20080516 21:06:00 redazione-IT
Una giornata di mobilitazione nazionale per dire no alla direttiva europea sull’immigrazione e per riflettere sulla situazione italiana. È la proposta di Vittorio Agnoletto
ROMA – “C’è un proverbio che dice ‘il silenzio è d’oro’, ce n’è un altro che dice ‘il silenzio è un crimine contro l’umanità’. Io credo che oggi tacere sul piano politico rispetto all’intreccio di provvedimenti sull’immigrazione italiani ed europei che sono in arrivo sia un crimine contro l’umanità”. Esordisce con queste parole Vittorio Agnoletto oggi a Roma in occasione del convegno “Clandestini per Forza. Contro la direttiva Ue in materia di immigrati e rimpatri. contro il pacchetto sicurezza del Governo”.
L’incontro, che ha visto la partecipazione delle comunità degli immigrati, oltre che il mondo dell’associazionismo, ha lanciato l’allarme sui contenuti della direttiva europea in materia di immigrazione, ma ha anche raccolto la preoccupazione riguardo i provvedimenti previsti dal governo. Tra le proposte avanzate anche quella di una giornata di mobilitazione. “Abbiamo una scadenza europea prima dell’estate – continua Agnoletto – sulla direttiva della vergogna, stiamo pensando ad una mobilitazione internazionale che coinvolga diverse organizzazioni, però penso che dobbiamo lanciare anche una giornata di mobilitazione nazionale”.
Sul piano europeo le posizioni dell’europarlamentare Pasqualina Napoletano richiamano alla necessità di una visione legale dell’immigrazione, fenomeno sempre più intenso e importante. “Non esiste un quadro europeo legale per gli immigrati – spiega Paqualina Napoletano -. Chi vuole entrare legalmente in Europa oggi non ha risposta. Ogni paese ha le sue norme e in genere sono quasi tutte restrittive, negano quasi il fenomeno dell’immigrazione. Però, l’armonizzazione la si fa a partire respingimento, senza aver stabilito un quadro legale. Questo la dice lunga sul discorso positivo che dovrebbe precedere quello dell’illegalità”. Dello stesso parere Giusto Catania che parla di un evento di portata storica che il mondo politico italiano ha sottovalutato. “Il dibattito politico in Italia su questa direttiva non c’è stato, anzi spesso è stato sottovalutato e considerato una cosa distante. Eppure è il primo passaggio di armonizzazione dell’immigrazione in Europa. Quindi un passaggio storico dell’Unione europea ed è un paradosso si faccia sulle espulsioni. Oggi non esiste una politica europea sull’integrazione, l’armonizzazione del diritto d’asilo si farà nel 2010. L’Europa sceglie, quindi, le politiche del rimpatrio e delle espulsioni. È come se prima di mangiare prendessimo il digestivo”. Per Catania, però, la ‘fretta’ di molti paesi nell’approvare la direttiva ha un motivo ben preciso e riguarda la possibilità di accedere al fondo europeo previsto per i rimpatri. “In questo momento – continua – siamo riusciti a bloccare il fondo in Parlamento fino all’approvazione della direttiva. Naturalmente i governi volevano accedere al fondo prima. La direttiva molto probabilmente verrà approvata a metà giugno perché i paesi vogliono che il fondo per il rimpatrio si sbocchi. Hanno bisogno di questi 675 milioni di euro entro il 2013. Parliamo di somme enormi e che ci dicono anche qual è la vera partita in gioco”.
Fa discutere, per quanto riguarda il panorama italiano, la notizia del commissario per i Rom. “Sulla questione della nomina del commissario – spiega Vittorio Agnoletto – abbiamo presentato un’interrogazione alla Commissione europea dicendo che a nostro parere è in contrasto con la direttiva 43 del 2000. Quando si nomina un commissario specificatamente su una popolazione c’è un meccanismo evidente di discriminazione su base etnica e questo è in contrasto con la direttiva citata. Direttiva che non è stata ancora pienamente recepita dall’Italia”. Ma la critica al pacchetto sicurezza del governo riguarda anche il ricongiungimento familiare. “Il governo sta pensando di fare il decreto contemporaneamente alla direttiva e di anticipare un decreto sui 18 mesi nei CPT in attesa della direttiva. Ha inserito anche cose ‘odiose’ sul piano umano, come rendere più complessi e difficili i ricongiungimenti familiari. La presenza della famiglia sul territorio è uno degli antidoti più forti a comportamenti che possono essere socialmente stigmatizzati. La presenza di un soggetto da solo rischia infatti di favorire comportamenti che socialmente comportano dei problemi”. Agnoletto infine richiama la sinistra affinchè dedichi al tema più attenzione e si faccia carico di un percorso che possa essere aperto agli altri schieramenti politici avendo come punto in comune il riconoscimento dei diritti fondamentali dell’uomo. “Io credo che la sinistra politica – conclude – non può delegare le mobilitazioni solo ed unicamente all’associazionismo ma deve assumersi questa responsabilità perché i diritti, soprattutto nell’epoca della globalizzazione, o sono universali o non sono. I diritti non sono divisibili. Per questo ho proposto che si arrivi ad una giornata di mobilitazione su questi temi sia italiani che europei articolata città per città con lo schieramento il più ampio possibile”. (Giovanni Augello)
www.redattoresociale.it
4983-immigrazione-leuropa-verso-la-direttiva-della-vergogna
5728
EmiNews 2008
Lascia un commento