riconosciuta tra le istituzioni. «Avevamo detto 48 ore ma abbiamo anticipato a 46». Walter Veltroni apre così la conferenza stampa per presentare il suo Governo ombra sottolineando di aver anticipato la scadenza prefissata, quindi, tiene a precisare che quanto scritto in questi giorni dai giornali su «difficoltà e rifiuti» da parte di alcuni esponenti del Pd a farne parte, non ha alcun fondamento di verità. «Nulla di tutto questo – dice il segretario del Pd – c’è stata la massima disponibilità di tutti e sono molto contento e soddisfatto».

Il leader del Pd chiarisce, poi, che rispetto al governo Berlusconi, lo "shadow cabinet" non avrà il ministero per i Rapporti con il Parlamento, ruolo ricoperto dai capigruppo, ma avrà un ministero delle Comunicazioni «a presidio della libertà di informazione». Inoltre il leader del Pd fa notare che le donne sono nove su ventuno, «il 43 per cento: ci avviciniamo alla cifra del governo spagnolo».

«Non c’è nessun conflitto, anche perchè bisognerebbe essere in due». Walter Veltroni nega ogni frizione con Massimo D’Alema e spiega perchè l’ex ministro degli Esteri non è entrato nel governo-ombra del Pd. «D’Alema ha detto di no perchè insieme abbiamo discusso del ruolo importante che lui deve svolgere -ha spiegato Veltroni- questa è una discussione che appassiona solo certi ambienti, io considero il lavoro della fondazione Italianieuropei un lavoro nell’interesse del Pd, di approfondimento. Ogni apporto di idee, anche critiche, è un arricchimento. D’Alema mi ha detto dall’inizio che voleva occuparsi di questo».

Veltroni ha inoltre annunciato che la prima riunione del governo ombra si terrà lunedì pomeriggio alle 17 e poi tornerà a riunirsi ogni settimana.

Il Partito democratico, accanto al "governo ombra", avrà una nuova struttura che affiancherà il segretario Walter Veltroni: un coordinamento composto di dieci membri. Lo ha annunciato, durante una conferenza stampa, il vicesegretario Dario Franceschini, spiegando che con la nascita del ‘governo ombrà cesserà di esistere l’esecutivo ma nasce un coordinamento di cui faranno parte Piero Fassino, Pier Luigi Bersani ed Enrico Letta oltre allo stesso vicesegretario, a Goffredo Bettini, ai capigruppo di Camera e Senato Antonello Soro e Anna Finocchiaro, a Beppe Fioroni per il coordinamento organizzativo e a Paolo Gentiloni che coordinerà il settore comunicazione. Le decisioni prese verranno sottoposte alla direzione che si terrà il 16 maggio.

Il Pd non aspira ad essere «autosufficiente» ma a raggiungere comunque delle dimensioni tali a far si che esso sia il «perno riformista» di una possibile alleanza. «Noi non siamo su una posizione di autosufficienza – ha spiegato Veltroni – o su una che nega le alleanze. Ma qualsiasi alleanza deve avere un perno riformista che possa proporre un accordo programmatico». Con il Pd – ha proseguito Veltroni – il riformismo ha un grande partito del 33-34%, e con noi potranno nascere delle alleanze sia a livello locale che a livello nazionale». In ogni caso, ha detto infine Veltroni, «non saranno più alleanze contro ma alleanze su un programma sancito da un partito delle dimensioni del 33-34%».

Veltroni e Franceschini erano saliti al Quirinale per presentare al Presidente della Repubblica, Giorgio Napoletano. Ambienti del Quirinale hanno spiegato che Veltroni e Franceschini hanno informato il capo dello Stato della iniziativa politica del Pd di organizzare l’attività di opposizione attraverso il modello anglosassone del cosidetto governo ombra.

www.unita.it

 

 

4927-il-governo-ombra-di-veltroni-9-donne-su-21-ministri

5673

EmiNews 2008

DICHIARAZIONE REDDITI 2025 | DAI IL 5X1000 A FILEF

Lascia il primo commento

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.